James Cameron: 60 anni, ma il futuro del cinema è sempre lui

In occasione del sessantesimo compleanno del regista di Titanic, riscopriamo le tappe di una carriera da pioniere, sognatore e autentico Re Mida del boxoffice.

James Cameron: 60 anni, ma il futuro del cinema è...
James Cameron
James Cameron

62 anni, produttore, regista, sceneggiatore

Tra gli aspetti più soddisfacenti e piacevoli dello gestire un sito web legato ad una propria passione c'è il confronto con i lettori. Nel mio caso parliamo ovviamente di cinema, un argomento che occupa completamente le mie giornate lavorative ormai da oltre 11 anni, prima con Castlerock.it e adesso Movieplayer.it. In questi due lustri, di feedback, opinioni, dialoghi e perfino scontri ce ne sono stati a centinaia e per i temi più disparati, ma ce ne è uno in particolare che mi è rimasto impresso, sebbene risalga proprio ai primissimi mesi del nostro progetto editoriale; un progetto che, inutile dirlo, era molto lontano da quello che potete vedere, e speriamo apprezzare, oggi.

Forse è rimasto così impresso proprio perché fu una delle prime vere discussioni, o forse perché (per quello che mi è dato ricordare, purtroppo non ho più accesso alle email del 2003!) si prolungò per diversi giorni e fu un dibattito acceso, a tratti sfiancante, ma tant'è che se oggi sono qui a scrivere questo articolo probabilmente è proprio per questo ricordo che non mi vuole abbandonare. L'argomento della discussione, l'avrete intuito, era James Cameron e in particolare la mia recensione di Terminator 3 - Le macchine ribelli; non il giudizio sul film in sé, ma semplicemente il mio sottolineare la differenza tra il lavoro di Jonathan Mostow e quello di Cameron stesso, e il mio considerare il primo un mero regista 'artigiano' e il secondo un un vero e proprio artista.

Titanic in 3D: Kate Winslet, Leonardo DiCaprio e James Cameron sul set di Titanic

Si trattava in realtà di una voluta semplificazione all'interno di un articolo, ma da lì nacque tutto un dibattito sul genio artistico, sui registi che avevano realmente fatto la storia del cinema, su quelli che veramente avrebbero meritato di essere definiti artisti. Il mio interlocutore era dell'avviso che anche Cameron non fosse altro che un artigiano, un tecnico del cinema, uno che fa affidamento principalmente sugli effetti speciali. Stiamo parlando del 2003, Avatar ancora era lontano ma Titanic era ancora un argomento piuttosto caldo, e aveva moltissimi detrattori.
Io Titanic l'avevo amato fin dal primo istante, così come praticamente tutti i film di James Cameron (True Lies e Abyss magari non sono tra i miei film preferiti, ma tutti gli altri decisamente sì), e pur riconoscendo l'importanza della scienza e della tecnica nel suo cinema, non è mai sfuggita alla mia attenzione la sua fantasia, la sua immaginazione, il suo essere visionario come e più di tanti altri cineasti dal pedigree più "nobile".

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Neytiri, la cui fisionomia del viso è stata presa dall'attrice Zoe Saldana in un momento del film Avatar

E a riguardare la sua carriera oggi, giorno in cui il nostro compie 60 anni tondi tondi, non solo non ho dubbi, ma mi sembra che a risaltare sia proprio questo contrasto vincente tra tecnologia e poetica - un contrasto che ovviamente avevamo già notato ed affrontato ai tempi dell'uscita di Avatar - ma adesso è forse ancora più attuale considerato il trend hollywodiano ma anche il fatto che James Cameron, come tutti sanno, è alle prese con ben tre seguiti del suo (ultimo) campione d'incassi, tre seguiti che saranno ancora una volta realizzati spingendo al massimo il piede dell'acceleratore sull'innovazione tecnologica, sulle riprese stereoscopiche e sul perfomance capture. E ovviamente su un budget talmente astronomico da non poter nemmeno essere reso pubblico. Ma d'altronde nessun altro avrebbe i mezzi e soprattutto il coraggio per continuare a guardare e spingersi sempre oltre, oltre le certezze e oltre quanto sarebbe consentito dalle logiche di un'industria che, specialmente a questi livelli, non perdona passi falsi a nessuno; per fare da pioniere per nuove generazioni di cineasti alle prese con tecnologie ancora molto lontane dall'essere perfezionate e sfruttate al loro meglio.

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La verità, però, è che se tutto questo fosse in mano ad un altro regista, uno qualsiasi, saremmo pronti a definirlo una follia, un suicidio tanto artistico quanto commerciale. Ma quando abbiamo davanti James Cameron sappiamo che non possiamo porgli limiti né tanto meno sprecare parole. E non dobbiamo affibbiargli etichette, che comunque gli starebbero strette. Che sia un artista, un genio, un mestierante o un semplice incantatore di masse, una cosa è certa: a James Cameron dobbiamo alcuni dei film più spettacolari, ambiziosi e sorprendenti mai visti.
E questi sono stati solo i primi 60 anni!


I 60 anni di James Cameron, una carriera da record (13 foto)

1 di 13 Gli esordiChe la prima regia di Cameron fu la produzione italiana Piranha paura, lo sanno anche i sassi, così come tutti sanno che nella realtà dei fatti fu licenziato dopo un paio di settimane e il suo nome rimase tra i credits solo per questioni legali. La pur breve esperienza gli fu comunque d'aiuto per studiare da vicino gli effetti speciali, come aveva già fatto d'altronde sul set di Fuga da New York o Il pianeta del terrore. La leggenda poi narra che sempre sul set del film, Cameron fu colpito da un'intossicazione alimentare e febbricitante ebbe un incubo molto vivido su un robot invincibile giunto dal futuro per ucciderlo...


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