Anplagghed al cinema

2006, Comico

Recensione Anplagghed al cinema (2006)

Aldo, Giovanni e Giacomo per l'annuale corsa agli incassi natalizi optano per la cinematografizzazione del loro ultimo spettacolo teatrale. Grande successo a teatro ma poco divertimento al cinema.

Gabriele Niola

Il teatro al cinema

I navigatori stellari dell'astronave Enterprise sperduti sulla terra introducono e chiudono la riduzione cinematografica dello spettacolo teatrale di Aldo, Giovanni e Giacomo che mette in scena sketch e gags tratte dalla vita quotidiana milanese. Il tossico, il preciso, l'anziano, il disabile, i proletari e soprattutto i meridionali sono i protagonisti dello spettacolo (e del film) declinati nelle varie dimensioni socioeconomiche della capitale del nord.

Aldo, Giovanni e Giacomo, si sa, sono molto più apprezzati a Milano che nel resto d'Italia, non che non siano amati altrove, ma hanno un rapporto molto particolare con la città del Duomo. Un rapporto che è nato e si è sviluppato e rinsaldato negli anni di declino del trio. Se infatti nelle prime folgoranti stagioni il trio era osannato e amato un po' ovunque sempre più nel loro declino comico è stata la città di Milano la loro roccaforte. Tanto che proprio da lì hanno deciso di ripartire con il loro nuovo spettacolo teatrale ora diventato un film. Ed è Milano che mettono in scena, perchè da Milano vengono e Milano rappresentano.
Per un terzo meridionale, e costituito sul dissidio di questo terzo con la restante parte settentrionale, il gruppo comico rispecchia la città stessa e questo è ancora più evidente nelle gag ripetute di questo nuovo spettacolo teatrale dove vanno in scena sempre gruppi eterogenei dove Aldo è la costante meridionale (ormai integratissimo nel tessuto urbano) vessata dai due più "milanesi". Da questo punto di vista il segmento più interessante è senz'altro quello del terremoto in cui Aldo e Giacomo interpretano padre e figlia (!!) siciliani e Giovanni il marito milanese di Aldo, una famiglia di chiara estrazione popolare, frutto della combinazione e dell'emigrazione ma integrata e in pace in un equilibrio precario come quello di tutte le altre famiglie.

Purtroppo a parte l'interesse sociologico non c'è molto altro nel nuovo Anplagghed al cinema. Non c'è nemmeno il cinema stesso (che nei film precedenti del trio era una costante con le continue parodie e citazioni), appiattito dalla riduzione di uno spettacolo teatrale. Gli interludi disegnati tra che intervallano i segmenti dello spettacolo sono terribili e le dinamiche del trio ormai note e abbastanza trite. Non che non strappino una risata di tanto in tanto, ma non solo manca la comicità vera, forte e originale degli esordi, manca proprio anche un'idea di cinema comico.
Chissà se al teatro tutto questo regga meglio, il dubbio rimane, sul grande schermo di certo dopo un po' sopraggiunge la noia e la prevedibilità verso le facce strabuzzanti di Aldo, le intemperanze di Giovanni e le polemiche di Giacomo (ancora una volta nei panni di un anziano!!).
Unica nota fortemente positiva la partecipazione di Silvana Fallisi.

Recensione Anplagghed al cinema (2006)
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