Il cinema del 2012: la Top 20 della redazione di Movieplayer.it

Ricordiamo con affetto l'annata cinematografica che ci siamo lasciati alle spalle proponendovi come tradizione la lista dei titoli più amati dai nostri redattori tra le uscite italiane del 2012. Su tutti, quest'anno, s'impone Hugo Cabret di Martin Scorsese.

Come ogni anno, pur essendo proiettati verso l'annata di cinema che ci aspetta, troviamo il tempo di guardarci indietro e di salutare generosamente quella appena trascorsa: accanto alle votazioni per i Movieplayer.it Awards, i premi assegnati dai nostri lettori, selezioniamo anche i film preferiti dalla redazione, frutto del confronto, delle esplorazioni e delle passioni di tutte le nostre firme.
Del fatto che il 2012 sia stato un eccellente anno di cinema vi sarete accorti da soli: le nostre scelte, è bene sottolinearlo, sono relative alle release date italiane, e non a quelle originali. A questo proposito, leviamoci subito un "sassolino dalla scarpa" dicendo che c'è un film, effettivamente arrivato in sala lo scorso anno ma presentato al Festival di Cannes nel 2008, che abbiamo deciso di escludere da questa selezione perché effettivamente troppo datato: ma sappiate che, pur non essendo presente nel novero dei nostri film dell'anno, Hunger di Steve McQueen è stato amato e applaudito serza riserve anche qui da noi.

Michael Fassbender in un'immagine di Shame, di Steve McQueen
Tuttavia, è giusto parlare prima di tutto del nostro campione, il film che praticamente tutti hanno hanno inserito nelle primissime posizioni delle proprie classifiche: un regista molto amato, una storia solida (tratta dall'incantevole graphic novel di Brian Selznick, The Invention of Hugo Cabret), tecnologie innovative, scenari mozzafiato, e un toccante, malinconico eppure gioioso omaggio a uno dei pionieri della Settima Arte, Georges Meliès: Hugo Cabret aveva tutti i numeri per conquistarci, e così è stato. Rispetto ai due film che si sono dati battaglia per la vetta della nostra Top 20 lo scorso anno, Drive e Una separazione, il film di Martin Scorsese ha un voto medio dello staff addirittura più alto, e il suo primato per quest'anno non è mai stato in discussione.
Tutto questo senza nulla togliere al brillante secondo classificato, un film dal mood profondamente diverso da quello di Hugo: Shame di Steve McQueen, incredibile opera seconda che fa seguito proprio a quello Hunger di cui abbiamo parlato poco sopra. Dalle vicende di un personaggio storico - l'attivista irlandese Bobby Sands - McQueen passa a una creazione fittizia di cui però riveste lo stesso attore, il bravissimo Michael Fassbender, con esiti altrettanto dolorosi e indimenticabili.

La recensione di Hugo Cabret La recensione di Shame

Amour: Emmanuelle Riva e Jean-Louis Trintignant (di spalle) in una scena del film
Un film pieno di dolore è anche quello che occupa il terzo gradino del nostro podio, un titolo che, entrato com'è anche tra i protagonisti della Awards Season americana, non ha più bisogno di presentazioni. Perché Michael Haneke ha narrato in Amour, con il contributo considerevole degli immensi interpreti Emmanuelle Riva e Jean-Louis Trintignant, una tragedia che tocca ognuno di noi singolarmente, e lo ha fatto con asciuttezza, coraggio, poesia.
Sembra l'altra faccia della medaglia rispetto ad Amour, con i suoi giovanissimi protagonisti, i suoi scenari aperti, le sue musiche gioiose Moonrise Kingdom di Wes Anderson, che abbiamo piazzato al quarto posto, eppure è una storia d'amore quasi altrettanto potente e malinconica.

La recensione di Amour L'intervista a Emmanuelle Riva L'intervista a Jean-Louis Trintignant La recensione di Moonrise Kingdom

Argo: Ben Affleck, John Goodman ed Alan Arkin in una scena del film
La nostra classifica prosegue con Argo di Ben Affleck, che con il capolista Hugo Cabret condivide un'affettuosa propensione metacinematografica: lo script di Chris Terrio si muove agilmente tra una Hollywood d'epoca teatro di una falsa produzione cinematografica, e la situazione rovente nella crisi degli ostaggi americani a Tehran dopo il ritorno al potere dell'Ayatollah Khomeini, e la regia dell'enfant prodige Affleck imprime al tutto grande ritmo e incisività, per un film che incuriosisce e appassiona. Dal Medio Oriente passiamo ad Hong Kong con un'altra storia intima e toccante, quella narrata da Ann Hui in A Simple Life: basato su una storia vera, il racconto di Ann Hui si avvale della straordinaria interpretazione di Deannie Yip e di un realismo e di una profonda umanità che lo avvicinano al capolavoro di Haneke.

La recensione di Argo L'intervista a Ben Affleck La recensione di A Simple Life

Chris Hemsworth, Kristen Connolly e Fran Kranz esplorano il cottage di The Cabin in the Woods
Cambiamo completamente registro, e torniamo negli States, con il film horror più riuscito e originale del 2012 e non solo: perché con Quella casa nel bosco Drew Goddard e il suo illustre socio Joss Whedon si fanno autori di una irresistibile, arguta e sanguinosa autopsia di un genere sempre popolarissimo ma ormai da tempo arenato nell'ossessivo cliché. La nostra esplorazione del cinema di genere, ma in chiave autoriale, prosegue all'ottavo e al nono posto con Millennium - Uomini che odiano le donne e Il cavaliere oscuro - Il ritorno, rispettivamente opener di una possibile trilogia (ma non è affatto certo, visto che nonostante il suo valore il film di David Fincher viene considerato una sorta "doppione" della trasposizione svedese della serie tratta dai libri di Stieg Larsson) e chiusura di una comic-saga epocale come quella dedicata a Batman da Christopher Nolan.

La recensione di Quella casa nel bosco L'approfondimento di Luca Liguori su Quella casa nel bosco La recensione di Millennium - Uomini che odiano le donne La recensione de Il cavaliere oscuro - Il ritorno

Reality: Aniello Arena nel 'confessionale' in una scena del film
Riemerge la vena intimo-realistica di questa Top 20 con l'interessante La guerra è dichiarata, pellicola autobiografica in cui Valérie Donzelli racconta la battaglia intentata, con il suo compagno e il figlioletto, alla malattia di quest'ultimo, mentre torniamo al genre cinema con l'atipico e atmosferico spy movie di Tomas Alfredson La talpa, tratto dai uno dei romanzi più amati di John Le Carré.
Ed è a questo punto che fa la sua entrata in scena, al dodicesimo posto, il cinema italiano con un film caustico, tematicamente denso e cinematograficamente brillante come Reality di Matteo Garrone, che ha l'onore di precedere l'altro peso massimo stereoscopico di questa classifica accanto a Hugo Cabret, l'affascinante Vita di Pi di Ang Lee.

La recensione de La guerra è dichiarata La recensione de La talpa La recensione di Reality L'intervista a Matteo Garrone La recensione di Vita di Pi L'intervista ad Ang Lee

Rust and Bone: Matthias Schoenaerts e Marion Cotillard in una scena
E' al quattordicesimo posto l'ultimo blockbuster della nostra classifica, lo spettacolare e divertentissimo campione d'incassi The Avengers, diretto dal già citato Joss Whedon - un cineasta per anni sottovalutato (recuperate ad esempio il suo Serenity) che finalmente ha ottenuto il successo che merita - e con gli interessi.
Con le ultime sei posizioni la nostra selezione riprende l'inclinazione sobria che caratterizza le nostre preferenze di quest'anno, che vedono decisamente prevalere i drammi sul resto: dalla quindicesima posizione troviamo l'emozionante Un sapore di ruggine e ossa di Jacques Audiard, il complesso biopic eastwoodiano J. Edgar, il doloroso thriller emotivo La fuga di Martha del newcomer T. Sean Durkin, l'angosciante e claustrofobico Take Shelter di Jeff Nichols, e infine, a chiudere la lista, altri due film italiani, entrambi ispirati da fatti di cronaca: l'ambizioso e raffinato Bella addormentata di Marco Bellocchio e l'esplosivo e sconvolgente Diaz di Daniele Vicari.

La recensione di The Avengers La recensione di Un sapore di ruggine e ossa La recensione di J. Edgar La recensione de La fuga di Martha La recensione di Take Shelter La recensione di Bella addormentata La recensione di Diaz

Anche stavolta, dunque, vi presentiamo una Top 20 che riteniamo abbastanza significativa nonostante gli inevitabili sacrifici che ci sono toccati in sorte, ognuno di noi costretto a vedere uscire dalla lista titoli molto cari; tra l'altro, i film menzionati dai redattori sono 65 contro i 52 dello scorso anno, a testimonianza non solo della grande quantità di pellicole che abbiamo amato ma anche della difficoltà a metterci d'accordo sugli stessi film. Aspettiamo in ogni caso i vostri commenti e le vostre segnalazioni dei gioielli che abbiamo inevitabilmente lasciato fuori, e, se volete farcene partecipi, il vostro personale 2012 cinematografico.
Per chiudere, torniamo a elencarveli; questi sono i venti film con cui la redazione di Movieplayer.it ricorderà il 2012:

  1. Hugo Cabret
  2. Shame
  3. Amour
  4. Moonrise Kingdom
  5. Argo
  6. A Simple Life
  7. Quella casa nel bosco
  8. Millennium - Uomini che odiano le donne
  9. Il cavaliere oscuro - il ritorno
  10. La guerra è dichiarata
  11. La talpa
  12. Reality
  13. Vita di Pi
  14. The Avengers
  15. Un sapore di ruggine e ossa
  16. J. Edgar
  17. La fuga di Martha
  18. Take Shelter
  19. Bella addormentata
  20. Diaz
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