Jamie Foxx su Jarhead

In occasione dell'uscita in dvd di Jarhead di Sam Mendes, Jamie Foxx racconta la sua esperienza sul set e la sua visione sui marine.

Jake Gyllenhaal ha detto che eri un raggio di sole sul set... è una scelta di vocaboli interessante. Sei un raggio di sole?

Jamie Foxx: Penso che quello che voleva dire con quella frase era la capacità di divertirsi con quello che ti accade intorno. So che suona un po' come un cliché ora, ma era una cosa positiva essere in grado di divertirsi con quei ragazzi, penso sia questo che voleva dire.

Avevi paura che la questione Oscar e il fatto di diventare una star importante potesse farti allontanare da tutto questo?

Jamie Foxx: No, non del tutto, perchè una cosa del genere non mi appartiene. Ho iniziato come comico, per questo molti dei ragazzi mi guardavano come un buon amico. Anche con gli Oscar... la cosa divertente era che molti non capivano, molti dei miei amici non avevano afferrato cosa stesse succedendo. Stavo scendendo con l'ascensore a Miami, e un ragazzo che non avevo mai visto subito mi disse "Congratulazioni per il Grammy! Per quale canzone sei stato premiato?"

A proposito, dov'è l'Oscar?

Jamie Foxx: Non a casa mia: non è sicura in questo momento. E' la casa delle feste, tutti gli attori vengono da me e fanno un sacco di giochi. Così ho lì questa piccola cosa che sembra un Oscar, ma non è quello vero. E quando guardi l'Oscar, resti senza parole se non "wow". E' il cucuzzolo della montagna. Così tenerlo lontano dagli occhi ti aiuta a tornare con i piedi per terra.

Non deve essere facile decidere dove mettere quella particolare statuetta.

Jamie Foxx: No, infatti. Quando Halle Berry si stava trasferendo, disse che le conveniva costruirsi un'altra casa solo per "lui". Non c'è un angolo abbastanza degno: ho trofei vinti giocando a domino, e accanto l'Oscar, non va bene!

Nella scena di Jarhead in cui sei seduto con il personaggio di Jake Gyllenhaal e dici " Potrei lavorare con mio fratello ma amo tutto questo", stai cercando di convincere Swofford o te stesso?

Jamie Foxx: No, no, no. Noi pensiamo troppo. Loro non la pensano così. E' veramente così quella persona, quello che devi capire e cui devi dare peso è questo; la semplicità di una persona che fa il militare. La semplicità della mia città quando ho firmato le carte per partire militare e la ragione per la quale volevo fare il militare era perché non avevo soldi e volevo un'educazione. Questo è il primo passo. E poi, per ragazzi che non avranno mai la possibilità di viaggiare, fare il militare ti permette di viaggiare, ne vale la pena. Non sempre vai a fare il militare pensando alla guerra. Ma questo ragazzo lo crede veramente. Non sta cercando di convincere se stesso, è veramente quello che è, perché per lui essere nei Marine è come vincere l'Oscar.

E' veramente una scena d'amore, perchè dimostra così tanta empatia verso Swofford?

Jamie Foxx: Perchè è così, è come con Oscar Robinson, non so se conosci la sua storia, ma andò alla Crispus Attucks High School. E' nell'Indiana ed è stata costruita dal Ku Klux Clan. La ragione per la quale l' hanno costruita risale agli anni quaranta, non volevano che i bambini di colore andassero a scuola con i bambini bianchi. Così dissero "vai lì e fallisci". La scuola in realtà non fallì e c'era un insegnante lì che non poteva esser assunto in una scuola bianca, così insegnò in questa scuola nera e vinsero la City League Championship, per la prima volta ai neri nel 1950-51. Quando vinsero, avevano Oscar Robinson nella loro squadra e lui andò avanti per diventare uno dei giocatori del grande NBA, entrò nella storia. Ma Oscar era come Swofford. Poiché il loro mister diceva "non faremo neanche un fallo tecnico", non fecero mai un fallo tecnico anche se c'erano grida contro la gente di colore, ma Oscar diceva "non lo prenderò". Se qualcuno mi fa fallo gli vado contro". Quello era ciò che dava ad Oscar la sua grandezza e il motivo per cui piaceva al mister. E' lo stesso con Swofford. Ogni volta che qualcuno aveva delle debolezze, o faceva qualche confidenza e sfrontatezza, se lo potevi manipolare per far fargli fare quello che vuoi, questi saranno i migliori cecchini, giocatori di baseball, studenti, qualsiasi cosa. E' per questo che gli ha dato quel momento perché ha detto qualcosa tipo " Hai qualcosa , non voglio che fai cavolate, perché potresti essere di prima qualità.

Quando hai scoperto di avere questa sensazione di essere comunque un vincitore?

Jamie Foxx: Lo sai già da bambino quando i tuoi genitori parlano con altri genitori (con una gran voce) " quel bambino è diverso, sai quel bambino è speciale. E' diverso, sa come parlare e presentarsi." Così sai già che c'è qualcosa e lo vedi con tutti; il piccolo Michael Jordan, videro qualcosa di speciale in lui. La piccola Jess Jackson, videro qualcosa di speciale anche in lei. Non sai come spiegarlo ma sai che c'è qualcosa.

Pensi che i ragazzi che entrano nei Marines siano "anime perse"?

Jamie Foxx: No. Sanno esattamente dove stanno andando ma è ciò che scelgono. E' come con noi: noi beviamo cappuccino, mangiamo, ponderiamo e pensiamo, siamo a L.A. e a New York, questo è quello che scegliamo. Lo scegliamo perché siamo artisti.

Sei sicuro che abbiano tutti una scelta nella vita?

Jamie Foxx: Certo che hanno una scelta nella vita. Perché quello che stai facendo ora, lo stai pensando. Molte persone vogliono entrare in servizio. Molte persone vogliono andare in guerra. Se guardi il nostro paese ora è spezzato a metà, e la ragione è che questa guerra è più un'agenda che una guerra da fare. Ma ci sono comunque persone con cui parli che sono molto entusiaste all'idea di andare in guerra.

Questo film ha cambiato la tua visione sulla guerra?

Jamie Foxx: Certamente, l'ha cambiata sulla figura umana dell Marine. A volte incontri questi Marines e loro dicono "non dispiacerti per noi, questo è quello che dobbiamo fare". Sono un democratico, un ragazzo pacifico, non mi piace la guerra, ma bisogna provare qualcosa per questi ragazzi che stanno fuori e fanno questo lavoro senza gratificazioni.

[Dall'intervista di Johanna Juntunen, per gentile concessione di Universal]

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