Il trono di spade: il commento all'episodio In cerca di un colpevole

In cerca di un colpevole non è solo un episodio eccellente e ricco di eventi, è anche quello che, nell'intero corso della show, si distanzia maggiormente dai romanzi di George R.R. Martin nello svolgimento dei fatti, in maniera particolarmente soddisfacente proprio per i lettori delle Cronache.

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Il plot
Mentre le porte di Meereen si aprono definitivamente al dominio della Regina di Draghi e Distruttrice di Catene Daenerys Targaryen, ad Approdo del Re Tyrion Lannister si prepara ad affrontare il processo per regicidio. Intanto Cersei, non essendo riuscita a convincerlo a uccidere il Folletto, ordina a Jaime di trovare Sansa Stark e vendicare Joffrey. Lui decide per un corso molto diverso, e consegna la sua spada di acciaio valyriano a Brienne chiedendole di cercare Sansa per portarla in salvo. Intanto le industriose Tyrell, Margaery e sua nonna Lady Olenna, fanno passi necessari per assicurarsi che la ragazza sposi il fratello minore del defunto Joffrey, il pubescente Tommen, prossimo all'incoronazione. A Castello Nero, Ser Alliser, consigliato da Janos Slynt, pensa di accettare la proposta di Jon Snow di andare all'attacco deglie ammutinati alla fortezza di Craster per liberarsi di lui, ma Jon riesce a reclutare un gruppetto di volontari disposti a dargli man forte contro i rinnegati guidati da Karl. Tra l'altro, nei pressi della terra di Craster, c'è un gruppetto di viandanti che Jon spera di incontrare, quello di suo fratello Bran...

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La liberatrice di Meereen
Questo nuovo episodio de Il trono di spade riprende dalla storyline con cui si era chiuso il predecessore Breaker of Chains, ma non nella maniera in cui ci si poteva aspettare accadesse: prima di mostrare la ribellione degli schiavi della città, che issano sulla Grande Piramide uno stendardo dei Targaryen, si dedica a un momento personale tra Verme Grigio e Missandei, che regala un prezioso sguardo sulla sorte del ragazzo che non ha ricordi di una vita precedente al suo destino di schiavo-guerriero, e che getta una luce toccante sulla missione che Daenerys, prima di reclamare il trono di Westeros, ha scelto di portare a termine a Essos. "Risponderò all'ingiustizia con la giustizia", proclama Dany al più cauto dei suoi consiglieri, Ser Barristan, che cerca di indurla a risparmiare la vita agli schiavisti di Meereen, e con la sua fermezza si conferma grande condottiera che il discorso agli oppressi di Breaker of Chains ci aveva fatto intravedere.
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Le armi delle donne (soprattutto le Tyrell)
Forse ricorderete un momento di Il leone e la rosa, all'inizio delle celebrazioni nuziali, in cui la nonna della sposa Lady Olenna Redwyne sistemava l'acconciatura e la collana di Sansa Stark, scomposta dal vento. Alla luce di quanto detto da Ditocorto in In cerca di un colpevole (Oathkeeper) a proposito della collana, dell'eloquente stacco di montaggio sui suoi "nuovi alleati" e della rivelazione di Olenna alla nipote, non dovrebbero più esserci dubbi: è stata l'ingegnosa vecchina ad avvelenare Re Joffrey, d'accordo con Lord Baelish, che avrebbe poi, con la collaborazione di Ser Dontos, portato in salvo Sansa, usata come ignaro veicolo per il veleno. Liberata Margaery dallo spauracchio dello psicotico Joffrey, Lady Olenna procede a istruirla su come assicurarsi la devozione dell'erede al trono Tommen, dato che la loro futura unione non sembra essere stata ancora sancita da Lord Tywin. La bella e scaltra Margaery si guadagna così la fiducia e la simpatia del ragazzino in una scena notturna che ci sembra più disturbante di quella, tanto discussa, del Grande Tempio di Baelor della scorsa settimana.

Anche Sansa, d'altro canto, appare decisamente cresciuta in In cerca di un colpevole (e se state dicendo "era ora", ricordatevi quanto presto ha perso il suo metalupo): tiene testa orgogliosamente a Ditocorto, gli rinfaccia tutti i suoi tradimenti, ottenendo forse la massima sincerità di cui è capace Petyr Baelish. E viaggia, guardinga, con lui verso quello che sembra un rifugio sicuro, Nido d'Aquila, il castello di sua zia Lysa Arryn, la quale sembra disposta invece a fidarsi dell'uomo che ha amato da ragazza e che non ha mai dimenticato al punto da sposarlo e consegnargli la Valle. Un altro tassello nel piano di Ditocorto, il cui obiettivo finale è, a quanto pare, la conquista del mondo. O qualcosa di simile.

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L'onore dei Lannister
Distratta dal dolore per la perdita di Joffrey, e abbastanza immemore dell'aggressione subita da suo fratello in Breaker of Chains, Cersei pensa solo a vendicare il figlio, e, se sembra essersi rassegnata ad aspettare il processo che indubbiamente decreterà la colpevolezza di Tyrion, non può che smaniare al pensiero di Sansa Stark fuori dalla portata del suo odio. E ancora una volta cerca di sfruttare ai suoi scopi il malsano, ma intenso, legame che la unisce a Jaime. Per lui, però, l'ennesima pretesa di Cersei si trasforma in una dolorosa epifania: l'adorata gemella è una donna sprezzante e alcoolizzata, che non ha mai una parola gentile nei suoi confronti, uno sguardo affettuoso; il suo corpo, se lo vuole, deve prenderselo con la forza. In cambio Cersei gli chiede di calpestare gli ultimi scampoli di decenza che gli sono rimasti. Eppure ogni scelta, ogni gesto, ogni pensiero della sua vita è stato per lei: cos'è Jaime Lannister senza Cersei? Un cavaliere senza onore e senza grandi gesta da millantare, uno storpio che prende lezioni di scherma precaria da un mercenario che, per quanto spassoso, è anche meno onorevole di lui, un uomo arrogante e violento, un uomo confuso, che però forse inizia a comprendere l'influenza perniciosa che sua sorella ha su di lui, e lo dimostra trasformando la condanna a morte per Sansa Stark in una missione di speranza affidata a Brienne di Tarth, che è in tutto e per tutto l'opposto di Cersei e che, nella separazione, gli mostra una possibilità di affrancarsi dalla gemella.
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Colpi di scena oltre la Barriera
Ma il segmento più corposo, più appassionante - nonché decisamente più distante dai romanzi di George R.R. Martin che ispirano Il trono di spade - dell'eccellente In cerca di un colpevole si svolge tra Castello Nero e la Fortezza di Craster, la tenuta del defunto Bruto incestuoso ucciso nella rivolta che costò la vita anche al Lord Comandante della Guardia della Notte. La fortezza è ora occupata dai corvi rinnegati, guidati dal brutale Karl, che sono tornati alle loro attitudini originarie, quelle dei ladri, degli assassini e degli stupratori che sono stati prima di essere costretti a prendere il nero. Jon Snow sa che l'esercito di Mance Rayder, in viaggio verso sud dalle terre dell'inverno perenne, potrebbe ottenere da loro informazioni vitali sulla vulnerabilità di Castello Nero, e vorrebbe raggiungerli prima per catturarli, o per vendicare Mormont; e Ser Alliser Thorne, temporaneamente al comando della Guardia in attesa dell'elezione del nuovo Comandante, decide di affidargli la missione dietro suggerimento di Janos Slynt, non perché sia d'accordo con la sua visione ma perché spera che il ragazzo, che è anche il rivale più accreditato per la carica, ci resti secco. Anche per questo decreta che nessuno sarà tenuto ad accompagnarlo: potrà contare solo su volontari. Per fortuna, al fianco di Jon ci sono sempre i fedelissimi Grenn e Edd l'Addolorato. E c'è anche anche una nuova recluta che sembra avere guadagnato un certo ascendente sul bastardo di Grande Inverno: è Locke, vecchia conoscenza di Jaime Lannister, che è stato inviato dai Bolton alla Barriera con l'intento di fare fuori gli ultimi Stark, Jon incluso.
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Nel frattempo, però, due cose hanno luogo nei pressi della fortezza di Craster: una delle giovani figlie/mogli del non troppo compianto padrone di casa mette al mondo un bambino, un maschio, e le sue sorelle informano Karl della sorte che è sempre toccata ai neonati di sesso maschile frutto degli incesti seriali commessi da Craster, che teneva solo le femmine, per abusare anche di loro in futuro. Karl incarica dunque Rast di portare il piccolo nella foresta, per consegnarlo agli Estranei, ma il suo vagito arriva fino alle orecchie di Bran Stark e dei suoi compagni di viaggio: per indagare, Bran trasferisce la sua coscienza in Estate, per scoprire che Spettro, il metalupo di Jon, è prigioniero degli ammutinati, e per cadere nella loro trappola. Così, mentre Bran finsce in mano a Karl e gli rivela persino la sua identità per proteggere Jojen e Meera, un Estraneo raccoglie il bambino abbandonato, e avanza solenne verso quello che sembra un santuario, dove il piccolo incontrerà il suo portentoso destino.
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Note a margine Il trono di spade non è mai stato strettamente fedele alle Cronache del ghiaccio e del fuoco, ma diciamo che fino ad ora ha preso strade diverse per giungere agli stessi obiettivi. Quello che succede in In cerca di un colpevole è qualcosa di diverso : la possibile confluenza di Jon, di Bran e dell'infiltrato dei Bolton nella Guardia della Notte è qualcosa che rischia di cambiare in maniera decisiva corso degli eventi progettati da Martin, la scena con l'Estraneo ci rivela qualcosa che Martin non aveva ancora per nulla affrontato, un elemento chiave sull'origine dei misteriosi Estranei. Inutile dire che, in un episodio che avrà certamente divertito e appassionato il pubblico nel suo complesso, per i lettori dei romanzi c'è una ragione in più per stare sulle spine, per trattenere il fiato, e per essere in ultima analisi soddisfatti da un serial che non mira soltanto a farci rivivere gli eventi che abbiamo già conosciuto in forma letteraria, ma che ha la sua storia da raccontare. Anche "anticipando" George R.R. Martin.

What's Next?
Delle potenzialità di una convergenza tra Jon e Bran a questo punto abbiamo detto; ma sarà interessante anche seguire la nuova "strana coppia" composta da Brienne e Pod in viaggio per i Sette Regni, e scoprire i piani di Ditocorto per Sansa. E poi, naturalmente, scoccherà l'ora del processo a Tyrion Lannister, sacrificio collaterale dell'intrigo tra Lady Olenna e Ditocorto, i migliori in campo, fino ad ora, nel gioco di troni che ha straziato i Sette Regni di Westeros.

Alessia Starace
Redattore
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