Incredibile ma vero: 10 film basati su eventi reali ai limiti dell’inverosimile

Mentre il nuovo film di Robert Zemeckis, che racconta le improbabili gesta di Philippe Petit, è nelle nostre sale, rivisitiamo alcuni film che raccontano storie vere che sfidano la sospensione dell'incredulità.

Incredibile ma vero: 10 film basati su eventi...

"Basato su una storia vera" è una scritta che accompagna spesso molto cinema "serio" o "impegnato", soprattutto le produzioni americane in odore di Oscar (l'Academy adora la drammatizzazione di eventi reali, soprattutto in campo recitativo). Vi sono poi casi in cui un regista si diverte con tale nozione (i fratelli Coen sovvertono lo stereotipo spacciando Fargo, il cui legame con la realtà è al di là del tenue, per "una storia vera"), o addirittura sfida l'incredulità dello spettatore dinanzi ad eventi in apparenza troppo assurdi per essere considerati verosimili (vedi Pain & Gain - Muscoli e Denaro di Michael Bay, il cui disclaimer sulla veridicità della storia inizia con la parola "sfortunatamente").

The Walk: Joseph Gordon-Levitt si esibisce per strada in una scena del film

In occasione dell'uscita di un lungometraggio ambizioso e spettacolare quale The Walk, che si muove perfettamente all'interno di questo filone di storie incredibili ma vere, ci è sembrato giusto ripercorrere questa tendenza attraverso dieci titoli di vario interesse, tutti anglo-americani ed usciti negli ultimi quindici anni. La classifica è in ordine cronologico decrescente.

1. The Walk

The Walk: Joseph Gordon-Levitt e Charlotte Le Bon osservano la riproduzione di un equilibrista

Partiamo proprio dall'ultimo lungometraggio di Robert Zemeckis, che arriva in sala sette anni dopo l'uscita dell'acclamato documentario Man on Wire, anch'esso incentrato sulle gesta di Philippe Petit, funambolo francese che nel 1974 si recò a New York con il solo scopo di effettuare le sue acrobazie su una corda collocata tra le due Torri Gemelle del World Trade Center. Affidandosi al carisma di Joseph Gordon-Levitt e all'effetto vertiginoso del 3D, Zemeckis si concentra soprattutto sui preamboli dell'impresa, realizzando un heist movie alla Ocean's Eleven, prima di rendere omaggio ai grattacieli distrutti quattordici anni fa e al folle coraggio di un individuo fuori dal comune.

Leggi anche - The Walk, la recensione del film

2. The Wolf of Wall Street

The Wolf of Wall Street: Leonardo DiCaprio dà il via alla festa

Non è la prima volta che Martin Scorsese racconta le storie di uomini larger than life, che si tratti di Henry Hill (Quei bravi ragazzi), Howard Hughes (The Aviator) o del Dalai Lama (Kundun). Ma in nessuno dei tre casi succitati ha pigiato sul tasto del grottesco e dell'eccesso come in The Wolf of Wall Street, tre ore di sesso, droga, corruzione, (tante) parolacce e scelte musicali squisitamente over the top per raccontare l'ascesa e la caduta di Jordan Belfort (Leonardo DiCaprio), gigantesco truffatore del mercato finanziario americano la cui autobiografia, parzialmente romanzata per lo schermo (il diretto interessato sostiene di non aver mai partecipato al "lancio del nano" con cui si apre il film), dà a Scorsese l'opportunità di firmare il suo film più spassoso in assoluto. Vedere per (non) credere: la sequenza in cui Belfort, praticamente immobilizzato dall'ennesimo narcotico, tenta di raggiungere la propria automobile.

3. Bling Ring

Quattordici anni dopo Il giardino delle vergini suicide, Sofia Coppola torna a raccontare la gioventù ribelle americana. Questa volta, però, anziché trarre ispirazione da un romanzo, la regista di Lost in Translation - L'amore tradotto è partita da un fatto di cronaca, reso pubblico nel 2010 in un articolo di Vanity Fair: le malefatte del cosiddetto Bling Ring, gruppo di liceali viziati ed annoiati che, tra le altre cose, si introducevano furtivamente nelle abitazioni di vari VIP di Los Angeles (nel film, Paris Hilton, Rachel Bilson e Orlando Bloom) per poi sottrarre denaro, gioielli e quant'altro. La Coppola mette in scena questo racconto improbabile con il giusto equilibrio fra verosimile e surreale, affidandosi principalmente alla prova d'attrice di Emma Watson, lontana anni luce dai fasti della saga di Harry Potter.

Emma Watson in trasparenza in una scena di The Bling Ring

4. Argo

Ben Affleck in versione anni '70 nella prima immagine ufficiale di Argo

Il film che ha sancito definitivamente la rinascita professionale di Ben Affleck (almeno prima che la rete lo prendesse nuovamente di mira per via della sua partecipazione a Batman v Superman: Dawn of Justice), premiato con tre Oscar. Basato su eventi che rimasero ignoti al pubblico fino al 1996, quando Bill Clinton ne abrogò la segretezza, il film racconta di come la CIA, insieme all'ambasciatore canadese che per mesi ospitò una delegazione americana nella sua residenza a Teheran, mise in piedi un'operazione per far uscire tutti sani e salvi dall'Iran sotto le mentite spoglie di... una lavorazione cinematografica. La pellicola ha inevitabilmente suscitato controversie, anche in merito alla veridicità del contenuto: il ruolo dei canadesi è stato ridotto (e la scritta finale in cui viene data la giusta importanza al loro contributo fu aggiunta dopo la prima mondiale al Festival di Toronto), almeno un personaggio - il produttore hollywoodiano interpretato da Alan Arkin - è stato inventato di sana pianta, e il pre-finale all'aeroporto è un po' più "movimentato" rispetto al vero. Ma considerata la parte affidata al mezzo cinematografico all'interno della storia, simili licenze poetiche sono giustificate almeno in parte.

5. 127 ore

James Franco in una sequenza del film 127 Hours

Dopo il successo di The Millionaire, che si è portato a casa gli Oscar per il miglior film e la migliore regia, Danny Boyle era nell'invidiabile posizione di poter girare qualunque progetto volesse. Il cineasta inglese ha scelto la storia, scioccante e coinvolgente, di Aron Ralston, scalatore di montagne che nel 2003 rimase bloccato in un canyon nello Utah quando un macigno gli frantumò la mano destra, lasciandolo incastrato tra la pietra stessa e la parete della montagna. Seguirono cinque giorni di disperazione, finché non riuscì a liberarsi nel modo più drastico e stomachevole possibile (e la trasposizione cinematografica non risparmia i dettagli). Un racconto di coraggio e sopravvivenza improbabile la cui riuscita sullo schermo è dovuta soprattutto a James Franco, attore spesso sottovalutato che in questa occasione ostenta tutta la sua bravura, prestando corpo e voce ad un uomo solo ma determinato.

Contenuto pubblicitario

Leggi anche - Dalla cima dell'Everest alle terre selvagge: 10 film sul duello fra uomo e natura

6. The Informant!

Matt Damon è il protagonista del film The Informant! di Steven Soderbergh

"Basato su un vero pettegolezzo", dice la frase promozionale usata per lanciare questa commedia bislacca diretta da Steven Soderbergh, con un Matt Damon in stato di grazia - e con circa quindici chili di troppo - nei panni di Mark Whitacre, un dirigente aziendale che nel 1992 decise di svelare all'FBI alcune delle malefatte del suo posto di lavoro. Peccato che lo stesso Whitacre fosse tutt'altro che uno stinco di santo, e che le sue azioni siano diventate, col passare del tempo, sempre più folli nel tentativo di uscire da questa storia con il maggior numero possibile di vantaggi. Damon, la cui voce narrante inaffidabile accompagna tutta l'azione, regala un'ottima performance al centro di un film che gioca sull'ambiguità il più a lungo possibile, creando un'escalation graduale di menzogne ed impossibilità.

7. Colpo di fulmine - Il mago della truffa

Ewan McGregor e Jim Carrey in un'immagine del film I Love You Phillip Morris

Relegato al rango di fenomeno da festival per mesi prima che qualcuno si prendesse la briga di distribuirlo, il film di Glenn Ficarra e John Requa è una commedia romantica ipertrofica dominata dall'entusiasmo debordante di Jim Carrey nei panni di Steven Russell, poliziotto divenuto truffatore dopo essersi dichiarato omosessuale e disposto a tutto pur di avere una vita felice con Phillip Morris (Ewan McGregor), conosciuto in prigione. Ne deriva una lunga sequela di trovate che sfiorano l'inverosimile ma rimangono ancorate nella realtà grazie all'intesa tangibile fra i due interpreti, al servizio di una storia d'amore brillantemente folle.

8. Bronson

Tom Hardy in un momento del film Bronson

Ancora carcere, ma senza il romanticismo di Colpo di fulmine. Bronson è il secondo lungometraggio in lingua inglese del regista danese Nicolas Winding Refn, nonché il film che ha segnato una svolta nella carriera di Tom Hardy, assolutamente irriconoscibile nei panni di Michael Peterson, un criminale la cui condanna iniziale a sette anni per una rapina finì per trasformarsi in un ergastolo, di cui tre decenni vissuti in isolamento. Dominato dalla personalità del suo alter ego Charles Bronson, Peterson è considerato il prigioniero più violento nella storia del sistema giudiziario britannico, pur non avendo mai ucciso nessuno, e la sua follia - veicolata dalla performance carismatica ed inquietante di Hardy - attraversa quello che è sostanzialmente un incubo in forma di pellicola, dove il confine fra dramma, commedia e horror è indefinibile.

Leggi anche - Tom Hardy: ritratto di un talentuoso sex symbol

9. L'inventore di favole

Hayden Christensen in Shattered Glass

Mentre in questi mesi il cinema americano celebra l'integrità morale del giornalismo investigativo attraverso film come Il caso Spotlight e Truth, nel 2003 il regista Billy Ray (successivamente sceneggiatore di State of Play) puntò i riflettori su una storia meno nota della stampa americana, che merita di essere riscoperta. Il titolo inglese, Shattered Glass, è un magnifico doppio senso, poiché "il vetro rotto" delle menzogne si riferisce anche al cognome del protagonista Stephen Glass (Hayden Christensen), (tristemente) noto per aver pubblicato, dal 1995 al 1998, decine di articoli parzialmente o completamente inventati su diverse testate, tra cui Rolling Stone. Il film, dal taglio molto classico, è una bella lezione di etica professionale, la cui visione andrebbe resa obbligatoria per tutti gli aspiranti giornalisti.

10. Prova a prendermi

Leonardo DiCaprio in Prova a prendermi

Undici anni prima di diventare Jordan Belfort, Leonardo DiCaprio ha interpretato un altro personaggio larger than life, questa volta al servizio di Steven Spielberg, che con Prova a prendermi firma una riflessione amara, sotto le mentite spoglie della commedia, sulla fine dell'innocenza americana negli anni Sessanta. I tratti ancora giovanili di DiCaprio, che durante le riprese aveva 27 anni, si prestano perfettamente alla caratterizzazione di Frank Abagnale Jr., celebre per essere riuscito ad intascare in maniera fraudolenta milioni di dollari prima della maggiore età. Il suo rapporto inizialmente antagonistico con l'agente dell'FBI Carl Hanratty (Tom Hanks) e quello più affettuoso con il padre Frank Sr. (Christopher Walken, il cui ruolo costituisce la deviazione maggiore dagli eventi reali) sono al centro di un lungo, piacevole inseguimento che diverte dall'inizio alla fine.

Leggi anche - Leonardo DiCaprio, 40 anni per un divo: i 10 ruoli più belli

The Walk: la poesia e la vertigine
The Walk: un nuovo spettacolare trailer del film di Robert Zemeckis
Privacy Policy