Il trono di spade 6: un incredibile ed esplosivo finale di stagione per uno show che continua a crescere

Con The Winds of Winter possiamo guardare a questa sesta stagione, alle sue conferme e alle sue sorprese, alle sue emozioni e ai suoi momenti con minore mordente, alle tante promesse mantenute e a qualche passaggio illogico, e dire che questo show continua a crescere e ci porterà dove nessuno è mai arrivato prima.

Il trono di spade 6: un incredibile ed esplosivo...
Il trono di spade

2011 - .... – Fantastico
4.4 4.4

Un banale errore strategico ha fatto sì che, pianificando le sudate vacanze in redazione coi colleghi, la vostra cronista si ritrovasse a veder coincidere le sue ferie con l'episodio conclusivo della sesta stagione de Il trono di spade; e se è capitato che, dopo aver seguito questo show per Movieplayer.it sin dal pilot, qualche articolo sia finito in mani altrui in talune pressanti occasioni (la maternità, per dire), stavolta la possibilità di rinunciare a questo commento non è mai stata presa in considerazione.

Il Trono di Spade: Tommen osserva quanto accaduto in The Winds of Winter

Il motivo, se avete visto The Winds of Winter, lo sapete anche voi. Non c'è, non c'è mai stato nulla come Il trono di spade in televisione; siamo fortunati ad assistere a questo fenomeno dispiegarsi e mutare forma, celebrare nuove conquiste e nuovi trionfi, a questa magia che è il frutto innanzitutto dell'inventiva di George R.R. Martin, della forza del mondo che ha creato, della passione e dell'impegno incessante dei due showrunner David Benioff e D.B. Weiss, ma anche della straordinaria abilità di un team di produzione e di una crew tecnica che non ha eguali al mondo - e pure se di fronte a tanta magnificenza sembra un'ingiustizia fare soltanto un nome, non si può, dopo un episodio come The Winds of Winter, non chiamare in scena il compositore Ramin Djawadi per un applauso personale.

La regina folle

Il Trono di Spade: Natalie Dormer in un'immagine di The Winds of Winter

Per questo può aspettare il relax, possono aspettare i mille riflessi del mattino sul Mar Ionio, possono aspettare qualche ora persino i bambini che non capiscono perché oggi la loro mamma debba lavorare se siamo in vacanza. The Winds of Winter è un altro momento culminante del percorso che stiamo condividendo con questo magnifico show e con i nostri lettori, simile solo a quello che abbiamo percorso trionfalmente tanti anni fa, quando questo sito muoveva i primi passi, con una certa trilogia tolkieniana; un appuntamento a cui è impossibile rinunciare.

E cominciamo dunque dove comincia The Winds of Winter, con una sequenza talmente bella da strappare applausi già dopo pochi minuti. Applausi per Djawadi, come accennavamo, autore di questa fulgida e struggente suite Light of the Seven che ci accompagna, con un malinconico tappeto di note di pianoforte, attraverso i rituali che preparano i personaggi per la resa dei conti del processo dei Sette, verso un trionfo di archi e organo e voci bianche e altofuoco e morte e follia. Applausi per Miguel Sapochnik, che, dopo essersi dimostrato maestro dell'action con Battle of the Bastards, affronta un episodio completamente diverso come struttura, scenari e messa in scena con risultati parimenti eccezionali. Applausi per il cast, Lena Headey su tutti, ma anche Natalie Dormer, che conclude con una nota di fierezza indomita un arco che avrebbe forse dovuto portarla più lontano viste le premesse, e pure per il giovane Dean-Charles Chapman, protagonista di una raggelante uscita di scena (possibile che Sapochnik abbia citato Ida di Pawel Pawlikowski?).

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Il Trono di Spade: Cersei si vendica nell'episodio The Winds of Winter
Il Trono di Spade: il processo in un'immagine di The Winds of Winter

L'ultima, definitiva vittoria di Cersei Lannister, con il rogo che consuma la regina Margaery, suo fratello Loras e suo padre Mace, Kevan Lannister e l'Alto Passero, e i supplizi architettati con sadismo degno del non particolarmente compianto Ramsay Bolton per Lancel, Pycelle e soprattutto la povera Septa Unella, è il momento in cui ottiene quello che ha sempre desiderato, il trono e il potere senza vincoli e condizioni, è anche la sua caduta nell'abiezione più nera e irrimediabile, anche perché quel potere l'ha ottenuto succedendo ai suoi figli, seppellendo i suoi figli, sacrificando i suoi figli: l'unica cosa che la rendeva umana. Davanti al cadavere di Tommen, Cersei è fredda, calma e composta: come aveva detto a Jaime nella premiere di stagione, aveva già accettato l'ineludibità della profezia di Maggy; e accettandola, ha fatto sì che si avverasse. E a questo punto tanto vale che bruci anche il corpo di Tommen, riunito a quelli di suo nonno Tywin, e dei fratelli Joffrey e Myrcella, spazzati via dal vento che porta l'inverno anche sulla Baia delle Acque Nere. Burn them all.

Finalmente Westeros

Il Trono di Spade: un'immagine del season finale The Winds of Winter

Vittima com'è di un'ambizione sconfinata e dell'incapacità di riconoscere i propri limiti, è giusto che sia Cersei l'ultima, cieca sovrana per la battaglia per l'Alba, immemore come è sempre stata dell'orrore che giunge dal Nord. Dopo la morte di Ramsay, le spetta di diritto il ruolo di villain principale per le prossime battute dello show: abbandonati i colori sfolgoranti del suo casato, Cersei indossa un costume/ armatura che la trasforma letteralmente in macchina di sterminio; una regina che sarà capace di consegnare l'intera Approdo del Re all'altofuoco piuttosto che cederla alla rivale che sta per affrontarla.

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Il Trono di Spade: Tyrion e Daenerys in The Winds of Winter

Una rivale formidabile, quella che finalmente prende il mare: è l'ultima trionfante immagine di questa sesta stagione, quella che ci accompagnerà durante i lunghi mesi di attesa ed è anche abbiamo atteso con più ansia durante le peripezie e e le scorribande di Daenerys Targaryen; per i lettori di Martin della prima ora, è un'immagine attesa da decenni. Come Cersei, Dany rinuncia a ciò che la rende più umana in nome del suo destino; una flotta enorme, veloce e letale, un esercito inarrestabile, tre draghi adulti, e Tyrion Lannister, la persona che Cersei odia di più al mondo dopo la morte di Septa Unella, come Primo cavaliere. La regina dei Sette Regni ha solo il suo cuore nero, ma può ancora colpire e colpire duro. Se non sarà, a fermarla in tempo, non la regina più bella e più giovane che l'ha odiata da lontano, ma chi le è vicino dal grembo materno e l'ha amata per tutta la vita.

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Il lupo bianco e le due Lyanna

Daenerys che solca il Mare Stretto e Cersei erede di Aerys il Re Folle, eppure di tutte le promesse della storia di Martin non sono queste le più emozionanti a concretizzarsi nello show prima che nei romanzi delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Perché si dà il caso che, grazie al potere di Bran Stark, ci sia la conferma della teoria per antonomasia, quella che non ci dà pace da quando cogliemmo i sapienti indizi di Martin nel primo libro A Game of Thrones, una verità nascosta che rende giustizia a Ned Stark e al suo "bastardo", e non so voi, ma noi qui non riusciamo ancora davvero a crederci. Finalmente possiamo gridarlo ai quattro venti: la conclusione della visione di Bran sulla Torre della Gioia, una scena magnifica e toccante nella sua semplicità, ci svela che Jon Snow non è figlio di Ned Stark ma di sua sorella Lyanna. Morendo di un'emorragia post partum, Lyanna Stark affidò il bambino a Ned, chiedendogli di proteggerlo dalla furia del suo fidanzato Robert Baratheon. Perché ricordate la fine orrenda a cui il nuovo re condannò i figli di Rhaegar e la sua sposa Elia Martell, vero? Lo show a questo punto non ci ha ancora detto il nome del padre di Jon, ma, se il fatto che la Torre della Gioia fosse protetta dai cavalieri della Guardia Reale non è abbastanza indicativo, non c'è dubbio che torneremo a rivisitare questo fondamentale passaggio di backstory mentre il destino del giovane eroe della Lunga Notte diventa sempre più chiaro.

Il Trono di Spade: Tyrion e Daenerys guidano la flotta nell'ultima scena di The Winds of Winter
Il Trono di Spade: Jon Snow diventa il Re del Nord in The Winds of Winter

La backstory, che ha sempre trovato poco spazio, purtroppo, nello show, è uno degli elementi più affascinanti dei romanzi anche perché ne costituisce il cuore tematico, con eventi del passato che hanno messo in moto un vasto corollario di rivalse e vendette e con i figli (e le figlie) che portano a termine le imprese dei genitori, ne patiscono le conseguenze, o cercano di porvi rimedio. Basti guardare a questo finale: tutto quello che vediamo è conseguenza di quanto avvenne allora, gli alleati di Dany contro i Lannister che vediamo nella scena di Dorne - la prima scena dorniana veramente riuscita di sempre, questo episodio non sbaglia un colpo - ad esempio, non sarebbero tali se non fosse per le colpe di Tywin e Cersei. Il nuovo Re del Nord non sarebbe nemmeno con noi se suo zio non avesse accettato il disonore pur di salvargli la vita mantenendo la promessa fatta a Lyanna.

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Il trono di spade 6: Lyanna Mormont in un istante di The Winds of Winter

Non è un caso quindi che ci siano due Lyanna a determinare la sorte di Jon in The Winds of Winter: sua madre (interpretata dalla bravissima Aisling Franciosi, un tuffo al cuore per i fan della splendida The Fall) e la minuscola e formidabile signora dell'Isola dell'Orso, che probabilmente deve il suo nome proprio alla fanciulla di Grande Inverno. Lyanna Mormont arringa gli altri vassalli del Nord, e Manderly, Glover e Cerwyn sono ammirati dall'incredibile forza e dignità di una bambina di dieci anni, dal nobile afflato della sua lealtà agli Stark, e indotti a seguire quello per loro è ancora solo il bastardo di Lord Eddard. E noi siamo ammirati dal carisma fuori dal mondo di questa Bella Ramsey, che ruba la scena a tutti ogni volta che appare; questo show ha già vinto la lotteria scovando giovani attrici della risma di Maisie Williams e Sophie Turner, ed ecco che arriva questa debuttante che sembra capace di mangiarsele a colazione.

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Il Trono di Spade: Ditocorto insieme a Sansa in The Winds of Winter

A proposito di Sophie, lo show non abbandona la nota di ambiguità che accompagna da un po' il personaggio di Sansa: sorride orgogliosa mentre i portavessilli di Grande Inverno acclamano il Lupo Bianco, ma poi scambia uno sguardo con Petyr Baelysh, l'uomo che ha il controllo delle forze della Valle, determinanti nella battaglia che ha visto la rovina dei Bolton.
Cosa ci riserverà questa morbosa e infausta alleanza tra l'erede della magnifica Catelyn Stark e il più infido, scaltro e intrigante dei partecipanti al gioco del trono? Questa è solo una delle tante risposte che possiamo attenderci per le ultime due stagioni de Il trono di spade - perché le avremo, le avremo tutte, e non è meraviglioso il fatto che una storia concepita in maniera così solida, con una preparazione così attenta e meticolosa del precipitare degli eventi, sia tanto imprevedibile?

L'inverno è arrivato, ora attendiamo la primavera

Il Trono di Spade: Jon Snow e Sansa in The Winds of Winter

Un volo di corvi bianchi, centinaia di candidi volatili che spiccano il volo dalla Torre altissima di Vecchia città, informa un continente intero dell'arrivo ormai definitivo dell'Inverno, il più lungo dopo millenni: giunge fino all'avamposto del Nord, dove due fratelli (cugini, si può dire ormai!) scambiano un sorriso ricordando un monito sentito migliaia di volte da Ned. Sentito migliaia di volte anche da noi, testimoni privilegiati della loro vicenda. L'inverno è qui, la grandezza è qui, e la stagione finisce sulla nota più alta e trionfale.

Il Trono di Spade: il ritorno di Arya nell'episodio The Winds of Winter

Con The Winds of Winter abbiamo visto il trono di spade al suo meglio. Lasciateci accennare ancora solo alla bellezza visiva di scene come la panoramica su Vecchia Città citata poc'anzi, che appartiene a una storyline "secondaria" rispetto a quelle prese in esame finora, anche se provateci voi a immaginare cosa scoprirà Sam il Distruttore nella magnifica biblioteca della Cittadella. Lasciateci accennare ancora all'impatto emotivo di un momento come l'esecuzione del signore delle Torri Gemelle, con il bonus di un riferimento a un'altra fan theory servito a noi e al late Walder Frey, e Arya che mette, come ci aspettavamo, quanto ha imparato a Braavos al servizio della sua vendetta, e contemporaneamente raccoglie, in un senso molto caro ai lettori di Martin, l'eredità materna in maniera diversa da sua sorella.
Con The Winds of Winter abbiamo visto lo show al suo meglio, con tutto il fan service della "torta di Frey", o le forzature come il teletrasporto di Varys, Arya e Jaime (i viaggi sono tediosi e non portano sviluppi narrativi, e qui ci sono rimasti 13-14 episodi per concludere).

Con The Winds of Winter possiamo guardare a questa sesta stagione, alle sue conferme e alle sue sorprese, alle sue emozioni e ai suoi momenti preparatori, alle tante promesse mantenute e a qualche passaggio illogico in cui coerenza e scrittura sono sacrificate all'ambizione visiva e alla grandeur della messa in scena degli ultimi episodi, e dire che questo show continua a crescere e ci porterà dove nessuno è mai arrivato prima. Quel che ci resta da fare lo sapete: sopravvivere fino alla primavera. Ci riporterà la magia.

Alessia Starace
Redattore
5.0 5.0
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