Il trono di spade: il commento all'episodio Il campione

Mockingbird è un episodio più fittamente popolato rispetto agli ultimi che abbiamo visto, ma è strutturato in maniera raffinata, con, tra i vari segmenti, concatenazioni tematiche e familiari, o meglio fraterne, tra i personaggi, il loro passato e il loro presente.

Fratelli e sorelle

Il titolo Mockingbird è un riferimento allo stemma di Petyr Baelish, e un'allusione al personaggio interpretato da Aidan Gillen. Ma il tema di questo sofisticato teleplay ci sembra abbia a che fare strettamente con il rapporto tra quegli individui che condividono un legame fortissimo nella memoria e nel DNA, ma sono anche capaci di infinita crudeltà reciproca: Sansa e Arya sono appaiate nella ricerca di Brienne e dai ricordi di Sansa, che ricrea Grande Inverno con la neve, Catelyn e Lysa sono unite nell'uomo che ha amato l'una e deflorato l'altra.

Mentre la feroce Montagna, Gregor Clegane, sbudella malcapitati per prepararsi a riempire di soddisfazione Cersei Lannister nel processo per combattimento a Tyrion, suo fratello Sandor rivela ad Arya quello che Ditocorto, tre stagioni or sono, aveva raccontato a Sansa: la storia delle orribili ustioni che gli deturpano il volto, la punizione di Gregor preadolescente per aver toccato un suo giocattolo. Ma il momento in cui la forza e l'enigma del rapporto tra fratelli e sorelle emerge con la massima intensità è quando Tyrion riceve la visita di Oberyn Martell: per vendicare una sorella adorata, Elia, Oberyn sfida una sorella odiosa, Cersei.

Un campione per Tyrion

Il trono di spade: Peter Dinklage, Jerome Flynn nell'episodio Mockingbird
La storyline che ha più spazio e anche i momenti più riusciti è, anche in Il campione (Mockingbird), quella che coinvolge Tyrion Lannister, ora in cerca di un guerriero che si batta per la sua salvezza contro il campione di Cersei, il gigantesco e spietato Gregor Clegane. Con Jaime Tyrion non ha fortuna, perché il fratello maggiore confessa di non essere acnora in grado di combattere con la mano sinistra, anche se i due condividono un momento di amarissimo sarcasmo immaginando la faccia del padre Tywin alla vista del suo primogenito che muore per l'odiato Folletto, segnando anche la fine della sua discendenza. A Jaime succede Bronn nella cella di Tyrion, per un altro momento assolutamente brillante: nonostante il tradimento di Bronn, "comprato" da Cersei con un matrimonio con una fanciulla dalle buone prospettive economiche, tra i due c'è la franca amicizia di sempre, e Tyrion, nel suo scoramento, non gli serba nemmeno un po' di rancore.

Rassegnato al suo crudele destino, quello di dover affrontare lui stesso la Montagna, Tyrion riceve una terza visita da parte di uno dei giudici del processo, Oberyn Martell. Disperato e guardingo, è anche curioso sulle ragioni che hanno portato al suo cospetto il principe di Dorne: e noi lo siamo almeno altrettanto, perché è in questa scena splendida che viene svelato il ruolo di Oberyn in questa stagione, e il tutto è introdotto, con un colpo di genio, dalla "storia del piccolo mostro dei Lannister": il racconto della visita di Oberyn e Elia Martell a Castel Granito, protagonisti due ragazzini bramosi di vedere il neonato mostruoso toccato in sorte e Lord Tywin, e una Cersei piena di odio violento nei confronti di quel fratellino deforme che sua madre è morta nel dare alla luce. Più impressionante del fascino che sprigiona Pedro Pascal in questi momenti in cui Oberyn offre la sua vita per un Lannister in nome dell'unica cosa che conta, vendicare Elia, c'è soltanto la bravura e la sensibilità di Peter Dinklage nelle sue reazioni alla performance dell'altro.

Pietosi assassini

Il trono di spade: Hafþór Júlíus Björnsson nell'episodio Mockingbird
Surclassato solo dall'enorme scena tra Dinklage e Pascal, ancora una volta, fa scintille il tandem Maisie Williams/ Rory McCann nei panni di Arya Stark e Sandor Clegane, che si imbattono in un uomo morente a cui il Mastino dona una morte pietosa, poco prima di essere attaccato da un cacciatore di taglie che, casualmente, sarebbe anche sulla lista di Arya se questa ne conoscesse il suo nome (si chiama Rorge, e non è l'unica vecchia conoscenza di Arya che ritroviamo in Mockingbird). L'intera scena risplende di ciò che fa grande Il trono di spade, dell'energia, della forza, della brama di vendetta o di redenzione che spinge i personaggi ad andare avanti anche quando sembra che ogni speranza sia svanita, e che ci tiene avvinti alle loro tormentate esistenze: Sandor un triste, bistrattato reietto dall'infanzia che i Lannister vogliono morto ma che sopravvive ad ogni costo, Arya una bambina coraggiosa e ribelle trasformata in forza mortifera nel sangue di suo padre, che, nonostante tutto, condivide un commovente legame con il suo compagno di viaggio, carceriere e protettore.

Frittella a sorpresa

Abbiate pazienza, non è colpa nostra se l'ex sodale di Arya, finito a lavorare in una locanda dopo essere stato venduto dalla Compagnia senza vessilli, si chiama Frittella nella versione italiana delle Cronache del ghiaccio e del fuoco (in originale il nomignolo di questo ragazzino, figlio di un fornaio e finito in mano a Yoren dopo essere rimasto orfano, è Hot Pie). Ritrovarlo a servire a tavola Brienne e Pod è una piacevole sorpresa, e forse sarebbe stato ancora più gustoso se, fedele al suo giuramento di segretezza, non avesse rivelato ai due cercatori la propria dimestichezza con la minore delle sorelle Stark. Ma lo show non può permettersi di mandare Brienne a spasso senza meta troppo a lungo, e così la notizia del fatto che Arya è ancora in vita e che il Mastino sta cercando di consegnarla ai suoi parenti in cambio di un riscatto serve a darle un obiettivo: la terra dove vive l'ultimo membro della famiglia di Arya e Sansa che abbia denaro e peso politico, il castello dove Sansa si trova già davvero, Nido d'Aquila.

Il trono di spade: Gwendoline Christie, Daniel Portman nell'episodio Mockingbird

Le donne di Stannis

Un'altra sequenza interessante di questo episodio ci porta a Roccia del Drago, dove si parla, finalmente, di una imminente partenza di Stannis Baratheon, che evidentemente si è fatto finanziare dai banchieri di Braavos una spedizione alla Barriera, e si entra nell'intimità di un rapporto controverso, quello tra la moglie di Stannis, Lady Selyse, e la sua sacerdotessa rossa, Melisandre di Asshai. Selyse, nei romanzi di George R.R. Martin, è una donna psicolabile, arida e distante; gli autori del Il trono di spade vogliono offrircene un ritratto più umano (come capita con diverse figure delle Cronache, principalmente Cersei, anche se da questo episodio non si direbbe): così Selyse mostra la sua vulnerabilità di fronte alla fulgida nudità di Mel, e persino le sue riserve sulla relazione fisica della donna con suo marito, che accetta come parte del disegno di Rh'llor. Anche Melisandre, in ogni caso, ci è mostrata in un'incarnazione meno solenne e più franca, anche se a Selyse (e a noi) la vera ragione per cui è richiesto che la piccola eretica Shireen accompagni i genitori in viaggio con i genitori non viene rivelata.

... e gli uomini di Daenerys

Il trono di spade: Michiel Huisman, Emilia Clarke nell'episodio Mockingbird

Gli sviluppi della vicenda di Daenerys, impegnata a regnare a Meereen in attesa che giunga l'ora di partire per Westeros, riguarda ancora i rapporti tra la bella Khaleesi e i suoi consiglieri e uomini d'armi. Daario Naharis, in particolare, penetra impunemente nei suoi alloggi, per implorarla di mandarlo via o fargli fare ciò che sa fare meglio: a Meereen non può combattere né amare l'unica donna che desidera, perché lei lo rifiuta. Dany gli ordinerà di riprendere Yunkai in suo nome, e di togliersi i vestiti, così il bel mercenario è accontentato su tutta la linea. Meno felice è Ser Jorah, che s'imbatte in Daario quando questi ha appena lasciato la camera da letto della regina; Dany lo consola dimostrando la fiducia che ha in lui, e concedendogli anche un piccolo trionfo personale, anche se non la sua persona. Un momento certo non fondamentale nell'arco narrativo di Dany, che però dimostra che non sempre la Regina di Draghi fa di testa sua in barba alle raccomandazioni dei suoi saggi consiglieri, come era successo con Ser Barristan in In cerca di un colpevole.

La frustrazione di Jon

Non fa grande progressi la vicenda di Jon Snow che, di ritorno dalla spedizione che ha portato alla distruzione della fortezza di Craster, annuncia la prossimità delle forze di Mance Rayder e chiede disperatamente di chiudere il tunnel sotto la Barriera all'altezza di Castello Nero. Ser Alliser, ancora facente funzioni di comandante della Guardia della notte, si farebbe decapitare piuttosto che dargli una soddisfazione; ed è un peccato che qui le motivazioni dell'ostilità del maestro d'armi verso il valoroso bastardo di Grande Inverno non emergano come succedeva con quelle dei nemici di Tyrion durante il processo in Le leggi degli dei e degli uomini. L'effetto degli sforzi di questo cocciuto e immotivato antagonista, qui, è tale da dare ragione ai detrattori della storyline di Jon.

La porta della Luna

Il trono di spade: Kate Dickie, Aidan Gillen nell'episodio Mockingbird
Rispetto alla magnificenza di gran parte dei segmenti di questo episodio, quello che si svolge a Nido d'Aquila patisce il confronto quanto quello di Castello Nero, con la differenza che è più corposo, contiene eventi importanti e chiude Mockingbird, con un esito un po' anticlimatico che ridimensiona appena quello che altrimenti sarebbe stato probabilmente il migliore episodio della quarta stagione de Il trono di spade. La scena in cui Sansa eidifica un Grande Inverno di neve in uno dei cortili del castello, nella sua malinconica poesia, è molto amata dai lettori delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, e qui mancano molti dettagli ed elementi di foreshadowing che servivano a renderla significativa e memorabile nel romanzo A Storm of Swords: è un momento in cui Sansa si riconnette con il suo passato, con il Nord, con i suoi fratelli sopravvissuti, anche Jon Snow che della neve ha il nome. Per lei che è sempre stata la "meno Stark tra gli Stark", e che ha perso il suo metalupo ormai da tanto tempo, è un momento cruciale. La sensazione qui, purtroppo, è semplicemente quella di spiare una parentesi ludica di una ragazza un po' troppo cresciuta per i pupazzi di neve. Il confronto con il giovane e petulante Signore della Valle che distrugge l'effigie dei ricordi di Sansa è conseguentemente molto più debole di quello che avrebbe potuto essere; quando entra in scena Lady Lysa/ Kate Dickie, però, suona un'altra musica. La Dickie è riuscita a incarnare con perfetta e repellente efficacia la follia e la gelosia di Lysa, che, come Lord Baelysh, vede Catelyn reincarnata in Sansa: Ditocorto, dal canto suo, capisce di non poter più sottovalutare la minaccia che incombe sulla sua pedina e protetta, e si decide a compiere quella mossa che era già nel suo disegno da tempo.
Il trono di spade: Sophie Turner in una scena dell'episodio Mockingbird

Note a margine

La sigla perde qualche colpo. Avevamo già visto Forte Terrore comparire senza essere scenario di nessuna della storyline dell'episodio Le due spade. Negli opening credits di Mockingbird compare senza motivo Braavos, e manca Roccia del Drago, dove è ambientata la scena con Melisandre e Selyse. Pensano che abbiamo smesso di guardare la siglia con attenzione (mai!) o c'è una strategia che ci sfugge?

Conclusione

Perfettamente congegnato in sede di sceneggiatura, Mockingbird - scritto dagli showrunner D.B. Weiss e David Benioff e dal "papà" delle Cronache George R.R. Martin - regala numerosi momenti esaltanti nella loro semplicità, e un filo conduttore sottile e illuminante che ci riavvicina sorprendentemente a molti dei personaggi. MVP dell'episodio, Peter Dinklage e Pedro Pascal, ovviamente, seguiti di una lunghezza da Maisie Williams e Rory McCann.

Il trono di spade: il commento all'episodio Il...
Alessia Starace
Redattore
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