Il codice del crimine, la recensione: una serie thriller dall'anima rock

La recensione de Il codice del crimine: un racconto tutto d'un pezzo per una serie brasiliana che parte da una storia vera, mischiando l'azione alla geografia specifica di un confine infuocato. In streaming su Netflix.

Il codice del crimine, la recensione: una serie thriller dall'anima rock

Vero, di serie come Il codice del crimine ne è pieno lo streaming. Azione, adrenalina, fucili ad alto calibro, rapine, poliziotti e fuorilegge. Un universo ben conosciuto, l'action thriller che si alterna all'indagine ragionata. Eppure, c'è qualcosa che la rende interessante, gustosa nella sua prolissa trama, nel suo aggancio ai fatti reali e, non da poco, alla sua indomita anima rock, come enfatizzano gli Aerosmith che, con il brano Dream On, chiudono il primo episodio. Così, andando avanti nella visione, ci fermiamo a ragionare (come fatto per Feedback, qui trovate la recensione) su quanto oggi i prodotti seriali stiano cambiando i paradigmi, e quanto alcune produzioni di riferimento stiano attraversando un periodo incerto.

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Il codice del crimine: una scena della serie Netflix

Per sopperire, le piattaforme streaming - Netflix, in questo caso - allargano la distribuzione portando in risalto prodotti extra europei ed extra statunitensi; prodotti ancora liberi di sperimentare, pur restando fedeli ad un certo immaginario, convincendo un pubblico potenzialmente vasto. Altro giro, altra corsa ed eccoci in Brasile (e anche un po' in Paraguay) con la serie Il codice del crimine, otto puntate create da Heitor Dhalia che mischiano uno script di finzione con la realtà di una rapina (a dir poco spettacolare) avvenuta nel 2017. Un punto di vista basato sulla cronaca, ma poi sviluppando in modo che respirasse autonomamente le svolte di una trama ben organizzata (e ben diretta), nonostante la notevole quantità d'intrecci (diversi sfuggono), senza dover perseguire la storia vera che fa da innesco: nulla di assoluto, ma quanto basta per coinvolgere.

Il codice del crimine, la trama: una rapina e una storia vera tra il Brasile e il Paraguay

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Il codice del crimine: una scena della serie Netflix

Per spiegare Il codice del crimine, bisogna partire dall'elemento più importante: la geografia. Sì perché la serie è ambientata a cavallo tra il Brasile e il Paraguay. Un'unica città, due stati e dunque due località, Ciudad del Este in Paraguay e Foz do Iguaçu in Brasile, separate dal fiume Paranà. A metterle in comunicazione, la criminalità organizzata che alterna gli affari scambiandosi da uno Stato all'altro. Vere e proprie azioni di guerriglia seminano il caos da entrambi i lati, come nel caso della rapina milionaria a danni un'agenzia privata di sicurezza paraguayana. Una rapina, questa, avvenuta davvero: nell'aprile del 2017, un commando in stile militare mise a segno un colpo da 40 milioni di dollari, uccidendo uno degli agenti accorsi sul posto.

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I protagonisti, Rômulo Braga e Maeve Jinkings

Da lì, si accese una risposta al fuoco che infiammò il confine, coinvolgendo le più spietate organizzazioni criminali. Da questo evento, ecco che viene sviluppato Il codice del crimine: verrà narrato il piano dietro il colpo, ma le puntate si concentrano poi sulle indagini portate avanti da Suellen (Maeve Jinkings), appena diventata mamma, insieme a Benício (Rômulo Braga), intento ad ottenere giustizia, in quanto durante la rapina è morto il suo partner. Mettendo insieme i pezzi, tra la politica e le forze dell'ordine dei rispettivi territori, la soluzione al caso può arrivare grazie alle prove del DNA. Sono infatti le prove organiche e forensi a dimostrare una connessione tra gli indagati, gli omicidi e la scia di sangue che collega i territori.

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Azione, una buona struttura, e qualche pezzo che salta

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Il codice del crimine, una serie thriller dall'anima rock

Seguendo diversi strati narrativi, per riempire gli otto episodi dalla durata importante (circa un'ora), la sceneggiatura punta sia sull'azione quanto sugli aspetti intimi dei personaggi. Chiaro il voler stabilire una connessione tra il pubblico e la storia in sé, ma se le personalità non brillano per originalità, la cosa migliore de Il codice del crimine resta lo stile registico dello stesso autore Heitor Dhalia, che non rinuncia alle sequenze più ariose e adrenaliniche, tra inseguimenti (in stile videogioco) e sparatorie. Il codice del crimine punta molto su questi aspetti, forse per dare respiro ad un plot decisamente complesso. Una complessità in qualche modo ripagata, anche dal punto di vista estetico: il paesaggio, per esempio, gioca un ruolo fondamentale, in quanto contraddistingue la serie dagli altri procedural thriller (potremmo definirla una sorta di CSI più impegnata) che si accalcano nei cataloghi streaming.

Una differenza data dalla location (avallata dai colori scelti per la fotografia) che sfrutta il confine Brasile - Paraguay come una sorta di palcoscenico dalla scenografia certamente inesplorata (scenografia supportata dall'importante produzione alle spalle dello show, ossia la Paranoïd), che ci spinge a proseguire una visione non facile ma comunque coerente con il bisogno, via via sempre più pressante nel pubblico, di dedicare del tempo a film o serie che abbiano, nel loro dichiarato spirito d'intrattenimento, una certa qualità di fondo. E allora, dietro la sua cruda linea crime, il ritmo rock e le peculiari caratterizzazioni dei personaggi (ottimo cast, e Maeve Jinkings è una sorpresa), Il codice del crimine riesce nell'intento. Poco importata se, alla fine, vi siete persi alcuni passaggi della trama: alcune cose potrebbe incastrarsi, tuttavia il racconto non cede, restando tutto d'un pezzo.

Conclusioni

Un po' fiction un po' storia vera, Il codice del crimine, serie brasiliana, riesce ad intrattenere senza rinunciare alla qualità. Come scritto nella recensione, lo show in otto episodi parte da un fatto di cronaca per sviluppare poi la trama intorno alle dinamiche dei protagonisti, tra trame e sottotrame non sempre coinvolgenti. Punto di forza la location, tra il Brasile e Paraguay. Una location che, visto il tono, diventa il personaggio principale .

Movieplayer.it
3.0/5
Voto medio
4.7/5

Perché ci piace

  • La location.
  • La storia, tra verità e fiction.
  • Una buona regia.

Cosa non va

  • Molte sottotrame, alcuni dettagli sfuggono.
  • Puntate troppo lunghe?