Il trono di spade: premiere stagione 2

La serie tratta dai romanzi di Martin torna sugli schermi americani con una premiere solida e potente che riprende quanto lasciato in sospeso e definisce temi e situazioni della nuova stagione.

L'inverno non è ancora giunto, ma intanto la nostra attesa è finita: Il trono di spade è tornato a colpire con forza i schermi americani con la premiere della stagione 2, che si appresta anche al debutto italiano previsto per Maggio su Sky Cinema 1.
Una premiere attesa che non delude le aspettative, perchè la serie condutta da David Benioff e D.B. Weiss sul corposo materiale originale di George R.R. Martin conferma quanto di buono visto lo scorso anno e, se possibile, fa un ulteriore passo avanti: i rischi di una premiere di stagione sono di dover dedicare tempo a tirare le somme di quanto visto prima e fungere da mero riepiogo del passato.
Questo The North Remembers lo fa, e bene, ma non perde di vista la strada ancora da percorrere e definisce ruoli e temi per quello che vedremo quest'anno, parte dal fermento che serpeggia nei regni, conseguenza più o meno diretta della decapitazione di Ned Stark e della morte di Re Robert, e posiziona le pedine sulla scacchiera della stagione 2, in vista di una guerra che, date le premesse, si preannuncia sanguinaria.

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Tutto ruota intorno al potere, al disperato tentativo di accaparrarsene una fetta, il più grossa possibile. Sono indicative da questo punto di vista due intensi dialoghi che vedono protagonista Cersei: il primo con Tyrion, tornato a King's Landing per ricoprire il ruolo che fu di Ned Stark e come al solito sagace nel sottolineare i tanti errori della reggente; il secondo con Lord Baelish, costretto a subire una dimostrazione di forza di Cersei. La donna si rende conto che niente sta andando secondo i suoi piani: sta perdendo il controllo di Joffrey e soprattutto ha poco o nulla in mano per sedare la rivolta degli Stark ed ha bisogno di ritrovare la fuggiasca Arya.
Sul versante opposto Bran si dimostra un regnante inesperto ma ben più maturo di Joffrey, ancora preoccupato dai suoi sogni, ai quai si aggiunge anche il presagio rappresentato dalla cometa rossa, che funge da collante tra le storie ed i personaggi. Un presagio che per qualcuno vuol dire una cosa sola: draghi.
E i draghi sappiamo che sono tornati, sono con Daenerys e rappresenteranno la sua forza nell'occuparsi di un khalasar allo stremo ed in viaggio nel deserto. Non molto spazio per lei in questo The North Remembers, così come per Jon Snow, che, per la prima volta oltre la Barriera con il Comandante Mormont e un cospicuo gruppo di guardiani della notte, deve imparare a trovare il suo posto nell'ordine e a dominare la propria impulsività.
Prova di forza anche per Re Robb, sicuro di sè e reduce da tre vittorie, in un faccia a faccia serrato con Jamie, ed alla ricerca di nuove forze per sferrare l'attacco successivo.
Spazio nella premiere per un nuovo personaggio a cui dà il volto Stephen Dillane: Stannis Baratheon, uomo rude che si dimostra subito deciso a prendere il potere e che segue una nuova religione che venera un Signore della Luce. Al suo fianco infatti facciamo la conoscenza, oltre che del fedele Davos Seaworth, anche della potente e ambigua sacerdotessa, e sua consigliera, Melisandre (Carice van Houten), per una coppia che non promette niente di buono. La prima mossa di Stannis è l'invio di una lettera che rende pubblico l'incesto di Cersei e Jaimie, rivendicando per sè il trono di Westeros.

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La nostra è una panoramica che non rende giustizia al modo in cui la storia è narrata, forte di una scrittura attenta nel trasporre con rispetto l'opera di Martin, tra dialoghi profondi ed incisivi e situazioni rese con coraggiosa durezza, ed una messa in scena maestosa fatta di attenzione ai dettagli ed immagini suggestive, che si avvale di un livello tecnico decisamente sopra la media per una produzione televisiva, grazie ad un budget che farebbe invidia a non pochi lavori destinati al grande schermo.
Anche le nuove location introdotte da The North Remembers appaiono vivide e reali, da Roccia del Drago (Dragonstone) alla fortezza di Craster (Craster's Keep), indice di un impegno nella ricostruzione che si evidenzia sia ne minuzioso casting che nella ricerca (e ricostruzione) delle location.
Al suo ritorno in onda Il trono di spade conferma di sapere coinvolgere lo spettatore, di saperlo guidare in un intreccio complesso che si dipana sullo sfondo di un mondo articolato e ricchissimo che senza una guida sicura apparirebbe arduo da seguire, ma anche di saperlo colpire con forza: basti pensare alla durissima sequenza del massacro dei giovanissimi bastardi figli di Re Robert, che tocca picchi di crudeltà raramente visti in TV.
Il gioco per la conquista del potere è ricominciato, l'aria di guerra in arrivo è evidente, ma siamo sicuri che prima ancora che le battaglie vere e proprie abbiano inizio, ancora tanto sangue dovrà sporcare i nostri schermi.

Il trono di spade: premiere stagione 2
Antonio Cuomo
Redattore
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