So che ritornerai (FILM TV)

2009, Thriller

Recensione So che ritornerai (2009)

La regia di Eros Puglielli si muove nevrotica negli ambienti, tra i protagonisti, supportata da un montaggio serrato deputato a dare all'azione un ritmo sostenuto piuttosto che a dotarla di suspense.

Massimo Borriello

L'amore ritorna macchiato di sangue

Il thriller fa capolino in tv con So che ritornerai, film prodotto da RTI e Ares Film, che tenta la via del genere per allargare il pubblico della fiction. Non ci si sposta però al di là di Roma, che fa da sfondo a una storia disperata di amori spezzati che si fingono eterni e di patrimoni milionari su cui mettere le mani, fregando i legittimi proprietari. Su di essi cola sangue in abbondanza per appagare sete di vendetta e fame di potere. A farne le spese una ricchissima e struccata Manuela Arcuri e soprattutto le persone che ama, travolte da una spirale di eventi drammatici messi in moto per rovinare la vita dell'ereditiera innamorata che si è vista portar via il suo amante da un'auto in corsa nella notte. Un amore che si dichiara tornare dall'oltretomba, ad anni di distanza, per far capitolare la donna, ormai moglie e mamma.

Lo spunto sembrerebbe prospettare una romantica vicenda simil-Ghost, ma le atmosfere virano invece verso un'impalpabile tensione e il brivido splatter, costruite su inganni e circostanze-limite che mettono a dura prova l'equilibrio mentale della protagonista, una Manuela Arcuri che per l'occasione abbandona il trucco pesante e mette da parte la sua propensione naturale alla commedia, per calarsi in un ruolo drammatico, che la costringe spesso in una maschera di lacrime. Il risultato è tutto sommato accettabile, nonostante uno script davvero debole, che mette insieme situazioni al limite del ridicolo e dialoghi improbabili. A tentare di dar consistenza al progetto, la regia di Eros Puglielli, che si muove nevrotica negli ambienti, tra i protagonisti, supportata da un montaggio serrato deputato a dare all'azione un ritmo sostenuto piuttosto che a dotarla di suspense. Purtroppo, per la maggior parte il film si tramuta in una serie di spot di automobili e telefonini che con le ambizioni di un progetto simile poco c'entrano. Si apprezza però il primo passo, il successivo sarà di sicuro più consapevole.

Recensione So che ritornerai (2009)
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