L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri

2009, Animazione

Il 3D al cinema: guardando al passato, puntando al futuro

Per il mondo del cinema è forse la più grande scommessa da diversi decenni a questa parte, forse l'ultima grande possibilità per far tornare in massa il pubblico nelle sale. La nuova stagione sarà effettivamente ricordata come quella del trionfo del cinema a tre dimensioni?

Superato il Ferragosto, in Italia ci avviciniamo all'effettivo inizio di una nuova stagione cinematografica, quella 2009/2010, come sempre ricca di esperimenti, speranze e aspettative. Ma tra tutte queste una speranza emerge con forza, quella relativa alla tecnologia 3D che dopo i primi (riusciti) tentativi dei mesi passati è pronta a giocarsi il tutto per tutto e a capire se davvero il recupero (con annesso restyling) di questa tecnologia - già sperimentata con scarso successo negli anni '60 e nei decenni a seguire - possa donare nuova linfa vitale al mercato cinematografico perennemmente in crisi.

Un primo piano dei tre cuccioli di dinosauro in una scena del film 'Ice Age: Dawn of the Dinosaurs'
I presupposti per la buona riuscita ci sono già tutti, non solo gli incassi di film quali Viaggio al centro della terra 3D, San Valentino di Sangue in 3D o Coraline (a cui oltreoceano si va ad aggiungere L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri, dal prossimo week-end anche nelle sale italiane), ma anche l'interesse di grandi festival internazionali quali Cannes e Venezia che hanno scelto il 3d per grandi eventi speciali fuori concorso: il primo affidando nientemeno l'apertura a Up il nuovo gioiello della Pixar, il secondo con le proiezioni speciali in 3d di altri due capolavori della casa di John Lasseter, Toy Story 1 e 2, e anche un horror d'autore come The Hole in 3d di Joe Dante.

L'avvicinamento da parte dei festival è particolarmente significativo perché indirizza l'interesse al 3D anche verso i cinefili, eliminando di fatto qualsiasi tipo di preconcetto su questo tipo di operazioni come un qualcosa di puramente commerciale o, ancor peggio, dedicata solo allo spettatore non abituale. Ancora più significativo è l'interesse di un autore quale James Cameron che con il suo Avatar porta all'estremo questo tipo di tecnologia (all'inizio sembrava che il film dovesse uscire solo nei cinema in 3d) realizzando una pellicola che rappresenta al momento lo stato dell'arte del tridimensionale. E dopo Cameron, in primavera toccherà ad un altro autore molto amato come Tim Burton ed al suo attesissimo Alice in Wonderland.

Sam Worthington in una scena del film Avatar
Se sarà vero successo insomma, appare chiaro che in futuro sempre più registi e sempre più film, dei generi più disparati, saranno in 3D, ed il cinema tornerà come in passato ad essere un luogo in cui assistere ad un qualcosa di unico ed esclusivo, allontando così, almeno per qualche anno, la concorrenza di homevideo, TV e soprattutto pirateria: il cinema tornerà ad essere un luogo magico la cui esperienza sarà impossibile riprodurre all'interno delle proprie case.
Proprio per questo motivo potrebbe essere lecito aspettarsi anche una nuova tendenza, ovvero quella di riportare al cinema molti classici contemporanei (Cameron e Peter Jackson hanno già rispettivamente annunciato che si metteranno al lavoro per la trasposizione in tre dimensioni di Titanic e della trilogia del Signore degli Anelli) dando la possibilità a nuove e vecchie generazioni di godersi i proprio film preferiti con una nuova esperienza visiva ed emotiva.

Jeffrey Katzenberg, James Cameron e Steven Spielberg, tre dei maggiori fautori del cinema 3d
Tutto bello insomma? Apparentemente sì, ma a voler essere particolarmente cinici qualche paura c'è: se il successo della tecnologia dovesse risultare un'attrattiva maggiore del film stesso si correrebbe il rischio di vedere ancor più che oggi prodotti tutti uguali o la insistente riproposizione al cinema di film dal sicuro appeal (vogliamo scommettere che George Lucas non si lascerà scappare l'occasione dell'ennesima nuova versione della saga di Star Wars?), insomma Hollywood potrebbe trovare una soluzione allo spinoso problema della carenza di idee con un sistema ancor più semplice e indolore dei remake che tanto sono in voga. E in più un pubblico voglioso di 3d potrebbe ancora di più escludere le produzioni più piccole ed indipendenti rendendo ancor più insignificante la loro fetta di mercato. La parola come sempre sta agli spettatori, ma mai come quest'anno l'impressione è che nelle loro mani (o nel loro portafogli) possa giocarsi una buona fetta del futuro di questa industria.
Nel frattempo noi di Movieplayer.it vi diamo la possibilità di controllare attraverso il nostro servizio di programmazione sale anche quali cinema trasmetteranno il vostro film preferito in 3d. Non rimane altro che indossare gli occhialetti e godervi la visione.

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