Joe R. Lansdale: il texano "italiano" che sogna di essere Batman

Il vulcanico scrittore si racconta parlando di cinema, fumetti, politica e letteratura e dichiara il suo amore nei confronti dell'Italia in una lunga chiacchierata.

Joe R. Lansdale: il texano "italiano" che sogna...
Bruce Campbell in Bubba Ho-Tep

Per il vasto pubblico che segue con costanza la sua prolifica produzione, Joe R. Lansdale è un vero e proprio monumento della letteratura americana. Eppure questo signore dai capelli bianchi e dallo sguardo acuto, interamente vestito di jeans e con ai piedi un paio di camperos neri che sembrano sottratti a un cowboy da rodeo, sembra l'uomo più informale della Terra. Gioviale e ciarliero, il texano Lansdale si entusiasma facilmente e quando gli mostriamo uno dei suoi vecchi racconti, il cult Bubba Ho-tep - Il re é qui**, portato al cinema da Don Coscarelli, si illumina e comincia a magnificare la pellicola e la performance di Bruce Campbell per poi confessarci con orgoglio che negli Usa sono state realizzate due action figures, di Elvis e della mummia, ispirate al film.

Bob Ivy in Bubba Ho-Tep

Il Courmayeur Noir In Festival ha deciso di assegnare a Lansdale il prestigioso Raymond Chandler Award e lui è più che felice di poter fare ritorno in Italia (solo un mese fa era in giuria al Trieste Science + Fiction) visto che considera il Bel Paese la sua seconda patria e visto che i fan italiani sono tra i suoi lettori più assidui. "Non so spiegare il motivo del mio successo in Italia, ma so che sono molto grato ai lettori italiani perché mi dimostrano affezione, comprano i miei libri, amano i miei personaggi e portano il cibo sulla mia tavola" confessa Lansdale. Per ricompensarli lo scrittore ha deciso di far uscire il suo nuovo romanzo, Honky Tonk Samurai, nuovo capitolo della saga di Hap e Leonard, in Italia prima che nel resto del mondo. Una curiosità: la copertina del libro è stata realizzata da Zerocalcare, a simboleggiare il legame di Joe Lansdale col mondo dei fumetti.

I fumetti, che passione!

Joe R. Lansdale incontra il pubblico a Courmayeur 2015

L'influenza dei fumetti è assai presente nella produzione letteraria di Lansdale, ma c'è di più. Lo scrittore si è trovato spesso a sceneggiare graphic novel e di recente ne ha firmata una cupissima, Fidati, è amore, realizzata insieme all'italiano Daniele Serra. "Ho iniziato a leggere fumetti da ragazzino. Mio padre odiava leggere, gli ho visto prendere in mano il giornale da vecchio, ma mia madre era una grandissima lettrice e mi ha trasmesso l'amore per i libri e per l'immaginazione. I fumetti nascondevano al loro interno tanti generi, il western, il mistery, la fantascienza. E' da lì che ho imparato a fondere generi diversi dando vita a quello che viene definito Lansdale style" spiega lo scrittore, aggiungendo però che la sua "non è una scelta consapevole. I fumetti mi hanno segnato la via e oggi, quando racconto una storia, ne sono influenzato. E' come se non fossi completamente cosciente, sono le storie che decidono per me".

Il vissuto di Lansdale fluisce liberamente nella sua produzione. L'autore texano ammette di essere uno di quegli scrittori legati alla propria autobiografia. "Tutto quello che scrivo è legato al mio vissuto. Poi ovviamente uno scrittore modifica la realtà, ma nel mio caso mi interessa che ciò che scrivo sia realistico". Anche i coloriti dialoghi messi in bocca a Hap, Leonard e agli altri personaggi del pantheon lansdaliano non sono un'invenzione letteraria, ma mimano il parlato texano. "Nella vita sono interessato alle persone che hanno una conversazione normale e quindi, quando lavoro, riporto tutto questo nella mia fiction" spiega lo scrittore. "Così nei dialoghi di Hap e Leonard ho sempre cercato di catturare quella stessa ironia, quel sarcasmo tipico dei texani. Non ho inventato niente, dalle mie parti usano davvero tutte quelle metafore e parolacce. E' il modo in cui parlo io, forse sono solo un po' meno sboccato".

Cattivi sì, ma con humor

Joe R. Lansdale a Courmayeur 2015 con in mano il Raymond Chandler Award

Questo legame con il proprio vissuto ci spinge a chiedere a Joe Lansdale cosa ci sia di suo nei mitici Hap e Leonard. "Hap ha il mio stesso background" ci racconta Lansdale "sono quasi finito in prigione perché in gioventù avevo aderito ai movimenti di protesta studenteschi. Come i miei personaggi, anche io ho lavorato in una piantagione di rose e da esperto di arti marziali sono in grado di coreografare con precisione le scene di combattimento in cui talvolta Hap e Leonard si trovano coinvolti loro malgrado. Quando ero piccolo ho imparato le arti marziali per sfuggire al bullismo. Altrimenti ne avrei toccate". In comune con Leonard, Lansdale ha, inoltre, la passione per i cani. "Adoro tutti gli animali, ma i cani sono i miei preferiti. Nei miei romanzi i cattivi sono sempre persone che maltrattano gli animali. Sono sempre stato abituato a soccorrere i cani in difficoltà o le bestie abbandonate e ho la foto del mio cane nel telefonino. Quando ero piccolo io e mia madre abbiamo salvato un cane che era stato picchiato ed è rimasto con me fin quando non ho compiuto 17 anni. Ogni tanto i miei figli si lamentano del fatto che ho preferito la foto del cane alla loro, ma io gli spiego che loro sono due, mentre il cane è uno".

Anche i celebri cattivi dei romanzi di Lansdale nascono dall'osservazione della realtà e sono più reali di quanto si pensi. "A volte combino persone reali e invenzione. Cerco di stare attento alle cose più assurde a cui mi capita di assistere. Molti pensano che il fatto che descriva la violenza con humor la renda meno peggiore. La realtà è che alcune delle persone più divertenti che conosco erano criminali e sono morti in prigione o sono stati uccisi. Loro non si vedevano come cattivi, erano gli eroi della loro storia, ma io sapevo che in realtà avevano compiuti atti terribili. Non sto parlando di sociopatici, ma di persone normali con sentimenti normali che a un certo punto hanno superato una linea".

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Hap e Leonard: dalla piantagione di rose texana in tv

Hap and Leonard: la prima foto di James Purefoy e Michael K. Williams

Hap and Leonard non è più solo una coppia di sbandati protagonista di una saga di romanzi. Sundance TV ha acquisito i diritti della saga producendo una serie tv che è attualmente in lavorazione. Joe Lansdale, produttore dello show, fa il punto della situazione raccontandoci le prime impressioni dal set: "James Purefoy, che interpreta Hap, sta facendo un lavoro incredibile. Sia lui che Michael K. Williams hanno ammesso di avere a che fare con personaggi complessi e contraddittori. Da quando ho potuto vedere finora, Christina Hendricks è meravigliosa. Ho avuto la possibilità di vdere i primi episodi montati, ma senza CGI e color correction. Mi sembra che stiano venendo molto bene e, da quanto ne so, la serie dovrebbe arrivare anche in Italia".

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Il vulcanico Lansdale si sofferma poi a parlare dei suoi gusti televisivi: "Tra le serie tv che ho apprezzato di più ci sono Fargoe la prima stagione di True Detective. Seguo The Flash religiosamente e non mi importa se la criticano perché io adoro questa serie. Sono anche un grande fan di Arrow e Daredevil". La discussione si sposta poi sullo scontro che si profila sul grande schermo, quello tra Marvel e DC Comics. Joe Lansdale ha le idee chiare e quando scosta il giacchetto per mostrarci l'orologio di Batman che porta al polso è facile intuire per chi batta il suo cuore. "In molti si lamentano che i comic movie siano rivolti a un pubblico giovanile, ma io li adoro. Non che non mi piaccia Marvel, ma ogni volta che appare il logo della DC al cinema provo una fitta di nostalgia. Batman, Superman e gli eroi DC Comics, ecco, quelli sono i miei personaggi".

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Il futuro? La regia

Cold in July: Michael C. Hall insieme a Don Johnson e Sam Shepard in una scena del film

Dai fumetti, il discorso si sposta sulla politica americana. Argomento caldo, visti soprattutto gli eventi delle ultime settimane, ma Joe Lansdale non si tira indietro neppure in questo caso e conferma la sua fiducia nell'operato del Presidente Obama. "Non credo nel Presidente perfetto, non so cosa abbia sbagliato Obama in politica estera, ma a me piace. La riforma sanitaria non era ottima per i ceti medi, ma era una buona cosa per la working class. In più Obama ha sostenuto i matrimoni gay, cosa a cui io sono molto favorevole, e ha fatto molto per l'ambiente e per l'economia. Se avesse avuto un congresso che lo supportava, avrebbe fatto di più, ma il Presidente non è un dittatore e spesso ha avuto le mani legate. Io gli darei un B+. Io non sono un estremista, ma sono un liberal convinto e credo che la prossima Presidente sarà Hilary Clinton. Mi auguro che vinca e viste le percentuali attuali credo che ce la possa fare". Parlando del suo Texas, paese di grandi contrasti e di tradizione schiavista, lo scrittore aggiunge: "C'è qualcuno in Texas che ancora oggi vede Obama come un Presidente illeggittimo, ma sono eccezioni. Oggi il Texas è più moderato di quanto si creda, i miei conterranei sono estremisti solo sulla questione delle armi".

Prima di lasciarci, l'autore ci anticipa i suoi progetti futuri. "Acqua buia sta per diventare un film, ma molti altri racconti sono stati opzionati. In più sto preparando il mio debutto alla regia; credo di essere pronto, ho scritto molto, ho prodotto molto, credo che sia il momento di mettermi dietro la macchina da presa, e spero di divertirmi, ma non garantisco di diventare un buon regista".

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