Jorge Garcia e il dopo-Lost al Television Festival di Montecarlo

Abbiamo incontrato Jorge Garcia, il simpaticissimo Hugo "Coso" Hurley di Lost, al 50° festival della televisione di Monte-Carlo. A questo incontro abbiamo riservato le domande non spoiler, proseguite senza timori!

[Nota: una seconda intervista, sempre in esclusiva per i lettori di Movieplayer.it, e maggiormente focalizzata sul finale della serie, sarà pubblicata ad agosto, al termine della programmazione della stagione 6 su RaiDue]

Già ospite del Festival della televisione di Monte-Carlo di un paio di anni fa, Jorge Garcia torna, orfano questa volta di Naveen Andrews che ha preferito bollirsi nella canicola del Roma Fiction Fest. Timido, riservato ma con un senso dell'umorismo quieto e disarmante, Garcia (che ha spiegato ai francesi come il suo nome vada pronunciato aspirando la "j" e la "g" di "Jorge") è stato disponibilissimo, sia durante la conferenza stampa che nelle (poche) interviste singole, nel confidare ai presenti aneddoti e curiosità sulla controversissima finale di Lost.

Parliamo del dopo-Lost. Come va?
È ancora parecchio nell'aria. Non so ancora dove andrò a vivere adesso, perché finora abbiamo vissuto alle Hawaii. Dobbiamo tutti trovarci una nuova casa, io me ne sono andato solo la settimana scorsa e non so proprio dove andare; ci sto ancora pensando ma credo che la prenderò con calma e nel frattempo girerò un po'.

Jorge Garcia in una foto promozionale per la quinta stagione di Lost
Qui in Europa?
Vorrei andare in Gran Bretagna, e poi ho reso nota la mia disponibilità per eventi internazionali. Vedremo finché dura l'ondata Lost.

Puoi tornare in Italia!
Ci sono stato tre anni fa in occasione del Roma Fiction Fest, ma stavo morendo di caldo.

Faresti cambio con un personaggio di Lost o di un altra serie o film?
Sarebbe divertente scambiare Hurley con Benjamin Linus solo perché è in assoluto il personaggio più distante dal mio che c'è nella serie; all'infuori della serie mi viene in mente il personaggio di Jack Black in Alta fedeltà, ho sempre desiderato poter almeno fare l'audizione per la parte.

Tu e il resto del cast non avete pensato di trarre ispirazione da Dominic Monaghan e dagli attori del Signore degli anelli e suggellare l'esperienza in qualche modo, come loro che si sono fatti un tatuaggio? Magari qualcosa di meno estremo?
È interessante, ma noi non ci siamo fatti niente, però Josh Holloway ha avuto l'idea di fare un annuario come quelli che si fanno al liceo che coprisse ogni dipartimento dello show per poi donarlo alla crew alla fine di tutto.

Una scena dell'episodio The Variable di Lost
Ti è mai capitato di lasciarti sfuggire qualche particolare che non dovevi assolutamente farti scappare?
Mi è capitato che qualche vostro collega mi mettesse nei guai, per esempio in relazione agli episodi ambientati negli anni 70. Uno mi ha chiesto se poteva dire qualcosa della nuova stagione, e io "Sì, siamo molto contenti dei nuovi indumenti", ma naturalmente non gli ho specificato che si trattava di tute. E lui "ti riferisci alle tute?" e io "sai delle tute? ... Cioè, ehm, quali tute??" E poi il tipo è andato da Damon e Carlton e gli ha detto che Hurley gli aveva rivelato tutto sulle tute.

Hurley parla con i fantasmi, tu credi che esistano?
Adoro gli show come Ghost Hunters ma personalmente non ho mai avuto esperienze. Mi piacerebbe molto solo per vivere un momento in cui il tuo modo di vedere le cose cambi completamente.

Come ti senti in relazione al fatto che un capitolo della tua vita si è concluso dopo sei anni, sei felice o no, ti senti liberato?
Non mi sento affatto liberato anzi, ci si senti liberati da tutto vivendo in un posto come le Hawaii. Quando è giunta l'ora di tornare a Los Angeles ho capito che era il momento di decidere se tornare o andare a stare da un'altra parte, ma al momento è tutto ancora campato in aria, anche per quanto riguarda i prossimi ingaggi. È la prima volta dopo sei anni che dopo la pausa estiva non torno al lavoro e mi sento un po' incastrato nel momento del " e ora che si fa?". Il successo derivato dalla partecipazione a Lost mi ha concesso la libertà di non dover pensare subito al prossimo lavoro che mi capita a tiro e mi ha anche dato la possibilità di poter essere più selettivo nelle scelte, il che è un bene perché Lost sarà una cosa incredibilmente difficile da superare. So di essere parte di un grande evento televisivo ma lo sono dall'altra parte rispetto a quelli che lo vivono dal salotto di casa.

Dominic Monaghan e Jorge Garcia nell'episodio 'Numeri' della serie televisiva Lost
Quindi al momento ti senti un po' "Lost".
Si un po'!

Da dove è nata la tendenza del tuo personaggio a chiamare tutti "coso"? E' un'invenzione tua o è venuta agli sceneggiatori ?
Non lo so, usavo la parola "coso" ("dude" in originale) anche prima ma dopo Lost sono diventato molto più consapevole quando la uso. In ogni caso non la usavo tanto quanto Hurley e quindi non so se è nata da me, c'è tanta altra gente che la usa. Per esempio Damon, che la usa molto più di me, forse la ha iniziata lui o molto più probabilmente è partita dai fan, che ci hanno fatto caso molto più di noi e la cosa si è alimentata sempre più.

I fan del ricciolo se lo sono sempre chiesti: in Lost esibisci dei capelli bellissimi, ma cosa fai per averli così?
I miei capelli migliorano sensibilmente verso la fine dello show, questo perché all'inizio della terza o della quarta stagione è venuta una nuova persona a occuparsi dei capelli del cast; prima erano indomabili come adesso e io li odio! Questo genio invece è arrivato sul set con un prodotto che si chiamava Stay Straight e poi un'altra cosa con un nome strano, tipo Cocky - che razza di nome per un prodotto per capelli! - e me li metteva entrambi in testa, poi faceva due code di cavallo che partivano proprio da dietro le orecchie per evitare che si gonfiassero troppo, o almeno quello era il piano, e in effetti funziona alla grande. In ogni caso dovevo arrivare al lavoro prima delle donne del cast per avere i capelli fatti!

Ken Leung e Jorge Garcia nell'episodio Whatever Happened, Happened di Lost
Partecipi attivamente alla vita su internet nei social network e nei blog, e hai anche accennato al fatto che ti è anche capitato di incappare in qualche brutta esperienza. Come ti sei appassionato e questo in qualche modo ti influenza?
Ho iniziato il blogging perché alla quarta stagione Lost è diventato uno show invernale e quindi per tenere il pubblico sveglio nell'attesa abbiamo iniziato a cercare espedienti per far sì che ci tenessero a mente. Ho pensato più che altro a scrivere quello che volevo, non solo relativo a Lost. Mi ha influenzato in un solo modo: adesso penso sempre che è meglio portarsi dietro una macchina fotografica perché le storie è sempre meglio raccontarle corredate da foto.

Su Lost si sono tenuti corsi universitari, pensi che sia un argomento accademico legittimo? Sareste disposto a partecipare a un corso che riesca finalmente a cogliere tutti i riferimenti e far capire una volta per tutte di cosa parlava la serie?
Non credo che potrei tenere io il corso, potrei intervenire come ospite ma dubito che mi interesserebbe così tanto un corso che sta lì a scavare sui dettagli di uno show di cui ho fatto parte. È esaltante sapere che abbiano tenuto corsi su Lost e ci abbiano scritto sopra dei saggi, ma ho sempre trovato strano incontrare gente che mi dice "Sai, io ho scritto la tesi su Buffy: l'ammazzavampiri!" .... Davvero??? Ok, posso capire il ragionamento per il quale uno che deve scrivere un'intera tesi su cui sarà costretto a passare veramente tanto tempo decida che è meglio scegliere un argomento che ti piace un bel po'. Voglio dire, è grandioso che ci sia della gente che vuole studiare Lost ma io dico, perché non ti studi un po' di più i classici, hai tutta la vita davanti per riguardarti i dvd di Lost: secondo me gli anni del college sono gli anni da sfruttare per leggere e studiare e commentare che so, la mitologia greca, non Lost!

Harold Perrineau, Dominic Monaghan, Jorge Garcia e Ian Somerhalder  giocano a golf davanti al resto del gruppo nell'episodio 'Solitudine' di Lost
Hai detto che per te l'importante è raccontare belle storie , ma non te ne hanno offerte finora: non hai pensato che forse è difficile trovare una bella storia perché deve reggere il confronto con Lost?
In effetti è dura reggere un confronto del genere. Però non è difficile trovare qualcosa che mi esalti, non sto cercando il prossimo Lost, e guardo anche ad altri fattori. Io ragiono in questi termini: se per esempio si gira in un posto dove non sono mai stato, questo può spingermi ad accettare quella parte.

Daniel Dae Kim sarà bel cast di Hawaii Five-0, serie che parte a settembre, hai ricevuto proposte per episodi pilota anche tu?
Ci sono stati alcuni script di serie nuove che mi hanno mandato, ma non erano proprio cose nelle quali mi sentivo di voler stare.

Vuoi dirci quali?
Meglio di no, a dire la verità. Sono curioso di vedere come verranno ma non voglio dire niente di più!

Visto che hai declinato ingaggi in alcuni pilot: cosa progetti di fare? Qual è il tuo lavoro del sogni del dopo-Lost?
Voglio raccontare una bella storia, voglio che mi presentino una bella storia, non importa che sia un film o un telefilm.

Quindi possiamo sperare di vederti anche al cinema?
Se mi piace la parte va bene anche un film, certamente.

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