Il trono di spade 6: tante rivelazioni e un ritorno insperato con Blood of my Blood

Impossibile sperare di replicare l'impatto emotivo di una chiusa come quella di The Door, quindi lo show prosegue con un episodio molto diverso ma coinvolgente, ricco di rivelazioni, colpi di scena, con in più il ritorno di un personaggio che non vedevamo dalla prima stagione.

Il trono di spade

2011 - .... – Fantastico
4.4 4.4

Sette giorni sono passati, e ancora ripensiamo allo straziante finale del quinto episodio della sesta stagione de Il trono di spade, Il tempo è giunto; con questo ultimo ciclo particolarmente denso di eventi che si avvia già verso i suoi episodi conclusivi, è più difficile che mai archiviare le emozioni appena vissute e guardare avanti. Ma guardare avanti dobbiamo, e lo facciamo tutto sommato con piacere grazie all'ottima fattura, alle sorprese e le rivelazioni di Blood of My Blood.

Il Trono di Spade: Aerys Targaryen in un'immagine dell'episodio Blood of My Blood

Tante storyline, quasi tutte con sviluppi promettenti, dal cuore del Nord alle dolci e verdi colline dell'Altopiano, ma per prima cosa lasciateci dire che la mancanza di Jon, Sansa e Tyrion un po' l'abbiamo sentita, e che di questa ennesima scena trionfale per Daenerys potevamo fare pure a meno dato che non serve ad altro che a mostrarci la sua crescente sicurezza nello gestire il più inquieto dei suoi draghi. Anche se in quel discorso veemente in Dothraki sembra quasi di sentire l'eco della follia di suo padre, il Re Folle, che proprio in questo episodio fa una fugace apparizione...

La beffa di Re Tommen

Il Trono di Spade: Jonathan Pryce e Natalie Dormer in Blood of My Blood

Non è particolarmente eccitante, almeno per il momento, lo scenario della Capitale, se non per le novità a cui sembra preludere per quanto riguarda l'arco di Jaime Lannister. La resa dei conti tra la Milizia della Fede, i Lannister e i Tyrell, preannunciata da trailer e promo, con Margaery in procinto di subire il Cammino dell'espiazione già inflitto a Cersei alla fine della scorsa stagione, si conclude molto rapidamente e senza spargimenti di sangue, grazie al colpo di scena della decisione di Re Tommen di allearsi con la Fede. Come avevamo d'altronde subodorato, l'Alto Passero è riuscito abilmente a manipolare il giovane sovrano con la collaborazione della scaltra mogliettina, a sua volta indotta a collaborare per amore del fratello Loras ridotto allo stremo in prigionia; ma Cersei Lannister non sembra particolarmente turbata né dal tradimento del figlio né dall'imminente processo per combattimento da cui dipende la sua vita ("Ho la Montagna.", e come darle torto?), anzi incoraggia Jaime a eseguire gli ordini di Tommen, lasciando la Guardia Reale per andare nelle Terre dei fiumi ad "assistere" nell'impresa di riprendere Delta delle Acque, il castello avito dei Tully riconquistato dal Pesce nero.

Verso le Terre dei Fiumi

Il Trono di Spade: Dean-Charles Chapman nell'episodio Blood of My Blood

Ora, se come noi soffrite a guardare Jaime ancora diligente pedina nelle grinfie di Cersei, vi ricorderete senz'altro chi altro è in viaggio verso Delta delle Acque per ordine della sua signora Lady Sansa. Si ritroveranno Jaime e Brienne? In ogni caso, se queste sono le premesse - un assedio imminente e questi personaggi in rotta di collisione - possiamo guardare con una certa fiducia ai prossimi episodi che trascorreremo nelle Terre dei fiumi. Che ci sia anche una sorpresa in serbo per i lettori dei romanzi?
Nel frattempo duole ammettere che non è una scena particolarmente brillante nemmeno quella che vede il ritorno in scena di Walder Frey impegnato a rimproverare i figli/luogotenenti che hanno perso prima il Pesce Nero Brynden Tully (sfuggito al massacro delle Nozze Rosse grazie alla più tempestiva minzione della storia del Sette Regni) e poi Delta delle Acque. Per quanto sia bello ritrovare Lord Walder più vispo e bellicoso che mai e David Bradley sia irresistibile, la sequenza è troppo espositiva e un pelo caricaturale, con la nuova, sciagurata Lady Frey che ha stampata sul volto un'espressione allarmata e i poveri Lothar e Black Walder che indietreggiano timorosi di fronte alla furia paterna. Un momento emozionante ci viene riservato per la fine della sequenza: ben tornato, Tobias Menzies.

Non sono nessuno

A Braavos ci rituffiamo nel gustoso elemento "meta" della play-within-the-play con la compagnia teatrale che mette in scena, questa volta, il matrimonio con regicidio tra il Leone e la Rosa e l'ignominiosa fine di Lord Tywin Lannister.
Arya, come al solito con sentimenti divergenti da quelli degli spettatori che la circondano, osserva divertita Joffrey crepare ma poi è rapita dalla bravura dell'attrice che interpretata l'addolorata Cersei: Lady Crane, la donna che deve uccidere per ordine di Jaqen H'gar. Sgattaiolata dietro le quinte per avvelenare il liquore della primattrice, Arya s'imbatte nella sua vittima e a noi tocca la gioia di questo duetto denso di sottotesti tra le meravigliose Maisie Williams e Essie Davis - che è anche uno dei momenti meglio scritti di questa teleplay di Bryan Cogman.

Il Trono di Spade: Maisie Williams nell'episodio Blood of My Blood
Il Trono di Spade: l'attrice Essie Davis in Blood of My Blood

È proprio la soave Lady Crane, dunque, a dissolvere il dilemma di Arya, che non è Mercy e non è nessuno, è la ragazza che può raccontare la verità sull'anima nera di Cersei Lannister perché l'ha conosciuta, è Arya Stark di Grande Inverno, e Arya Stark uccide solo chi se lo merita. La soddisfazione sul volto dell'Orfana nel momento in cui si avvia, con il beneplacito di Jaqen, a uccidere Arya ci rivela tra l'altro che questa ragazza ha poco da sentirsi superiore alla novizia ribelle in fatto di capacità di liberarsi delle emozioni e dei desideri personali: siamo certi che Arya saprà usare anche questo contro di lei, mentre, di nuovo armata dell'infallibile Ago, l'attende nel suo nascondiglio.

Sam il guerriero

Il Trono di Spade: Hannah Murray e John Bradley nell'episodio Blood of My Blood

Altro momento molto atteso - e molto riuscito - di Blood of my Blood è l'arrivo di Sam e Gilly a Collina del Corno, dimora dei Tarly. Lo scenario è splendido - la location è il magnifico castello di Santa Florentina in Catalogna, John Bradley e Hannah Murray sono in gran forma, il piccolo Sam finalmente è cresciuto (era ora), e lo sguardo penetrante e severo di James Faulkner, nei panni di Lord Randyll Tarly, ci fa sentire penosamente a disagio durante la scena della cena. Peccato che questo interludio sembri essere già finito: nonostante la riluttante accoglienza di Lord Tarly nei confronti di Gilly e di quello che crede suo nipote, Sam decide portarli con sé non senza un ultimo gesto significativo, il "ratto" di Veleno del cuore, la secolare spada di famiglia che gli spetterebbe di diritto ma che suo padre gli nega perché lo ritiene indegno a succedergli. Significato simbolico a parte, una spada di acciaio di Valyria potrebbe essere estremamente utile a Sam per i suoi imminenti studi in merito agli Estranei alla Cittadella di Città Vecchia: l'acciaio valyriano, infatti, insieme all'ossidiana è l'unica arma efficace contro i terribili cavalieri dell'Inverno Perenne.

Bran: la memoria, il foreshadowing e un incontro salvifico

Il Trono di Spade: Ellie Kendrick e Isaac Hempstead-Wright in Blood of My Blood

E veniamo infine al segmento più importante dell'intero episodio, quello relativo a Bran Stark, che, dopo il tragico sacrificio di Hodor, non ha ancora ripreso coscienza ed è rimasto immerso in una multiforme e frenetica visione verde, quasi che, morendo, il Corvo con tre occhi gli abbia voluto trasmettere le sue conoscenze in un'unica travolgente ondata.
Questi frammenti di visioni probabilmente meriterebbero uno studio frame by frame: vediamo Ned alla Torre dela Gioia, Jon a Aspra Dimora, il Re della Notte trasformare il figlio di Craster in Estraneo; vediamo Daenerys Targaryen, Drogon in volo, la morte di Robb Stark alle Torri Gemelle; vediamo ampolle di altofuoco maneggiate dai piromanti della Corona, e vediamo il Re Folle che ordina di usarlo contro la popolazione della capitale, fermato però dalla spada disonorata di Jaime Lannister, da quel momento in poi lo Sterminatore di Re.

Il Trono di Spade: l'attore Joseph Mawle in Blood of My Blood

E vediamo quello che potrebbe sembrare una fanciulla in un lago di sangue... ma non è questo il momento di speculare su pochi dolorosi fotogrammi. Questo è il momento di chiedersi in che modo Bran utilizzerà i frammenti di storia che ha iniziato a raccogliere, elaborare, ricostruire nell'ottica del compito che lo aspetta. Qual è questo compito, ce lo dice l'uomo che salva lui e Meera dai non-morti che stanno per raggiungerli. Forse non lo ricordate nemmeno il suo pallido volto, ma una parte di voi sapeva che l'avremmo rivisto: era partito per una missione oltre la Barriera lasciandosi alle spalle il nipote Jon appena giunto a Castello Nero. Ma una sorte arcana e terribile attendeva Benjen Stark, ferito a morte dagli Estranei e salvato dai Figli della Foresta con un frammento di ossidiana nel cuore: non un non-morto, ma nemmeno più un uomo.

Benjen ha un legame con il Corvo con tre occhi e sa già che Bran è il suo successore, ovvero l'avversario destinato ad attendere la discesa del Re della Notte verso i Sette Regni; e a questo punto, visto il paradosso di predestinazione legato al potere di viaggiare nel tempo di Bran, ci viene il dubbio che Benjen, visitato magari bambino dal nipote giunto dal futuro, possa essersi unito alla Guardia della Notte proprio per essere qui in questo momento ad aiutarlo. Ma non è il momento di speculare, dicevamo. Questo è il momento di chiederci quali altre meraviglie abbiano in serbo per noi gli ultimi quattro episodi di uno show che ancora una volta dimostra di essere, nei suoi mille frammenti di narrazione e memoria, backstory e foreshadowing, un disegno unitario, poderoso e affascinante.

Il trono di spade 6: tante rivelazioni e un...
Alessia Starace
Redattore
3.5 3.5
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