Dopo l'amore

2016, Drammatico

Joachim Lafosse: il regista di Dopo l'amore spiega l'economia della coppia

Joachim Lafosse dirige Bérénice Bejo e Cedric Kahn in Dopo l'amore, storia della separazione dolorosa di una coppia in cui la disparità economica sembra un ostacolo insormontabile. Dal 19 gennaio al cinema.

L'économie du couple: Bérénice Bejo e Cedric Kahn insieme in una scena del film

Il rito del matrimonio cattolico domanda agli sposi: "vuoi prendere come tua legittima sposa/o la/il qui presente (il suo nome), per amarla/o, onorarla/o e rispettarla/o, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà finchè morte non vi separi?". Cosa succede però se "in ricchezza e in povertà" riguarda solo uno dei membri della coppia? La disparità economica è un ostacolo all'amore? Lo abbiamo chiesto al regista Joachim LaFosse, che in Dopo l'amore, nelle sale italiane dal 19 gennaio, racconta la storia di una separazione dolorosa, tra Marie (Bérénice Bejo), benestante, di famiglia ricca, e Boris (Cédric Kahn), manovale che fatica a trovare lavoro.

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Presentato al 34esimo Festival di Torino, Dopo l'amore mostra le difficoltà di una famiglia durante la crisi, tra rancori e piccole vendette casalinghe, mostrando uno stato di tensione perenne, in cui anche mangiare tutto il formaggio rimasto nel frigo si trasforma in un pretesto per litigare. A un certo punto del film la madre di Marie le dice che non si può amare la stessa persona per tutta la vita: la pensa così anche il regista? "Io spero che sia possibile" ci ha detto, continuando: "Certo è necessario rimanere curiosi e avere dell'immaginazione. Non sono affatto così cinico. D'altra parte, se il film è commovente è perché sappiamo bene che basterebbe poco per continuare a stare insieme".

Dai litigi tra Marie e Boris, che non riescono a contenersi nemmeno di fronte alle due figlie piccole, dal loro umiliarsi a vicenda anche di fronte ad amici e parenti, il matrimonio ne esce a pezzi, quasi come una trappola da cui bisogna stare lontani, anche se Lafosse ci rassicura: "Per me non è così. Amare è scegliere e scegliere è rinunciare, ma rinunciare è amore". Se il problema non è l'amore e non è il matrimonio, lo sono invece i soldi? Non si può avere entrambe le cose nella vita? "È un'ottima domanda" ha ammesso Lafosse, argomentando: "Il denaro non è un ostacolo per l'amore, si può sorvolare sulla differenza economica, non è una ragione per non amarsi, può essere anzi qualcosa che aiuta l'amore, perché i soldi possono far riconoscere i gesti che l'uno fa per l'altro. Se questi gesti non vengono riconosciuti, allora nascono i conflitti. La ricchezza non riguarda soltanto i soldi: una persona può avere meno denaro ma conoscere più cose, essere curiosa, avere più cultura, saper cucinare bene. I soldi possono dare più valore a tutto questo, ma non impedire l'amore".

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