Il giardino di limoni

2008, Drammatico

Recensione Il giardino di limoni (2008)

Il giardino di limoni non è un film sulla guerra, ma è essenzialmente una storia sulle donne, sulla solidarietà femminile, sulla loro sensibilità, sul loro modo di riuscire a guadare 'oltre', ad apprezzare le sfumature e non solo i toni accesi.

I frutti della discordia

Ancora donne battagliere al confine, ancora le contraddizioni e l'assurdità del conflitto israeliano-palestinese che penetra nelle scanalature del quotidiano, ancora il clima di sospetto e di paura ad amplificare questioni che sarebbero facilmente risolvibili se sono ci si ascoltasse e si provasse a dialogare senza filtri. Torna a stupire e ad emozionare Eran Riklis, 54enne regista israeliano che ha incantato il mondo con La sposa siriana, e lo fa anche stavolta con un piccolo intenso dramma 'burocratico' che racconta come in certe zone del mondo la politica, come la ragion di stato, siano molto più importanti dei semplici cittadini che quelle zone e quelle assurde situazioni le vivono nel quotidiano tentando di rimanere ancorati alle loro origini.

Quel che tenta di fare Salma Zidane, una vedova palestinese che vive da sola nella sua vecchia casa situata a West Bank, zona situata sulla sponda occidentale del fiume Giordano, al confine con lo Stato d'Israele. Il marito è morto giovane lasciandola sola a crescere tre figli che ora hanno scelto la loro strada e vivono altrove. Per vivere Salma vende i limoni del frutteto ereditato dal padre, piante delicate e preziose delle quali la donna si prende cura da decenni insieme con un anziano vicino. I profumati e succosi frutti del suo giardino sono tutto quello che le rimane, per lei quel succo è vita, è la famiglia, è il frutto dell'amore per una terra, la sua terra, che in poche altre zone è fertile come in quel punto. A sconvolgere la tranquilla vita di Salma arriverà con tutta la sua irruenza il Servizio di Sicurezza israeliano che vede nel frutteto un potenziale nascondiglio per attentatori. Nella splendida villa a pochi metri dal giardino di limoni si è infatti trasferito un vicino assai scomodo, niente meno che il Ministro della Difesa israeliano. L'ordine è chiaro e perentorio: il frutteto va abbattuto per ragioni di sicurezza nazionale. Salma non intende farsi defraudare e con la grinta e il coraggio che la contraddistinguono decide di portare la causa in tribunale. Sostenuta da un giovane e rampante avvocato e, in maniera del tutto inaspettata anche dalla moglie del ministro che le manifesta grande solidarietà andando contro i propri interessi, Salma inizia la sua personale battaglia contro le barriere e i sospetti a favore del dialogo, di un rinnovamento necessario e possibile.

Due donne che si mettono in gioco e non necessariamente per vincere, semplicemente per dimostrare di esserci, di saper lottare e sperare, di contare qualcosa, di avere in mano il passato e il futuro, di poter cambiare il loro destino. Ironico, delicato e tagliente, il film di Riklis descrive, partendo da una storia piccola tratta da un fatto realmente accaduto, l'assurda situazione di un popolo in continua evoluzione, di un luogo caotico in cui è accaduto di tutto, in cui ottimismo e pessimismo si alternano a intervalli regolari giorno dopo giorno, in cui il presente e il passato spesso distruggono il futuro ed in cui le donne non hanno mai avuto il giusto spazio. Il giardino di limoni non è un film sulla guerra, ma è essenzialmente una storia sulle donne, sulla solidarietà femminile, sulla loro sensibilità, sul loro modo di riuscire a guadare 'oltre', ad apprezzare le sfumature e non solo i toni accesi. Non c'è retorica, solo speranza nell'opera di Riklis, c'è ironia ma anche tragedia, ci sono commozione e fierezza ma pochi simbolismi, tant'è vero che si è saggiamente rinunciato alla pianta d'ulivo in favore dell'assai meno abusato limone. Una fiaba contemporanea che incita ad un 'risveglio', che volge lo sguardo al futuro e all'essenza di un conflitto assurdo senza andare a scandagliarne le ragioni storiche.

Scritto, come La sposa siriana, a quattro mani dal regista insieme a Suha Arraf, Il giardino di limoni è andato malissimo in patria, dove potrà però contare sul passaggio televisivo. Da noi uscirà in sala il 12 dicembre distribuito da Teodora Film.

Recensione Il giardino di limoni (2008)
Luciana Morelli
Redattore
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