Intervista con Vittorio Storaro

Il triplo premio Oscar, presidente della giuria per l'edizione in corso del Festival di Locarno, parla della sua arte.

Angelica Chondrogiannis

Nell'ambito del Festival di Locarno 2005 il direttore della fotografia Vittorio Storaro è Presidente della Giuria per il Concorso Internazionale. Fino al 4 settembre 2005 si terrà a Locarno_ Scrivere con la luce_, un'esposizione fatta di progetti, elaborati dal Maestro, di illuminazione notturna di vari edifici.
Le seguenti dichiarazioni sono tratte da un'intervista rilasciata al giornalista Antoine Le Roy, per Pardo News.

"Nell'arco della mia vita ho cercato delle metafore per parlare delle cose, per rappresentarle. Il cinema detiene la possibilità di esprimere simboli e creare metafore. Come per i sogni, si tratta di un modo di essere particolare che nulla ha a che vedere con la verità. Per l'appunto, non credo al cinema-verità. Il cinema non è mai verità. Non è che interpretazione. [...] In quest'ottica la collaborazione con registi come Bernardo Bertolucci, Francis Ford Coppola o Carlos Saura è stata per me determinante".

"Ho notato che gli studiosi di cinema non sono preparati su altre arti al di fuori del cinema. [...] Manca loro una conoscenza un po' più ampia, [...] quella specie di dialogo tra le Muse", indispensabile a chi volesse occuparsi del settore.

Per quanto riguarda i progetti presenti nell'esposizione e riguardanti Locarno, "ho voluto tendere verso l'equilibrio della forma classica, basandomi sul concetto platonico della Città Ideale. Ispirato dalle quattro virtù platoniche, giustizia, forza, temperanza e saggezza, che dovrebbero idealmente connotare l'uomo buono, ho scelto quattro luoghi per rappresentarle simbolicamente": la Sopracenerina, il Castello Visconteo, la Piazza Sant'Antonio e la Madonna del Sasso.

Intervista con Vittorio Storaro
Privacy Policy