Il trono di spade, "Home": le miracolose vie di un ritorno a casa

Se la première di stagione era stata ottima pur nella sua frammentarietà, non dobbiamo aspettare a lungo perché questo nuovo ciclo di episodi inizi a calare i suoi assi. Anzi, ha già iniziato e alla grande, perché questo Home è un episodio incredibilmente soddisfacente, debordante di atrocità e delizie.

Il trono di spade

2011 - .... – Fantastico
4.4 4.4

Cinque anni fa, ancora un'ingenua e spensierata figlia dell'estate, la vostra cronista scriveva del pilot di un nuovo show HBO. Ne scriveva con entusiasmo; da amante del fantasy e delle serie TV d'impianto corale, le era già evidente il fatto di aver probabilmente trovato il suo nuovo show del cuore. Ma c'era di più; la sensazione di essere di fronte a qualcosa di davvero speciale, radicale ed elettrizzante. Da allora ci sono stati diversi momenti in cui Il trono di spade ha fatto la storia della televisione; ma a questo punto, con la sesta stagione avviata verso nuovi trionfi, la sensazione è che l'attenzione e la passione che abbiamo dedicato a questo show (e ai romanzi di George R.R. Martin, per i lettori) inizi davvero a pagare, regalandoci nuance e dettagli sorprendenti, ed emozioni sempre più profonde. E questo è merito della solidità e dell'ampiezza del progetto narrativo di Martin, e della devozione nei confronti di esso di David Benioff e D.B. Weiss.

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Il trono di spade: Tommen e Jaime accanto al corpo di Myrcella nell'episodio Home

Non solo arriva con Home un'attesa rivelazione, quella su cui nonostante tutto (complimenti alla HBO, al cast e ai produttori per aver fatto quanto in loro potere per farci arrivare a questo momento con le migliori premesse possibili), proprio perché così in sintonia con questo show, abbiamo sempre sentito come inevitabile nei mesi di iato, ma essa giunge al termine di un episodio eccellente, più coeso ed equilibrato della frammentaria e dispersiva premiere di stagione - che comunque, fatta eccezione per la debacle dorniana, aveva più di un momento soddisfacente.

Ritorno a Grande Inverno

Il trono di spade: Bran e Il Corvo a Tre Occhi osservano il passato in Home

Non sarà così forse per il casual viewer, e nemmeno per spettatori compulsivi ma meno devoti di noi: ma per i fan inveterati, le prime battute di questo episodio sono una gioia anche più grande di quella che arriva alla fine. Non solo perché il budget crescente de Il trono di spade garantisce netti miglioramenti sul fronte visivo: il look della Figlia della Foresta Leaf, ad esempio, è decisamente più affascinante; non ci sono grandi sforzi in fatto di make up sul Corvo a tre occhi, ma con una new entry come Max von Sydow non servono affatto. Le mani sulle radici del grande albero-diga, l'anima in contatto con la memoria della terra, i nostri veggenti verdi, mentore e studente, ci portano dritti al cuore del primo dei flashback che caratterizzeranno la storyline di Bran Stark in questa sesta stagione: nel cortile di Grande Inverno, due ragazzini si esercitano al combattimento, sotto lo sguardo vigile di quello che sembra un giovane e aitante Rodrik Cassel, e Bran s'illumina nel riconoscere suo padre Ned e suo zio Benjen. E anche noi riconosciamo un elemento toccante; le parole che Ned dice al fratello per invitarlo a proteggersi il capo con lo scudo sono le stesse che Jon Snow diceva a Olly nella quinta stagione, a creare un legame tra le generazioni - Ned le ha ripetute al piccolo Jon dopo averle usate con il fratello, e Benjen Stark a sua volta deve averle ripetute a qualche recluta della Guardia - che fa parte dell'eco di cui avevamo parlato anche nel nostro commento alla premiere: quel senso di famiglia, di sicurezza e di pace tra le mura di Grande Inverno, che, nonostante la morte, il saccheggio, la distruzione, in qualche forma persiste nei nostri personaggi e in noi.

Keep your shield up, or I'll ring your head like a bell!

Il trono di spade: Ellie Kendrick in una foto dell'episodio Home

Più che in ogni altro persiste in Sansa Stark, la ragazza che costretta a crescere più in fretta degli altri dalla perdita del suo metalupo: la vediamo in una scena molto bella, con sullo sfondo l'impagabile Pod che per quanto sia migliorato nel combattimento ancora non ha imparato ad accendere il fuoco, ascoltare Brienne che le parla di sua sorella Arya. Il sorriso pieno di amore e sollievo sul viso di Sophie Turner è eloquente quanto il suo sguardo pochi istanti dopo, in risposta alla domanda del sua protettrice su quanto avvenuto con Ramsay Bolton. Questo show non avrà mai il tempo di esplorare le conseguenze post-traumatiche di ciò che riversa sui suoi protagonisti, ma con attrici così a volte basta un unico gesto per fare arrivare la portata di quella sofferenza. Altro interprete incredibile, viene da dire, ormai, ai livelli di Lena Headey e Peter Dinklage è Alfie Allen: il rimorso di Theon ci spezza il cuore e allo stesso tempo non possiamo che essere orgogliosi e meravigliati dalla sua tempra nell'essere riuscito a risollevarsi dall'abisso di orrore in cui l'ha precipitato Ramsay.

Il trono di spade: l'attore Isaac Hempstead Wright interpreta Bran in Home

Per tornare al flashback, non vi saranno certamente sfuggite né la giovane e fiera cavallerizza - "Mia zia Lyanna!" dice Bran, "Mio padre non parlava volentieri di lei" - nè il fatto che Wilys, la versione adolescenziale di Hodor (nei romanzi di Martin il suo vero nome era Walder, ma è comprensibile che si sia optato per un'alternativa per evitare confusione con Lord Walder Frey, la povera Lady Walda Bolton e qualche altro sciagurato omonimo) era in grado di parlare. Ora, che di Lyanna sentiremo ancora parlare, e presto, è perfettamente evidente, nonostante non si sia rivelata essere lei il fulcro della sequenza; ma questo significativo foreshadowing su un ruolo attivo e decisivo di Hodor nelle vicende dei giovani Stark arriva come una sorpresa ed è decisamente intrigante. Così come è intrigante, nonché inserita in uno scenario magnifico, la conversazione tra Meera Reed e Leaf: "Brandon Stark avrà bisogno di te". Alla faccia di chi profetizzava la fine imminente di Meera perché Benioff e Weiss "non avrebbero saputo che farsene di lei". Possiamo stare tranquilli: i nostri showrunner sanno quello che stanno facendo, e il bello è che invece noi non ne abbiamo la minima idea!

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Ritorno alle Isole di Ferro

Dicevamo di Theon Greyjoy, straziato e redento, traditore ed eroe: è dalla sua voce che ci giunge il riferimento al titolo di questo episodio, quando annuncia a Sansa che non la seguirà a Castello Nero perché sa che è al sicuro con Brienne, e andrà a casa. Se questo non ci rassicura per lui, perché la casa di Theon è un luogo tetro, impervio e ostile, dove regna un padre che lo disprezza, la nostra visita a Pyke dimostra che Theon non ha più molto da temere da Re Balon, e ci ricorda che la magia di sangue di Melisandre contro i "falsi" re di Westeros (Joffrey, Robb, Mance Rayder e appunto Balon Greyjoy), quasi tre stagioni dopo l'episodio I secondi figli, può ancora reclamare la sua ultima vittima.

Il trono di spade: Home
Il trono di spade: Euron Greyjoy nell'episodio Home

Quella di Pyke è una staffetta di lusso, perché la morte di Balon con l'uscita di scena di Patrick Malahide è accompagnata dal debutto nello show di quello che è forse il personaggio più atteso della sesta stagione, il formidabile Euron Greyjoy di Pilou Asbaek: sferzato dalla pioggia, contraddistinto da un fascino mortifero, dominato da una nera follia, Euron sarà - dato per perso Theon - prevedibilmente il rivale di Yara per la successione e sembra destinato ad avere un ruolo decisivo per il futuro della battaglia per Westeros. Perché Euron può disporre di un'enorme e potentissima flotta, e c'è qualcuno a Essos che prima o poi avrà bisogno di navi per attraversare il Mare Stretto con un vasto esercito. Anche se allearsi con Euron Greyjoy è probabilmente insidioso quanto cercare di domare dei draghi...

I am the storm. The first storm and the last.

Ritorno alla libertà

Ma per il momento il nostro show lascia Daenerys Targaryen con il khalasar di Khal Moro e si dedica a ciò che la regina dei draghi ha lasciato dietro di sé a Meereen: gli schiavisti hanno ripreso Astapor e Yunkai, e, con ogni probabilità, dato alle fiamme la flotta meereenese. Con i suoi fratelli in una situazione piuttosto precaria a causa della milizia della Fede ad Approdo del Re (anche se Home fa un ottimo lavoro nello stabilire quale servitore leale e inesorabile abbia Cersei in Ser Robert Strong), Tyrion Lannister sembra in questo momento il più baldanzoso della famiglia, e tra un bicchiere di vino e una battutaccia sugli eunuchi (qualcuna di troppo, come al solito, delle une e degli altri) si azzarda a un passo di importanza capitale ma pure parecchio pericoloso dopo un breve consulto con Varys, Missandei e Verme Grigio.

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Il trono di spade: Tyrion libera i draghi nell'episodio Home
Il trono di spade: Conleth Hill e Nathalie Emmanuel in una foto di Home

Quando Tyrion scende nei sotterranei della Grande Piramide, in barba al fatto che sappiamo che se c'è un personaggio di cui difficilmente questo show potrà mai fare a meno è quello del Folletto, non possiamo che provare un lungo, sfibrante brivido. Rhaegal e Viserion sono soli, affamati, incatenati, pieni di rabbia per l'abbandono della loro madre; ma è giunto per Tyrion il momento di mettere a frutto quanto appreso grazie alle sue letture e alle sue infinite curiosità (se ricordate, già nella prima stagione Tyrion aveva parlato del suo interesse per i draghi; qui invece c'è un aneddoto, quello del drago chiesto da bambino come regalo di compleanno allo zio Gerion Lannister, ripreso pari pari dai romanzi), e senza voler scomodare teorie varie sul legame tra il più giovane dei fratelli Lannister e la dinastia dei Targaryen, lui è l'unico dotato di un ingegno che possa stare al passo con quello delle fantastiche creature. Liberati dalle catene, Viserion e Rhaegal non si affrettano a lanciarsi alla ricerca di Dany e del loro fratello più temibile, Drogon, ma possono riprendere a nutrirsi e a crescere... ancora. In attesa delle guerre imminenti.

Ritorno alla vita

Il trono di spade: Melisandre nell'episodio Home

È invece teatro di una battaglia mancata - per questa volta - Castello Nero. Il senso di tensione palpabile in cui avevamo lasciato immersi Davos e i guardiani della notte barricati con Spettro e il cadavere di Jon in The Red Woman è ancora lì, ma il provvidenziale arrivo dei Bruti con il devastante e spettacolare contributo del gigante Wun Wun fa sì che il confronto si risolva rapidamente e con perdite contenute. E che la storia possa andare avanti grazie alla preghiera e la fede di un uomo laico, Davos Seaworth. Davos conosce la minaccia che giunge dal Nord e ha capito chi è la chiave per l'alleanza tra la Guardia della notte e i Bruti: tanto ci deve bastare per giustificare il suo comportamento deciso, anche se il dialogo con Lady Melisandre non è la parte migliore della pur solida sceneggiatura di Dave Hill, ed è giustificato più dalle esigenze del plot che dallo sviluppo coerente della caratterizzazione del personaggio interpretato da Liam Cunningham, che dovrebbe almeno sospettare il ruolo di Melisandre nella fine atroce della piccola Shireen Baratheon.

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Il trono di spade: Melisandre accanto al corpo di Jon Snow in Home

Se la fiducia e l'energia di Davos restano piuttosto oscure, la fragilità e la disillusione di Melisandre sono pienamente comprensibili; ma, come abbiamo notato più volte per questo episodio, è importante aver fatto attenzione al viaggio che abbiamo fatto fino ad ora; perché se avete prestato attenzione, se siete in sintonia con lo show ricorderete l'altro sacerdote di R'hllor, Thoros di Myr, parlare alla Donna Rossa della propria disperazione e del proprio disincanto dei tempi precedenti il fatidico incontro con Lord Beric Dondarrion. Come Thoros, Mel deve toccare il fondo prima di poter accedere al dono del Dio della Luce, e questa è la ragione per cui l'inquietante disvelamento del finale di The Red Woman ci era sembrato subito il preludio necessario all'impresa di Home. Un'impresa messa in scena tuttavia con sorprendente rigore, tensione e semplicità: ci eravamo figurati chissà che grandioso rituale, chissà quale trionfo di ghiaccio e fuoco e sangue, e invece abbiamo una ciocca di capelli e una preghiera accorata. Uomini che lasciano una stanza, uno dopo l'altro, e Spettro che si sveglia. Il risultato è, se possibile, ancora più gratificante e potente.

Il trono di spade: Jon Snow ritorna in vita in Home

Peccato che questa rinascita, questo primo respiro affannoso proiettino Jon, dopo l'illusione del riposo eterno, verso scenari sempre più terrificanti: per cominciare, dovrà affrontare l'uomo che ha appena ucciso a sangue freddo suo padre e dato in pasto ai cani la matrigna e il fratellino appena nato per prendere il controllo del Nord. Ser Davos non lo sa ancora, ma se il Bastardo di Bolton avrà un avversario che alla sua bassezza e alla sua crudeltà saprà opporre onore, valore, coraggio e nobiltà, lo dobbiamo a lui oltre che a Melisandre. Jon Snow è vivo. Viva Jon Snow!

Il trono di spade, "Home": le miracolose vie di...
Alessia Starace
Redattore
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Un inverno lungo 5 anni: il successo de Il Trono di Spade in 5 punti
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