Una notte al museo 2: la fuga

2009, Commedia

Recensione Una notte al museo 2: la fuga (2009)

Una notte al museo 2: La Fuga è un mirabile frullato di personaggi, epoche, culture, citazioni, effetti speciali strabilianti, brillanti invenzioni di sceneggiatura e battute che sfiorano volutamente il demenziale, un'avventura al di sopra dell'immaginazione e della realtà capace di strappare qualche risata, ma a denti stretti.

Il museo riprende vita

E' tempo di rinnovamenti al Museo di Storia Naturale di New York, tempo di chiudere in soffitta i vecchi amici di cera e plastica e di portarsi al passo con i tempi. Dopo essersi lasciato alle spalle il poco remunerativo lavoro di guardiano notturno del museo, Larry Daley è diventato ricco grazie all'invenzione e alla vendita di prodotti infocommerciali come la torcia fosforescente e la sega elettrica superturbo. Qualche anno è passato da quella fantastica avventura notturna vissuta insieme ai suoi (ex) amici inanimati ed ora la nuova direzione ha deciso di sfrattare i 'vecchi' abitanti del museo e di puntare sulle nuove tecnologie, quelle che per la prima volta porteranno al Museo di Storia Naturale nuovi personaggi, tutti interattivi e in tre dimensioni. Quando Larry si accorge dell'imminente trasferimento si affretta a chiedere spiegazioni al nuovo direttore. Il messaggio è chiaro: il suo amico cowboy Jedediah, il gladiatore_ Ottavio_, le scimmiette cappuccine, l'indiana Sacajawea, Attila l'Unno e gli uomini di Neanderthal, insieme agli abitanti delle altre mostre del museo, stanno per andare in pensione anticipata. Destinazione forzata il gigantesco museo Smithsonian di Washington DC. E' proprio dai magazzini di deposito del più grande museo del mondo che Jedediah riesce a mettersi in contatto con Larry e a chiedergli aiuto. Sembra infatti che il trasferimento notturno della carovana e della tavoletta egizia capace di risvegliare tutto abbia ravvivato numerosi 'reperti' tra cui il minaccioso, presuntuoso e invidioso faraone Kahmunrah che non ha preso per niente bene il trono del fratello minore Akmenrah e i 3000 anni di sonno cui è stato costretto. Ora che è di nuovo sveglio è deciso a realizzare a qualunque costo il suo antico sogno: aprire i cancelli dell'aldilà e scatenare l'esercito dell'oltretomba. Insieme ad un trio ben assortito formato da_ Ivan Il Terribile_, Al Capone e Napoleone Bonaparte il sovrano riporterà in vita i guerrieri dell'oltretomba e proverà ad assumere il controllo del museo e dell'intero pianeta Terra. Toccherà di nuovo a Larry, insieme a vecchi e nuovi amici, riportare l'ordine allo Smithsonian Institution e placare le ire delle quattro primedonne prima che sopraggiunga l'alba...

Ben Stiller viene aiutato da un'enorme statua di Abramo Lincoln in una scena del film Una notte al museo 2: la fuga
Per un museo più grande ci vuole un spettacolo più grande, per tenerci sulla falsa riga di un memorabile spot pubblicitario. E come spesso accade il sequel di un film di grande successo (quasi 600 milioni di incasso) è sempre inevitabilmente più imbottito, enfatizzato e concitato del precedente per supplire alla sua congenita mancanza di originalità. Per la gioia di grandi e piccini il museo più 'animato' del mondo sta per farci vivere un'altra incredibile e indimenticabile notte insieme al suo affezionatissimo ex guardiano notturno che sembrava aver trovato finalmente la sua strada verso il successo ma che grazie ai suoi vecchi e nuovissimi amici riscopre il divertimento e il gusto dell'avventura.

Dal Museo di Storia Naturale di New York si passa all'enorme Smithsonian Institution, il complesso museale più grande del mondo, già da solo in grado di amplificare la scala delle vicende dei nostri eroi. Fondato nel 1846 grazie al generoso lascito di 500.000 dollari da parte dello scienziato britannico James Smithsonian il quale, pur non essendo mai stato negli Usa, volle regalare alla nazione un luogo speciale dedicato alla ricerca e alla diffusione della conoscenza. Con i suoi venticinque milioni di visitatori all'anno è senza dubbio una delle attrazioni più importanti d'America ed offre davvero una visione su tutto, dai fossili preistorici ai dipinti e statue degli autori più celebri passando per aerei e moto d'epoca, modellini in scala dello Shuttle e espressioni d'arte contemporanea tra le più bizzarre. Tutte cose che in questo secondo magico episodio prenderanno vita insieme a tantissimi personaggi nuovi di zecca.

Steve Coogan e Owen Wilson in una scena del film Una notte al museo 2: la fuga.
Grandi condottieri, capi di stato e mafiosi illustri affiancheranno dunque l'inquieto faraone dalla 's' sputacchiona ma non saranno gli unici ad unirsi al 'vecchio' cowboy in miniatura e ai gladiatori romani(sti) protagonisti della prima notte di vita del museo. Tra i corridoi dello Smithsonian incontreremo infatti anche tanti piccoli Einstein dalla testa traballante, pronti a svelarci gli arcani più complicati, un gigantesco Abramo Lincoln in marmo pronto ad usare la sua pesantissima mano per difendere le sorti del 'suo' museo, un'avventurosa e affascinante Amelia Erhart, pioniera dell'aviazione e prima donna pilota a trasvolare l'Atlantico e anche qualche 'umano' divertente, come il sorvegliante di origini napoletane Brandon (per gli amici Brendòn con l'accento sulla 'o'). Grazie alla tavoletta dorata che già nel primo episodio aveva fatto sfaceli rivedremo zebre, mammuth e calamari giganti mischiarsi con renne, canguri e scheletri di dinosauri giocherelloni, quadri che si animano e che fanno viaggiare nel tempo cose e persone.

Il risultato è un mega-giocattolone colorato e costosissimo dedicato ai più piccoli, diretto in maniera dignitosa da Shawn Levy (già regista del primo film e de La Pantera Rosa) e interpretato da un sempre bravo Ben Stiller, che in qualche punto pare ricalcare le commedie americane in stile Scary Movie, incentrato su una comicità non troppo raffinata fatta di dialetti spinti, su omaggi cinefili piuttosto spiccioli (ad un certo punto il famoso cubo di Rubik che diventa di Kubrick) e su dialoghi che scivolano qualche volta nell'eccesso. Si ironizza su tutti ma si indugia maggiormente su Napoleone, che secondo gli autori del film avrebbe non solo lo stesso complesso di 'bassezza' di un nostro famosissimo politico, suo diretto discendente, ma anche gli stessi... vizietti.

Il cowboy in miniatura interpretato da Owen Wilson in una scena del film Una notte al museo 2: la fuga.
Una notte al museo 2: La Fuga è un mirabile frullato di personaggi, epoche, culture, citazioni, effetti speciali strabilianti, brillanti invenzioni di sceneggiatura e battute che sfiorano volutamente il demenziale, un'avventura al di sopra dell'immaginazione e della realtà capace di strappare qualche risata, ma a denti stretti. C'è da dire che a livello di narrazione non siamo neanche lontanamente vicini ad Una Notte al Museo ma che il bellissimo il finale e la fiera degli effetti speciali, spinti al massimo, riescono a salvare in parte le sorti di questa seconda fuga notturna dalla realtà.
Un pizzico di invidia per chi potrà gustarsi lo spettacolo nelle sale dotate di tecnologia IMAX.

Recensione Una notte al museo 2: la fuga (2009)
Luciana Morelli
Redattore
3.0 3.0
Privacy Policy