Il bosco: la miniserie thriller in anteprima al RFF

Giulia Michelini è Nina Ferrari, una giovane professoressa che fa ritorno nel suo paese natale per affrontare i fantasmi del proprio passato, ma si ritrova coinvolta in un torbido mistero nella nuova fiction targata Mediaset, presentata in anteprima al Roma Fiction Fest.

Una ragazza bionda, seminuda e con un'espressione terrorizzata, fugge all'interno di un bosco, inseguita da una figura ammantata di nero e con un largo cappuccio a nascondere il volto. All'improvviso, la ragazza si tuffa nella strada che attraversa la foresta e piomba di fronte all'auto guidata da Nina Ferrari, una giovane donna in procinto di tornare nel suo paese natale, dove ha appena ottenuto una cattedra di psicologia presso la Facoltà di Medicina dell'Università locale.

È la drammatica sequenza di apertura de Il bosco, la nuova miniserie in quattro episodi prodotta da Taodue e in onda prossimamente su Mediaset, basata su una sceneggiatura di Mizio Curcio, Leonardo D'Agostini e Andrea Nobile e diretta da Eros Puglielli, un regista che nel 2004 si era cimentato con il cinema di genere con l'interessante (benché non del tutto riuscito) Occhi di cristallo, per poi passare definitivamente al campo della fiction televisiva (48 ore, Zodiaco, Baciamo le mani).

Il mistero del bosco

Il bosco: un'immagine promozionale della serie
Il bosco: un'immagine promozionale della serie

Girata in prevalenza ad Urbino, sfruttando lo scenario medievale e le peculiari atmosfere offerte da un piccolo centro che sembra sospeso nel tempo, Il bosco si richiama fin dall'incipit ai canoni del poliziesco con venature da murder mystery: a partire dall'archetipo della "ragazza in pericolo", antichissimo ma ancora oggi molto sfruttato da cinema e TV (si ricordi soltanto la raggelante scena iniziale della serie The Killing), e dalla cornice da esemplare thriller gotico all'italiana, immersa in un suggestivo grigiore autunnale. Arriviamo così al grande mistero al cuore della trama de Il bosco: com'è mai possibile, considerando le condizioni non proprio floride dell'Università pubblica italiana, che una ragazza non ancora trentenne abbia ottenuto una cattedra da docente di ruolo presso la Facoltà di Medicina? Ebbene sì: la protagonista della miniserie, Nina Ferrari, impersonata da Giulia Michelini, si ripresenta nel suo paese d'origine dopo che le è stato offerto (offerto, cioè per grazia ricevuta, senza che si faccia alcun riferimento a un qualunque tipo di concorso) un incarico come professoressa di psicologia. Per Nina, tuttavia, il ritorno in paese è innanzitutto un ritorno nel passato: un passato segnato dal trauma dell'abbandono da parte di sua madre Cecilia, illustrato mediante angosciosi flashback, tanto da provocare in Nina frequenti attacchi di panico e di renderla dipendente da abbondanti dosi di psicofarmaci. E quello stesso bosco che, nel suo immaginario, ha assunto fin dall'infanzia connotazioni minacciose, diventerà presto il teatro di un nuovo delitto...

Urbino versione Twin Peaks

Il bosco: un'immagine della serie
Il bosco: un'immagine della serie

Con una scrupolosa aderenza alle convenzioni del "giallo di provincia", Eros Puglielli e i suoi sceneggiatori mettono dunque in piedi un complesso intreccio costituito da vari subplot che si incrociano fra loro, nel segno della classica ambiguità fra l'idillio di una realtà solo apparentemente tranquilla e i torbidi segreti che si celano dietro la facciata di perbenismo e di armonia. Un'ennesima variante sulla ben nota dicotomia alla Twin Peaks, insomma (ma prima ancora della serie culto di David Lynch, si potrebbe chiamare in causa metà della filmografia del maestro francese Claude Chabrol), che ne Il bosco viene sviluppata con una galleria di ambienti e di personaggi più o meno loschi. C'è la dimensione familiare, con il padre di Nina, il ricco industriale Pietro (Ivano Marescotti), gravemente malato, e la sua nuova consorte, Viviana (Sandra Ceccarelli), con un'aria da perfida matrigna, la quale, manco a farlo apposta, è legata alla figliastra da un rapporto di antipatia feroce quanto reciproca. C'è il microcosmo universitario, una sorta di grande comunità in cui studenti e professori mangiano alla stessa mensa, dormono negli stessi alloggi e, di tanto in tanto, organizzano festini a tinte osé come neanche durante le notti di Arcore (alcuni flashback ci mostrano frammenti di orge con individui mascherati alla Eyes wide shut). C'è la vittima designata, ovvero Samantha, studentessa "problematica" (sesso, droga, alcol, etc) che entro la fine del primo episodio, con lo stupore di nessuno, viene puntualmente "seccata" dal fantomatico killer. C'è Alex Corso (Claudio Gioè), un individuo che tutti guardano con sospetto perché ritenuto il responsabile dell'omicidio della sua fidanzata, circa vent'anni prima, ed è anche il personaggio sul quale vertono tutti gli indizi relativi alla morte di Samantha (indizi ingannevoli, ovviamente). C'è Massimo Curcio (Gianmarco Tognazzi), un docente collega di Nina, talmente gentile, mansueto e dall'aria insospettabile da poter essere considerato l'assassino più papabile.

Il cavaliere nero

Il bosco: una scena della serie
Il bosco: una scena della serie

Ma a detenere costantemente il centro dell'attenzione è la protagonista Nina, che percorre in lungo e in largo le strade di Urbino, i corridoi della facoltà e i sinistri sentieri del bosco su tacchi vertiginosi come neanche in Sex and the City (chapeau per non essere inciampata neppure una volta), assumendosi il compito di detective di turno, con il futuro, probabile aiuto dell'agente Damiani (Andrea Sartoretti), l'unico poliziotto disposto a darle fiducia (giacché il suo superiore è un macchiettistico commissario bolso e presuntuoso, il cui maggior contributo alle indagini è quello di sbraitare contro chiunque gli capiti a tiro). Con i suddetti ingredienti, Puglielli e il suo team preparano un cocktail che, perlomeno basandosi su quanto visionato nella prima puntata, ha esattamente il sapore (un po' annacquato, ma in fondo nemmeno sgradevole) che ci si può aspettare da un prodotto di questo tipo, con una costruzione narrativa non molto raffinata, e anzi piena zeppa di cliché, ma nel complesso abbastanza furbetta da potersi accattivare senza difficoltà un pubblico generalista. In tal senso, risulta piuttosto efficace anche il cliffhanger su cui si chiude il primo episodio della miniserie, con l'improvvida Nina, in una temeraria visita notturna al bosco degli orrori, inseguita dal famigerato cavaliere nero senza volto (esatto, proprio come quelli cattivissimi de Il signore degli anelli). Del resto, come raccomandava anche Gigi Proietti, "al cavaliere nero nun je devi...".

Conclusioni

Il bosco: un'immagine della fiction
Il bosco: un'immagine della fiction

Il regista Eros Puglielli ricorre a tutti gli stilemi della suspense, confezionando una fiction a metà strada fra il thriller psicologico e il murder mystery; e benché a Il bosco possano essere rimproverati diversi scivoloni a livello di verosimiglianza, la storia possiede comunque quella tensione di fondo in grado di stuzzicare la curiosità degli amanti del giallo. Ai palati più esigenti e agli spettatori in cerca di maggiori brividi consigliamo invece di cercare altrove (magari nelle repliche di Twin Peaks).

Movieplayer.it

2.0/5