I Simpson

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I Simpson: Macabri festeggiamenti per l'episodio 600 nel nuovo speciale di Halloween

La serie creata da Matt Groening raggiunge il traguardo dei 600 episodi e festeggia in modo macabro.

I Simpson: il ritorno di Frank Grimes in Treehouse of Horror XXVII

Mancano ancora un paio d'anni al raggiungimento della trentesima stagione, ammesso che venga confermata, ma per I Simpson c'è un altro motivo per festeggiare in questi giorni: è andato in onda in America l'episodio numero 600, un evento da capogiro che la famiglia gialla di Springfield ha festeggiato nel migliore dei modi. La puntata-anniversario coincide infatti con il consueto speciale di Halloween, quest'anno arrivato a quota ventisette, e l'esistenza di questi episodi al di fuori della continuity normale è stata un'occasione ghiottissima per gli autori per mettere alla berlina anche la longevità dello show, con due gag autoironiche all'inizio e alla fine dell'episodio. Per quanto concerne lo speciale in sé, c'è la solita dose di materiale per lo più divertente che farà contenti i cinefili.

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Sfottò postmoderno

Negli spot promozionali era stato sottolineato il ritorno di Frank Grimes, antagonista del celebre episodio Il nemico di Homer. Un ritorno che in realtà si limita alla sequenza pre-credits, dove Frank si allea con Telespalla Bob, Kang (o Kodos, non viene precisato) e un leprechaun, il tutto usato come pretesto per aprire le danze e, come abbiamo già detto, prendere in giro il traguardo dei 600 episodi (dice Grimes: "All'Inferno ce li fanno vedere tutti di seguito"). La couch gag vera e propria è invece Planet of che Couches, una parodia de Il pianeta delle scimmie dove la famiglia si ritrova su un mondo dominato da divani senzienti. Ovviamente, Homer ne uccide uno per sedervisi sopra.

Parodia "furiosa"

I Simpson: una scena di Treehouse of Horror XXVII ispirata a Hunger Games

Il primo segmento, dal titolo cinematograficamente fuorviante Dry Hard, è ambientato in un universo distopico che combina Mad Max: Fury Road e Hunger Games (Haymitch diventa Homitch, ovviamente con le fattezze del patriarca dei Simpson), con Mr. Burns al posto di Immortan Joe e Lisa nel ruolo affidato a Jennifer Lawrence. L'idea di per sé è carina, ma si perde rapidamente in un esercizio di citazionismo piuttosto fiacco (vedi il rimando gratuito a Flashdance), anche se la frecciatina nei confronti dei capitoli finali dei franchise che vengono divisi in due è destinata a strappare almeno un sorriso. Più solido il terzo racconto, Moefinger, che nonostante il titolo si rifà più a Kingsman: Secret Service (salta fuori che il bar di Boe è una copertura per la sede di un'agenzia di spionaggio), ma con qualche omaggio alla saga di 007, tra cui un uso un po' inaspettato dei doppi sensi legati alle conquiste amorose del protagonista - Bart - e la canzone di Agente 007, missione Goldfinger modificata per celebrare/denigrare la componente "evento" dell'episodio.

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Il fantasma dell'amica immaginaria

I Simpson: Lisa e la sua amica immaginaria in Treehouse of Horror XXVII

Tra le due parodie si colloca BFF/R.I.P., meno ambizioso ma comunque divertente, incentrato sull'idea che le amiche vere di Lisa (Janey, Sherri e Terri) vengano uccise da Rachel, amica immaginaria della giovane Simpson che vuole tenerla tutta per sé. Una premessa semplice ed efficace, esplorata con il giusto dosaggio di sangue e una strepitosa ospitata vocale di Sarah Silverman, unica guest star usata come si deve (perché scomodare Kelsey Grammer per far dire a Telespalla Bob solo una frase?). Ed è proprio questo genere di storia che si dovrebbe privilegiare, anziché soffocarla in uno spazio limitato perché la formula impone tre segmenti (quattro se si considera anche l'apertura).
A questo punto sarebbe auspicabile, forse, rimescolare un po' le carte per i prossimi anni, magari puntando su un unico intreccio dove, come in un episodio normale, ci sarebbe anche spazio per qualche citazione/parodia per cinefili. Oppure, visto l'esito dello scorso anno, anche accantonare provvisoriamente lo speciale di Halloween vero e proprio e realizzare un episodio "standard" ambientato nel medesimo periodo, come fu appunto il caso una stagione fa, con risultati ottimi ed inquietanti. Anche perché a lungo andare scherzare sulla qualità media dello show al giorno d'oggi non sarà più simpatica autoironia, ma una dichiarazione di sconfitta creativa...

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Max Borg
Redattore
3.0 3.0
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