... e alla fine arriva Polly

2004, Commedia

Intervista a Ben Stiller e Jennifer Aniston

Una chiacchierata con i due protagonisti di "...e alla fine arriva Polly", la nuova commedia diretta da John Hamburg.

Antonio Bracco

Eccoli Ben Stiller e Jennifer Aniston, insieme a Roma per promuovere la loro prima collaborazione in una commedia. Non sembrano particolarmente entusiasti, mancano di freschezza, forse per il serrato carosello d'appuntamenti che li sta coinvolgendo in Europa in questi giorni. In arrivo da Parigi, si sono presentati ai giornalisti martedì 17 a mezzogiorno per la conferenza stampa organizzata presso l'hotel Hassler.

Ben Stiller, lei è un calcolatore di rischi come il suo personaggio nel film?
No, non sono così ossessivo. Mi piace l'idea di fare programmi ma non fino al punto da esserne vincolato.

La religione ebraica cui appartiene ha influenzato la sua comicità?
Non saprei, gli USA sono un paese multiculturale e multirazziale ricco di persone diverse con identità diverse. Io appartengo alla tradizione ebrea, ho un'identità precisa e in più i miei genitori sono attori comici.

Com'è stato il rapporto con Jennifer Aniston sul set?
Straordinario. Lavorare con lei è magnifico, è professionale, disciplinata, ascolta i colleghi oltre ad avere un enorme talento.

Lei e John Hamburg, il regista, lavorate spesso in coppia come Steven Soderbergh e George Clooney...
Sì, siamo simili a loro, solo più belli (ride). Siamo persone che vogliono cambiare lo stile del cinema, delle commedie. Stiamo attenti alla sensibilità del pubblico. Io e John siamo attualmente in fase di preparazione del seguito di Ti presento i miei che uscirà negli USA a Natale.

Cosa si prova a baciare l'attrice che tutte le sere bacia Brad Pitt?
Posso dire che ogni rapporto con qualcuno che bacia Brad Pitt mi rende felice.

Jennifer Aniston, lei che è anche pittrice, quale tavolozza di colori ha usato per il personaggio di Polly?
Colori scuri, blu notte. Anche marrone, terra bruciata, perché è un personaggio terrigeno.

La formazione in una scuola quand'era giovane le è stata d'aiuto per il mestiere d'attrice?
La cosa più importante in assoluto è la scuola di recitazione. Credo nel metodo, nell'insegnamento. Per ogni forma d'arte è fondamentale essere seguiti da un insegnante.

Come sceglie le offerte che le vengono proposte?
Giudico e scelgo in base alle mie impressioni, voglio divertirmi sul lavoro. Ho cercato di allontanarmi dal personaggio di Friends ma non troppo, per non essere drasticamente diversa. Ad ogni modo le scelte artistiche sono soggettive, si spera sempre di incontrare i gusti del pubblico.

Lei ha partecipato anche a film indipendenti...
Amo lavorare sia nei film a basso budget che in quelli prodotti dalle major. Certo si rischia di più nel primo caso, ma si ha anche più scelta creativa.

È mai successo che non le facessero domande su suo marito Brad Pitt, durante le interviste?
Fino a sei anni fa succedeva, perché ancora non stavo con lui...

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