I vampiri di New Moon all'assalto del Festival di Roma

Tra gli eventi più attesi della quarta edizione del Festival di Roma, New Moon svela le sue carte con venti minuti mostrati in anteprima al pubblico della kermesse. Gli attori e la sceneggiatrice hanno incontrato la stampa per parlare di vampiri e licantropi.

Massimo Borriello

Arriverà nelle nostre sale il 18 novembre prossimo, ma la febbre per l'uscita del nuovo capitolo della saga di Twilight, nata dalla penna di Stephenie Meyer, è già altissima. E nel loro percorso di avvicinamento alla fatidica data, i vampiri che animano il secondo capitolo della serie, New Moon, hanno fatto tappa al Festival del film di Roma, dove sono state presentate in anteprima alcune sequenze del film diretto da Chris Weitz che succede nella regia a Catherine Hardwicke. La storia d'amore tra la mortale Bella Swan (Kristen Stewart) e il bel vampiro Edward Cullen (Robert Pattinson) si complica non poco in questo sequel. Abbandonata dal succhiasangue del suo cuore, convinto di proteggerle in questo modo la vita, Bella affronterà lo straziante addio stringendo un forte legame con Jacob Black (Taylor Lautner) che si rivelerà essere un licantropo, una sorta di confraternita acerrima nemica dei vampiri.

Ma da questo secondo capitolo, entrano in scena anche i Volturi, una delle famiglie più antiche di vampiri, deputata a dettare le leggi e a farle rispettare da tutta la comunità. Leader del gruppo è Aro, interpretato da Martin Sheen, ma tra i membri della famiglia ci sono anche gli attori presenti oggi al Festival, il cattivissimo Caius (Jamie Campbell Bower), il segugio Demetri (Charlie Bewley) e Alec (Cameron Bright). I tre attori emergenti, tutti giovanissimi, sono stati accompagnati in conferenza dalla sceneggiatrice Melissa Rosenberg che ha raccontato i segreti dietro il processo di scrittura delle sceneggiature dei tre capitoli di Twilight, compreso l'ultimo The Twilight Saga: Eclipse, attualmente in corso di lavorazione. Prima dell'incontro con attori e sceneggiatrice, abbiamo potuto però assistere a quattro sequenze in anteprima del film.

Kristen Stewart e Robert Pattinson in una scena di Twilight: New Moon
La prima sequenza mostrata vede Edward dire addio a Bella, costretto a lasciare Forks per i sospetti che cominciano ad addensarsi attorno alla vera identità dei Cullen. In un drammatico gioco di primi piani nella cornice di un bosco particolarmente rigoglioso, si dà conto della fredda decisione del ragazzo: "Bella, tu non appartieni al mio mondo" ricorda Edward a Bella, ma la risposta della ragazza vibra di romanticismo: "Io appartengo a te". Irremovibile anche di fronte ad occhi gonfi di sofferenza, Edward le promette che non comparirà più nella sua vita e la bacia sulla fronte prima di sparire in modo fulmineo. La ragazza si lascia cadere disperata sulle foglie secche cadute dagli alberi.

La seconda sequenza coinvolge invece Bella e Jacob. Il ragazzo le insegna come si guida una moto, lei prende a sfrecciare su una strada, tormentata dalle visioni di Edward, finché non viene sbalzata giù dal veicolo. Accorso a soccorrerla, Jacob si toglie la t-shirt, rivelando un fisico scolpito, per pulire il sangue che scorre sul volto di Bella. Lei gli sussurra "Sei bellissimo".

Nella terza sequenza, Bella è alle prese coi licantropi. Dopo aver schiaffeggiato uno di loro, Paul, vede il ragazzo trasformarsi in un lupo, con effetti speciali che di certo non otterranno un Oscar. Ancora una volta è Jacob ad aiutare la ragazza, trasformandosi anch'egli in un lupo, sotto lo sguardo sconvolto di Bella.

Bella (Kristen Stewart) circondata dai festeggiamenti nella città di Volterra nel film The Twilight Saga: New Moon
La quarta e ultima sequenza mostrata, vede Bella correre per le vie di Volterra, durante la festa di San Marco, per andare a salvare Edward che, convinto della morte della ragazza, si è recato nella località italiana per sfidare i Volturi ed essere così ucciso. Bella corre verso il campanile, facendosi strada tra le migliaia di mantelli rossi (quelli dei fan che tramite un concorso hanno avuto l'occasione di fare da comparsa nel film), e la scena si chiude con un Edward dal volto completamente spento che fa il suo primo passo nel sole, mentre la ragazza gli urla "Non farlo".

Dopo la proiezione delle quattro sequenze, gli attori e la sceneggiatrice Rosenberg hanno risposto alle numerose domande dei giornalisti.

Com'è stato per voi giovani attori prendere parte al film? Ci sono stati momenti particolarmente faticosi?

Charlie Bewley: Sicuramente le levatacce, ma solo quelle. Partecipare a questi film è un'esperienza favolosa, perché è straordinario trovarsi immersi in un mondo come quello creato da Stephenie Meyer.

Siete pronti all'assalto delle fan, come successo per Robert Pattinson, e a vedere stravolta la vostra vita privata, dopo l'uscita dei film che vi vedono coinvolti?

Cameron Bright: Non so se siamo pronti a un assalto del genere, se è qualcosa a cui ci si possa preparare. Di sicuro non andrò in giro con una clava da oggi in poi, ma spero di non essere aggredito, anche perché non ho fatto nulla di male alle donne!

Voi nel film fate parte della famiglia dei Volturi. Come vi siete preparati al ruolo? E' diversa la preparazione per interpretare un vampiro cattivo, rispetto a quella per un vampiro buono?

Jamie Campbell Bower: Quando si ci si trova così coinvolti nella storia avviene una magia. Nulla avrebbe potuto prepararmi, e solo quando ho indossato il costume e messo le lenti a contatto, quando cioè ho assunto l'aspetto di un vampiro, mi sono reso conto che stavo facendo il film e a quel punto mi sono sentito davvero un vampiro. Per quanto riguarda la cattiveria, beh ogni tanto è bello fare il cattivo.

Charlie Bewley: E' tutto relativo, non si può dire che i nostri vampiri siano buoni o cattivi. Il punto di vista dei fan è tutto sfalsato da Cullen, vedono tutto dal suo punto di vista. I Cullen sono vegani, noi siamo soltanto Volturi, un male necessario, perché qualcuno deve governare questo mondo segreto degli inferi.

Cameron Bright: Non siamo poi così cattivi. Beh, sì lo siamo dai, ma non cattivissimi. Come ha detto Charlie, facciamo in modo che vengano rispettate leggi in vigore da sempre.

Un primo piano di Alec (Cameron Bright) del clan dei Volturi per il film Twilight Saga: New Moon
Com'è stato lavorare sul set di Montepulciano, dove è stata ricostruita la località di Volterra come narrata nel romanzo?

Charlie Bewley: E' stata un'esperienza stupenda, che non credo avremo mai l'opportunità di ripetere. Montepulciano è un paese rimasto intoccato e visitarlo è quasi come fare un viaggio indietro nel tempo. Quando siamo andati lì a fare le riprese si è scatenata l'ira di Dio, c'erano cinquemila ragazze che facevano da comparsa e poi le fan, ragazze che cercavano principalmente Robert e Kristen. Anch'io però ero famosissimo, perché venivo identificato col personaggio, e c'erano ragazze che urlavano il mio nome dappertutto. E' stata un'esperienza folle che non dimenticherò mai. Gli italiani, i toscani sono persone molto ospitali, la loro accoglienza è stata straordinaria, e abbiamo mangiato alla grande.

Secondo voi qual è il fascino principale che esercita questa saga sui giovani, qual è il motivo di tanto successo?

Jamie Campbell Bower: E' un insieme di elementi, che comprende la crisi di identità che ha colpito i giovani ormai da molto tempo, la musica emo, la folle ossessione nei confronti della morte. Quando è uscito Twilight si trattava di un libro straordinario che si inseriva perfettamente in questa epoca. I ragazzi hanno bisogno di qualcosa a cui far ricorso, e per loro questo romanzo è diventato una specie di Bibbia, scritta tra l'altro stupendamente. I film hanno poi potuto contare sulla bellezza dei due protagonisti, Robert e Kristen, e quindi dal punto di vista estetico guardare il film è molto appagante.

Cameron Bright: I libri della Meyer sono unici nel modo in cui trattano la tematica dei vampiri. Sono vegani, e non si è mai vista una cosa del genere, e poi c'è tutta la storia dei licantropi che sono nativi. Si tratta di qualcosa di unico nel suo genere, diverso. E poi non è la solita vicenda di vampiri che uccidono esseri umani, ma una storia d'amore tra un'umana e un vampiro.

Twilight è amato soprattutto dalle ragazze. Voi ragazzi conoscevate la saga prima di essere coinvolti nel progetto? E quali ragazzi secondo voi possono apprezzare questi libri e questi film?

Cameron Bright: La mia ragazza mi ha trascinato a vedere il primo film, non avevo mai letto i libri, ma in quel film ho visto molte scene d'azione ed è quello che più mi ha entusiasmato. Ora stanno cercando di renderlo qualcosa di più ampio, che possa catturare anche i ragazzi. Si vedono i Volturi e i licantropi in azione e dal punto di vista di un ragazzo di sedici anni come me penso che il film guadagni molto da queste scene più movimentate.

Jamie Campbell Bower: E' stato mio fratello a introdurmi a questi libri per i quali erano tutti impazziti. Forse è vero che tendono a piacere più alle ragazze, soprattutto adesso con i film. Forse all'epoca dell'uscita dei libri piaceva allo stesso modo sia ai ragazzi che alle ragazze, perché fondamentalmente si tratta di un racconto romantico e a tutti piacciono le storie d'amore. Non è una storia lacrimevole, è molto più impegnativa.

Un primo piano di Caius (Jamie Campbell Bower) del clan dei Volturi per il film Twilight Saga: New Moon
Jamie, tu sei presente a questo festival anche in quanto interprete di un altro film, Winter in Wartime, inserito nella sezione Alice. Ti diverte passare dai blockbuster al cinema d'autore? Con che criteri scegli i tuoi ruoli?

Jamie Campbell Bower: Mi piace molto lavorare, a prescindere dalla portata del progetto. Una bella storia è sempre una bella storia, è questo che conta. Quando si riceve un copione si capisce immediatamente se si tratta di una storia interessante o meno. Mi piace essere coinvolto in qualsiasi forma di cinema: è bello partecipare a un film di Hollywood dove sei trattato come una stella e vai nei grandi alberghi, ma è altrettanto bello essere coinvolto in un progetto low budget, lavorare tante ore perché c'è poco tempo per fare le riprese e magari andare poi a dormire in un alberghetto vicino a un'autostrada. Io non faccio l'attore per andare a Hollywood, ma perché mi piace interpretare personaggi diversi da come sono io.

Melissa Rosenberg, qual è stata la scena del libro più difficile da portare sul grande schermo? E quali cambiamenti ha operato rispetto al romanzo?

Melissa Rosenberg: Tutti i libri si svolgono nella mente di Bella, sono tutti pensieri interiori. La sfida era quelli di esteriorizzarli, trasformandoli in scene visuali. L'obiettivo principale nell'adattare il libro è stato quello di far sì che il pubblico potesse fare lo stesso viaggio emotivo, gli stessi passi lungo quel viaggio. Naturalmente poi le scene sono state condensate. Per esempio nel libro c'è la scena dell'attacco cardiaco di uno dei personaggi, ed è piuttosto breve, mentre nel film viene molto più esaltata. Insomma, abbiamo condensato molto il racconto in alcuni punti e l'abbiamo ampliato in altri.

Stephanie Meyer ha contribuito in qualche modo alla sceneggiatura?

Melissa Rosenberg: Il mio rapporto con lei è cresciuto nel tempo. All'inizio ero molto più protettiva nei confronti del mio processo creativo, perché temevo che la sua presenza mi avrebbe schiacciata. Poi conoscendola mi sono resa conto che non c'era motivo di difendermi, perché è una persona che collabora molto. Durante la stesura delle sceneggiature di New Moon e soprattutto di Eclipse è diventata una vera e propria risorsa, ci siamo scambiate appunti, abbiamo parlato costantemente. Il suo è stato un contributo enorme.

Oltre a scrivere le sceneggiature della saga di Twilight, lei è anche tra le autrici della serie tv Dexter. La affascina così tanto il sangue?

Melissa Rosenberg: Mi piace esplorare le parti oscure dell'umanità e questo comporta la presenza e la vista del sangue. Sia Dexter che la saga di Twilight hanno delle somiglianze tra i personaggi principali, che sono attratti ma nello stesso tempo respinti dall'idea del sangue, e cercano di trovare la propria umanità. Il sangue può essere visto come una metafora per questo sforzo di un maggiore approfondimento dei nostri lati più oscuri.

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