Melissa P.

2005, Drammatico

Il mondo degli adolescenti secondo Melissa P.

Alla conferenza stampa romana il regista, il cast femminile e la produttrice ci raccontano com'è nato il film e quanto gli adolescenti di oggi potranno ritrovarsi in un film che è stato vietato ai minori di 14 anni.

Massimo Borriello

Arriva in oltre trecento sale il film liberamente tratto dal best seller Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, il libro scandalo di Melissa Panarello che ha venduto nel mondo oltre due milioni e mezzo di copie e che ora sbarca al cinema grazie a Francesca Neri, qui in veste di produttrice del film insieme al marito Claudio Amendola e allo spagnolo José Ibañez. Distribuito dalla Sony e diretto da Luca Guadagnino, Melissa P. è destinato a far discutere per la forte carica erotica di una storia che ha come sua protagonista una ragazzina di quindici anni, interpretata con bravura dalla giovanissima attrice spagnola Maria Valverde. Al suo fianco Fabrizia Sacchi, nel ruolo della madre, e Geraldine Chaplin, in quello della nonna. Alla conferenza stampa romana il regista, il cast femminile e la produttrice ci raccontano com'è nato Melissa P. e quanto gli adolescenti di oggi potranno ritrovarsi in un film che è stato vietato ai minori di 14 anni.

Guadagnino, perché ha scelto di girare questo film? Luca Guadagnino: Tutto è nato da un incontro con Francesca che aveva comprato i diritti del libro, prima che questo diventasse un vero e proprio caso letterario. Lei aveva visto altri registi prima di me e ad ognuno aveva chiesto il proprio punto di vista rispetto alla possibilità di fare un film da un libro del genere. Io e Francesca ci siamo trovati subito in sintonia perché avevamo avuto sensazioni simili rispetto al libro. Quello di Melissa P. è un racconto che mi ha interessato perché parla dell'adolescenza e del suo valore universale come momento di formazione, nel quale tutti gli eventi sono vissuti in maniera esagerata, e poi per me era una grande sfida mettere un film interamente nelle mani di un personaggio femminile, perché non succede molto spesso nel cinema italiano. Così, ho scritto un mio soggetto che poi ho sviluppato insieme a Barbara Alberti e Cristiana Farina ed è nato il film.

Cosa pensa dell'adolescenza descritta nel film? Luca Guadagnino: Penso che gli adolescenti siano la nostra colonna portante, la loro coscienza sarà la base per la costruzione del futuro. Per me Melissa è una creatura che attraversa un bosco incantato, pieno di pericoli, ma anche di delizie, nel quale sperimenta l'erotismo e la sua potenza distruttiva, ma grazie all'intelligenza del cuore riuscirà ad uscirne e a risolvere la sua femminilità.

Nel film c'è molto sesso, ma nessun riferimento ai metodi contraccettivi. Perché? Luca Guadagnino: In fase di scrittura ci siamo posti il problema, ma poi abbiamo deciso di non affrontarlo. Quello di Melissa è un percorso senza rete, durante il quale gli eventi la travolgono, e l'universo con il quale lei si confrontava scavalcava il problema e inserire il tema della contraccezione non sarebbe risultato coerente con la costruzione del personaggio. Oggi l'Aids è visto dai ragazzi come una malattia della generazione precedente e l'atteggiamento dei ragazzi è più incosciente e superomistico.

Francesca Neri, questo è il suo primo film da produttrice. Quali sono le sue sensazioni e le sue aspettative? Francesca Neri: Mi sento più emozionata adesso rispetto a quando ho fatto il mio primo film da attrice. Era già da un po' di tempo che avevo aperto la società e che volevo fare questo mestiere, stavo solo aspettando la storia giusta da portare sullo schermo. Quando ho letto il libro di Melissa P. ho capito che dovevo trasferire in un film quei sentimenti che avevo provato leggendo il libro. Spero che questo film sarà visto da molti adolescenti perché parla di loro e del loro mondo.

Cosa crede che penserà del film chi ha letto il libro?

Francesca Neri: Il libro, secondo me, è molto diverso rispetto al film, perché non aveva una storia, ma era semplicemente un diario con una serie di pensieri senza un collegamento. Nel film ci sono personaggi inventati, come quello della nonna che è molto importante dal punto di vista emotivo, e tutti i personaggi sono più definiti rispetti a quelli del libro. Ci sarà chi sarà deluso rispetto al libro e chi invece troverà qualcosa in più, è normale.

Maria Valverde, riconosce il mondo adolescenziale che il film descrive? Maria Valverde: Credo che tutti sono stati giovani, hanno scoperto il sesso in un certo modo e poi hanno vissuto i complessi da adulti. Io mi considero ancora un'adolescente e penso di aver capito bene Melissa perché fino a tre anni fa avevo anch'io quindici anni e quindi so cosa si prova quando ci si guarda allo specchio e si prova vergogna. Melissa crede che Daniele, il ragazzo di cui si innamora, sia il principe azzurro, quello che è nei sogni di tutte le ragazzine, ma in realtà lui la fa piangere e lei scopre di non essere la principessa che credeva di essere e allora crede di meritarsi quello che le capita.

Pensa che i ragazzi di oggi siano così come vengono descritti nel film?

Maria Valverde: Penso che i giovani possano essere così o no. Credo che la colpa delle loro azioni sia dei genitori perché sono loro ad educare i figli, non tanto la scuola e la strada. Questo film è più per i genitori che per gli adolescenti, perché questi non vanno dentro i sentimenti, si fermano ai corpi e ai colori. Penso che i genitori debbano stare molto attenti perché l'educazione è alla base di tutto.

Questo è anche un film sulla solitudine, non solo quella di Melissa, ma anche quelle di sua madre e di sua nonna. Maria Valverde: Credo che questo film parli di tre tipi diversi di solitudine. Ognuna delle tre donne cerca di combattere in modo differente questa condizione: la madre si dedica completamente nel lavoro, la nonna viene trasferita in un ospizio dove cerca di trovare la sua pace e Melissa si butta nel sesso. Ecco, per me il film è più incentrato sulla solitudine di queste donne che sul sesso, parla della difficoltà di trovare il proprio posto nel mondo e qualcuno che ci voglia bene davvero.

Fabrizia Sacchi: E' stato molto, molto difficile interpretare un personaggio del genere perché ritenevo inconcepibile che potesse esistere un tipo di donna così, lontana anni luce dai problemi di sua figlia, attenta solo a non avere alcun conflitto con lei. Parlando con Barbara Alberti ho capito che in realtà non è così difficile trovare donne del genere ed è giusto per un'attrice interpretare anche ruoli scomodi come questo. Quello di Daria, la madre di Melissa, è un personaggio molto solo, che piano piano, attraverso la figlia, scopre qualcosa.

Geraldine Chaplin: Ricordo la mia come un'adolescenza orribile. Odiavo i miei genitori e odiavo me stessa. La cosa peggiore è stata vedere mia figlia vivere quella stessa solitudine e quando l'ho capito ho cercato di creare un ponte d'amore che potesse colmare questa situazione. Questo film parla proprio di solitudine e dei ponti d'amore che uno cerca di costruire per legarti agli altri, ma anche della difficoltà di attraversarli.

Signora Chaplin, è sempre un piacere vederla recitare. Quali sono i suoi progetti futuri? Geraldine Chaplin: Ho un film in uscita ad aprile con Jane Birkin, Gli avventurieri dei mari del Sud e ho appena cominciato a girare un film in Spagna su Santa Teresa d'Avila con Paz Vega, in cui interpreterò la suora cattiva. Prossimamente poi usciranno Heidi di Paul Marcus e Marple: Sleeping Murder, tratto da un libro di Agatha Christie.

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