Kevin Spacey rapinatore in Baby Driver: “Gli unici ruoli che non voglio accettare sono quelle scritti male”

L'attore premio Oscar è al cinema dal 7 settembre con Baby Driver - Il genio della fuga di Edgar Wright, in cui interpreta la mente criminale a capo di un gruppo di rapinatori. In questi giorni Spacey è passato a Roma, dove ci ha raccontato qualcosa sulla sua incredibile carriera.

Baby Driver - Il genio della fuga: Kevin Spacey in una scena del film

Allacciate le cinture e fatevi trasportare dalla musica: il 7 settembre esce finalmente nelle sale italiane Baby Driver - Il genio della fuga, film di inseguimenti e rapine nato dalla mente di Edgar Wright, geniale autore della Trilogia del Cornetto. La pellicola, che è stata apprezzata da registi come John Landis (idolo dello stesso Wright) e Guillermo del Toro, e che Steven Spielberg ha definito "il film più cool dell'anno", ha come protagonista Baby (Ansel Elgort), straordinario guidatore di vent'anni che offre il suo talento a una banda di rapinatori.

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La mente criminale a capo della banda di ladri è Doc, interpretato dal due volte premio Oscar Kevin Spacey. Ad affiancare Spacey e Elgort c'è un cast di alto livello, formato da Jamie Foxx, Jon Hamm, Lily James, Eiza González e Jon Bernthal, mentre le scene d'azione, girate magnificamente, sono accompagnate da una colonna sonora strepitosa, che può vantare nella sua tracklist brani dei Queen, Beach Boys, Focus, Blur e molti altri.

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Baby Driver - Il genio della fuga: Ansel Elgort e Kevin Spacey in un momento del film

Proprio Kevin Spacey è in questi giorni a Roma, dove ha girato il nuovo film di Ridley Scott, All the Money in the World, per spostarsi poi in Costiera Amalfitana, dove darà vita a Gore Vidal, protagonista di Gore, pellicola diretta da Michael Hoffman.
Spacey, che ha lavorato per molti anni, dal 2003 al 2015, come direttore artistico dell'Old Vic, storico teatro di Londra, ed è da diverse stagioni protagonista assoluto della serie tv House of Cards, è ora sempre più concentrato sulla sua carriera cinematografica, che vuole tornare a esplorare: "C'è stato un tempo delle mia carriera in cui mi sentivo così, volevo solo parti principali al cinema. Ora è diverso: voglio ricostruire la mia carriera cinematografica. Ho passato molto tempo a occuparmi di teatro a Londra e adesso voglio riprovare con il cinema. Se Martin Scorsese mi offrisse una parte non lo manderei a quel paese. Oggi voglio semplicemente essere una parte importante di una buona storia".

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Baby Driver: musica e il genio di Wright

Baby Driver: Ansel Elgort, Jamie Foxx, Eiza González e Jon Hamm in una foto del film

L'attore è entusiasta di Doc, il personaggio che interpreta in Baby Driver: "Questa sarebbe stata una parte perfetta per Michael Caine: come avrei potuto dire di no?". E ancora di più di Wright: "Adoro Wright: è brillante e divertente. Ho letto la sceneggiatura ascoltando la colonna sonora: è stata una lettura sexy! Era come una danza. Nel film la mia voce finisce in uno dei mix tape del protagonista, Baby: voglio farlo di nuovo. È una cosa fichissima!".
Non bisogna però chiedere a Spacey come mai decida spesso di interpretare personaggi dalla dubbia moralità, i classici "bad guys": "Non giudico mai il personaggio: il mio compito è dare volto a una persona, non si può interpretare il bene o il male. Il pubblico ama i personaggi complessi, machiavellici, gli antieroi: è sempre stato così. In tv accade dai tempi di I Soprano".

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Il mestiere dell'attore e quello di produttore

Baby Driver: Jamie Foxx ed Ansel Elgort in una foto del film

Se da un lato l'attore americano non ama mettere etichette ai propri personaggi, dall'altro non ha paura di affrontare ogni tipo di ruolo: "Le uniche parti che non voglio accettare sono quelle scritte male. Nella tua carriera puoi interpretare solo i ruoli che ti offrono e che puoi fare in quel momento: non è che a Hollywood ci spartiamo i ruoli ogni volta. Io non mi censuro, sono pronto a interpretare qualsiasi cosa: solo la stupidità mi fa paura. Sono aperto a tutti i tipi di ruoli". E se gli si chiede qual è il personaggio che lo ha messo maggiormente in difficoltà nella sua carriera la risposta è, come sempre, anticonformista: "È stupido per un attore parlare di "difficoltà" riguardo a un ruolo: non è difficile, è fottutamente divertente! Andare sul set ogni giorno e fingere è divertimento puro, è un piacere, è una gioia". E fare il produttore invece? Visto che produce sia serie tv (House of Cards, Manhunt: Unabomber) che film (The Social Network, Captain Phillips - Attacco in mare aperto)? "In qualità di produttore il mio lavoro è mettere insieme le persone giuste: scegliere il giusto regista, gli sceneggiatori, gli interpreti... Sono un "facilitatore". Mi piace vedere tutto prendere forma: l'ho fatto per tanti anni all'Old Vic e ora lo faccio per il cinema e la televisione".

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