Il trono di spade: i doppiatori a Lucca Comics & Games

Il nostro lungo incontro con le voci di Jamie Lannister, Jon Snow, Robb Stark, Daenerys Targaryen e con il direttore del doppiaggio Sandro Acerbo.

A Lucca Comics & Games gli appassionati di serie tv non sono rimasti delusi. La manifestazione toscana ha permesso al pubblico di incontrare, e vedere in azione in tempo reale, il team dei doppiatori de Il trono di spade, serie ormai di culto ispirata al ciclo fantasy di George R.R. Martin Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Riccardo Rossi (Jaime Lannister), Daniele Giuliani (Jon Snow), Edoardo Stoppacciaro (Robb Stark), Letizia Ciampa (Daenerys Targaryen) e il direttore del doppiaggio Sandro Acerbo si sono simpaticamente prestati a doppiare dal vivo alcune scene della serie corale coinvolgendo anche il pubblico. L'occasione gustosa ci ha permesso di toglierci qualche curiosità interrogando i doppiatori sulle scelte di adattamento e sulle differenze tra la versione americana e quella italiana, ma ci ha anche permesso di scoprire un insospettabile 'luminare' dell'universo fantastico creato da George R.R. Martin in Edoardo Stoppacciaro. Il doppiatore è, infatti, un appassionato di lunga data dell'opera monumentale e ha collaborato a strettissimo contatto con Sandro Acerbo per trasporre in italiano questo mondo complesso, stratificato e denso di sorprese.

Cosa significa doppiare Il trono di spade?
Sandro Acerbo: E' un lavoro immenso anche perché alla base del serial c'è un'opera mastodontica. E' un crescendo. L'adattamento è stato piuttosto complicato perché, a differenza di ciò che accade di solito, stavolta è stato necessario conoscere a fondo non solo le puntate originali, ma anche i romanzi. Io non avevo mai letto Martin prima di accettare questo lavoro perciò sono dovuto partire da zero, ho visto tutte le puntate americane e ho letto tutta la saga. Ora sono preparatissimo, ma è stato fondamentale l'aiuto di Edoardo Stoppacciaro, che è un vero appassionato ed è anche l'unico dei doppiatori che è stato scelto senza bisogno del provino perché lui è Il trono di spade fatto persona. Gli altri sono stati sottoposti a un casting severo.

Harry Lloyd ed Emilia Clarke in una scena della prima stagione de Il trono di spade
Riccardo, puoi spiegarci quali sono i vostri tempi di lavorazione?
Riccardo Rossi: Quando arriva il copione americano per prima cosa viene inviato ai traduttori che lo adattano, poi c'è la fase della traslitterazione e infine veniamo chiamati in sala di doppiaggio per registrare le voci. Oggi i tempi di lavorazione sono molto stretti e la situazione potrebbe cambiare ancora visto che c'è il rischio che la terza serie venga trasmessa in contemporanea con agli Stati Uniti. Questo complicherebbe il nostro lavoro, ma credo che gli spettatori sarebbero molto felici.

Durante il doppiaggio siete soli in sala o lavorate insieme?
Riccardo Rossi: Di regola siamo soli, ma a volte mi è capitato di recitare alcune scene di coppia insieme a Claudia Catani che doppia 'mia sorella' Cersei.

Mentre doppiate i vostri personaggi vi capita mai di emozionarvi?
Edoardo Stoppacciaro: Certo. Ci si deve emozionare o comunque lo si dovrebbe fare. Io quando recito di fronte ad attori bravi mi emoziono spesso.

Letizia Ciampa: Anche io, quando assisto alle perfomance degli interpreti de Il trono di spade, che sono bravissimi, ne rimango sempre molto colpita. Ad esempio nella scena finale della seconda serie, quando Daenerys si trova insieme ai suoi piccoli draghi, mi sono emozionata talmente tanto da restare fino alla fine anche se il mio personaggio non aveva più battute. Poi in sala ci sono stati i momenti di panico nei momenti in cui dovevamo parlare il dothraki (la lingua creata da Martin) e lì siamo passati dal prounciare parole finte in libertà a uno studio attento.

Nella terza serie entreranno tre personaggi nuovi molto giovani. Sapete già a chi verrà affidato il loro doppiaggio?
Sandro Acerbo: Io non lavoro così, non scelgo i doppiatori solo in base alla loro capacità, ma aspetto prima di capire l'evoluzione del personaggio. Riccardo Rossi può essere bravissimo, ma devo capire se funzionerà per ciò che serve a me. Così deciderò le assegnazioni solo dopo aver visto le puntare americane e aver analizzato i nuovi personaggi. Trovare le voci giuste non è così facile, spesso mancano doppiatori anche perché è necessario assicurare una continuità. Se un doppiatore si ammala i tempi di lavorazione sono talmente stretti da costringerci a cambiarlo, ma tra il pubblico ci sono coloro che si accorgono di ogni minima variazione e se uso una stessa voce per due personaggi diversi vengo immediatamente criticato. Per esempio non ho potuto riutilizzare Massimo Corvo dopo la scomparsa del suo personaggio perché la sua voce è troppo riconoscibile.

Nikolaj Coster-Waldau nei panni di Jamie Lannister nella nuova serie HBO Game of Thrones
Visto che Sandro è così rigoroso potete raccontarci come sono andati i vostri provini? Come siete stati scelti?
Daniele Giuliani: Credo di aver fatto il peggior provino della mia vita, perciò non pensavo di essere stato scelto. Ero uscito disperato. Mi hanno telefonato mentre ero in macchina e sono letteralmente caduto dalle nuvole.

Letizia Ciampa: Anche io credo di aver sostenuto un brutto provino. In più di solito doppio personaggi più piccoli di me. Per Daenerys ho dovuto trovare una grinta nuova, che prima non mi apparteneva.

Edoardo Stoppacciaro: Io il provino non l'ho fatto, ma quando ho avuto la notizia che avrei doppiato Il trono di spade Oltre a Edoardo, quanti di voi conoscono i romanzi di Martin?
Letizia Ciampa: Noi non abbiamo letto i romanzi, ma abbiamo visto la serie originale. Le nostre fonti sono Edoardo e Sandro.

Sandro Acerbo: Io ormai sono preparatissimo. Dopo aver letto e visto mi sono visto ogni sera con Edoardo per discuterne. Lui ha fatto un lavoro enorme perché, quando arrivavano i copioni, ha passato le nottate a riconfrontare la versione italiana con quella inglese per correggere gli errori e dare l'uniformità necessaria al tutto. E' stato davvero prezioso.

Riccardo, stavolta ti è toccato il ruolo del cattivo. Come sei venuto a patti con il tuo personaggio?
Riccardo Rossi: Anche io non conoscevo i romanzi né la storia. Ho visto in tv questo attore bello, ma solo dopo, col tempo, ho capito il suo sviluppo. Sono contento di doppiare un cattivo perché nel mondo di Martin i buoni finiscono male. Tra tanti donnaioli il mio Jamie ama una sola donna, il problema è che è la sorella, ma alla fine sono riuscito a venire a patti con il mio cattivo incestuoso.

Potete spiegarci il motivo delle differenze tra versione originale e versione italiana della serie?
Daniele Giuliani: I compromessi, in un lavoro di adattamento sono necessari. Il problema non è tanto chiedersi perché vengano fatti dei cambiamenti, ma se questi funzionino nel contesto.

Sandro Acerbo: Al di là dei problemi dovuti alle differenze linguistiche e culturali, noi dobbiamo tener presente la volontà del committente che, in questo caso, è Sky Cinema. Il trono di spade è una serie che usa un linguaggio volgare, ricco di riferimenti sessuali espliciti. Noi abbiamo cercato di mantenerlo inalterato, ma Sky ce lo ha bocciato subito. L'importante per noi è cercare di restituire il valore della serie, evitando di alterare il senso generale e lo facciamo con tempi molto più stretti di quelli del cinema.

John Bradley e Kit Harington nell'episodio Cripples, Bastards, and Broken Things di Game of Thrones
Avete mai avuto difficoltà nell'interpretazione dei vostri personaggi?
Letizia Ciampa: Daenerys è protagonista di scene molto forti, impegnative. A volte esco dal lavoro con la voce rotta perché ho dovuto tirar fuori un'energia maggiore del solito, ma in genere cerco di farmi guidare dall'interpretazione di Emilia Clarke, che è fantastica.

Riccardo Rossi: Alla fine interpretare questi personaggi non è così complicato perché sono molto ben delineati. Io doppio molti attori famosi, come Johnny Depp, ma curiosamente il pubblico mi ricorda più per i cartoni animati. Doppiare un cartone animato è molto più difficile, i personaggi sono stilizzati e devi dargli tu l'anima.

Edoardo, tu che sei un appassionato della saga di Martin come giudichi le svolte introdotte nella trama?
Edoardo Stoppacciaro: Non è sempre facile. In passato, ben prima che si parlasse di una serie tv, sono stato sul punto di abbandonare la lettura della saga dopo alcuni cambiamenti che mi hanno lasciato molto perplesso e dopo alcune morti. Alla fine non ce l'ho fatta e sono tornato alla lettura, ma non sono d'accordo su tutto e ora, dopo tanto tempo, credo che George Martin stia perdendo il controllo perché ha aggiunto troppe cose. Detto ciò, la trovo comunque un'opera monumentale.

Secondo te chi merita di vincere la guerra per il trono di spade?
Edoardo Stoppacciaro: Daenerys. La vedo sul trono con Jon al suo fianco, ma con Martin non si può mai stare tranquilli.

Il trono di spade: i doppiatori a Lucca Comics &...
Privacy Policy