The Black Dahlia

2006, Drammatico

Recensione The Black Dahlia (2006)

La sensazione principale che segue alla visione di 'The Black Dahlia' è quella di una successione di pezzi di bravura, un'unione di strepitosi talenti, che sembrano però amalgamarsi con difficoltà.

Il profumo della dalia

The Black Dahlia è un noir poderoso tratto dal romanzo culto di James Ellroy. Ambientato nel sottobosco della Hollywood anni '40, il film ruota attorno al ritrovamento del cadavere della Dalia Nera, aspirante attricetta e prostituta occasionale, orrendamente mutilato e abbandonato in un campo. A occuparsi del caso Bucky Bleichert e Lee Blanchard, Mr. Ghiaccio e Mr. Fuoco, agenti di polizia ed ex-pugili uniti da una forte amicizia e dall'amore per l'affascinante Kay Lake. Le cose si complicheranno quando Bucky, nel corso delle indagini, si imbatte nella misteriosa Madeleine, ambigua dark lady curiosamente somigliante alla Dalia, con la quale intesserà una torbida relazione.

Con The Black Dahlia, Brian De Palma punta molto in alto trasponendo uno dei romanzi più suggestivi e autobiografici di Ellroy e per andare sul sicuro sceglie la via della maestosità. La ricostruzione puntuale della Hollywoodland scintillante e grondante di promesse, opera di Dante Ferretti, e le atmosfere noir che dominano la maggior parte delle scene, rappresentano le componenti più suggestive di un film complesso da definire che non soddisfa fino in fondo e divide i giudizi. Ulteriore punto di forza del film lo strepitoso cast capitanato da Josh Hartnett, sguardo focalizzante del racconto, che ce la mette tutta per dar vita al suo Mr. Ghiaccio, poliziotto ingenuo, ma non innocente, diviso tra due donne e ossessionato dalla passione sessuale per la Dalia. Impeccabile la spalla Aaron Eckhart, febbrile Mr. Fuoco, tutto passione ed emotività, mentre le due dive Scarlett Johansson e Hilary Swank mettono in scena due figure femminili opposte e speculari che declinano in infinite varianti le sfaccettate personalità della Dalia, ossessione sessuale edipica di Ellroy del quale Bucky incarna l'alter ego trasformandosi in punto di vista privilegiato del racconto.

La sensazione principale che segue alla visione di The Black Dahlia è quella di una successione di pezzi di bravura, un'unione di strepitosi talenti, che sembrano però amalgamarsi con difficoltà, e questa sensazione riguarda sia le relazioni tra gli attori, sia la regia nel suo complesso. Il film esordisce con un incipit notevole, l'incontro tra Ghiaccio e Fuoco negli scontri tra marinai e messicani di Los Angeles, a cui segue il match di pugilato che sancisce definitivamente l'amicizia tra i due colleghi dando inizio al menage a trois con Kay Lake. Dall'incontro con Madeleine in poi la narrazione perde di fluidità comprimendo in poche battute una nutrita serie di eventi che conduce a una semplificazione sbrigativa delle ambigue relazioni instauratesi tra i vari personaggi. L'eccesso di concentrazione penalizza l'equilibrio tra le singole scene alternando saggi di bravura registica (i tocchi depalmiani) a momenti in cui la tensione cala fisiologicamente (la stessa voce narrante che colma i vuoti rappresenta più una soluzione di comodo che una ponderata scelta registica).

De Palma non tradisce se stesso, dando ampio spazio a omaggi al cinema del passato (L'uomo che ride, già presente nel romanzo, era un'occasione troppo ghiotta), citazioni (il solito immancabile Alfred Hitchcock) e autocitazioni che culminano nella strepitosa scena della morte di uno dei protagonisti, picco di virtuosismo stilistico che rievoca il capolavoro Gli intoccabili, di cui purtroppo The Black Dahlia non ha la coesione narrativa e la solida consistenza. Ecco che allora, più del folgorante omicidio, a rappresentare la cifra stilistica del film concorrono le scene dei provini della Dalia, quel rapporto conflittuale tra il regista (a cui presta la voce De Palma stesso) e la strepitosa Mia Kirshner, vera rivelazione del film, fragile e bugiarda, struggente e sensuale, capace di sedurre lo spettatore attraendolo con promesse che rimarranno, almeno in parte, disattese.

Recensione The Black Dahlia (2006)
Valentina D'Amico
Redattore
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