How to Get Away with Murder: Commento all'episodio pilota

Viola Davis è la protagonista della nuova serie prodotta da Shonda Rhimes: un incalzante legal thriller incentrato sulla figura di Annalise Keating, implacabile avvocato di Philadelphia, e sul suo rapporto con un gruppo di brillanti studenti di legge, tra sfide in tribunale e un misterioso delitto...

How to Get Away with Murder: Commento...

Il plot

Le regole del delitto perfetto

2014 - .... – Thriller
3.3 3.3

Annalise Keating, docente di diritto penale presso la Facoltà di Legge di una prestigiosa Università di Philadelphia, non è soltanto una professoressa estremamente severa ed esigente, ma è anche e soprattutto uno degli avvocati più abili e spregiudicati nei quali ci si possa imbattere. Assistita da due fedeli associati, Frank Delfino e Bonnie Winterbottom, la professoressa Keating è un autentico "squalo" delle aule di tribunale, oltre che l'oggetto dell'ammirazione incondizionata dei suoi studenti, che farebbero di tutto pur di ottenere la possibilità di essere ingaggiati come tirocinanti nel suo studio legale.

Fra i nuovi studenti della professoressa Keating c'è Wes Gibbins, un ragazzo afroamericano di modesta estrazione sociale, ma con un notevole talento. Inizialmente intimorito dall'atteggiamento inflessibile della docente, Wes non si scoraggia e riversa tutto il suo impegno per dimostrare le proprie capacità agli occhi dell'insegnante. Tuttavia la concorrenza con gli altri studenti è spietata: i suoi compagni di corso, infatti, sono disposti a qualunque cosa pur di conquistarsi l'occasione di collaborare con la professoressa Keating. Un clamoroso caso di tentato omicidio offrirà a Wes e ai suoi colleghi la possibilità di mettersi in luce di fronte alla Keating; nel frattempo, la tranquillità nel campus è turbata dall'improvvisa scomparsa di una studentessa...

Commento all'episodio pilota

How to Get Away With Murder: il cast in un'immagine promozionale

Fatti da parte, Alicia Florrick: è in arrivo sugli schermi un nuovo avvocato che, in quanto a ferocia e assenza di scrupoli, sembrerebbe in grado di mettere i bastoni fra le ruote perfino alla protagonista di The Good Wife. Dotata di una determinazione di ferro e di un'aggressività che sfodera dentro e fuori le aule di tribunale, Annalise Keating, la "regina del foro" al cuore della trama di How To Get Away With Murder, più che alla benevola Alicia impersonata da Julianna Margulies riporta alla mente Patty Hewes, un altro formidabile avvocato del piccolo schermo, reso indimenticabile dalla superba performance di Glenn Close nella serie capolavoro Damages. E in effetti, il nuovo serial trasmesso dalla ABC e prodotto da Shonda Rhimes (l'artefice del successo di Grey's Anatomy e del più recente Scandal) presenta anche un'altra, significativa analogia con Damages, vertice insuperato del genere legal thriller: una struttura narrativa costruita su due differenti piani temporali.

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How to Get Away With Murder: Jack Falahee in una scena del pilot

È proprio questa peculiare modalità di racconto a costituire uno degli elementi maggiormente intriganti di How to Get Away with Murder, firmato da uno dei più stretti sodali di Shonda Rhimes, Peter Nowalk. Fin dalle primissime sequenze dell'episodio pilota, infatti, lo spettatore è testimone di qualcosa di inesorabilmente sinistro: nel cuore della notte, nel corso di una scatenata festa universitaria, quattro ragazzi tentano di mantenere il sangue freddo mentre, riparandosi da occhi indiscreti, si adoperano allo scopo di sbarazzarsi di un cadavere. Il flashforward, una tecnica elevata a sensazionale veicolo drammaturgico nel succitato Damages, è qui impiegato per generare un costante senso di suspense, in opposizione alle scene collocate nel "presente" della storia: scopriamo così che i quattro ragazzi, complici di un presunto delitto, sono quattro fra i più talentuosi studenti della professoressa Annalise Keating.

I personaggi

How to Get Away With Murder: Alfred Enoch nel pilot

I quattro giovani in questione sono infatti Wes Gibbins (Alfie Enoch), un afroamericano di bassa estrazione sociale, pronto a sacrifici e a faticose notti di studio pur di coronare il sogno di diventare un avvocato; Connor Walsh (Jack Falahee), un ragazzo gay, fascinoso e un po' arrogante, il quale non esita a ricorrere a subdoli compromessi pur di risultare il primo del suo corso; Michaela Pratt (Aja Naomi King), una giovane intraprendente e dall'acuta intelligenza; e Laurel Castillo (Karla Souza), idealista ma al tempo stesso consapevole degli obiettivi da conseguire per fare carriera nel mondo degli avvocati. Questi quattro studenti, ai quali si aggiunge pure Asher Millstone (Matt McGorry), sono i "neofiti" messi per la prima volta di fronte alla dura realtà delle grandi cause legali, e in procinto di iniziare un apprendistato che, per loro, segnerà anche la definitiva perdita dell'innocenza (un tema da sempre caro ai drammi giudiziari della TV).

Ma a dominare l'attenzione fin dall'episodio pilota, ovviamente, è la figura centrale e più carismatica della serie: la professoressa Annalise Keating, interpretata da un'inquietante Viola Davis. La magnifica attrice americana ha già avuto modo di mostrare la propria bravura al cinema: nel 2008 teneva testa addirittura a Meryl Streep in una breve ma struggente scena del dramma Il dubbio, mentre nel 2011 ha commosso milioni di spettatori grazie alla sua intensa prova in The Help, film sul razzismo nell'America degli anni Sessanta. La Davis, che si è divisa da sempre fra piccolo e grande schermo, dà vita ad un personaggio angoscioso ed impenetrabile, in grado di incutere un'immediata soggezione, ma che dietro la sua facciata irreprensibile nasconde un'ambiguità ancora in attesa di essere decifrata.

How to Get Away With Murder: Aja Naomi King, Viola Davis e Jack Falahee in un'immagine promozionale

Conclusioni

Contraddistinta da un ritmo molto vivace e dinamico, con un registro sospeso fra il tipico dramma giudiziario, il murder mystery e il guilty pleasure, How to Get Away with Murder, pur senza possedere (almeno a prima vista) la raffinatezza stilistica, lo spessore narrativo e la profondità di serie cult quali Damages o The Good Wife, si presenta come un legal thriller decisamente coinvolgente: piuttosto furbo nella gestione della suspense, fra scottanti rivelazioni e colpi di scena, ma capace di giocare in maniera assai efficace su un duplice piano narrativo. Ed è appunto l'alternanza fra presente e futuro ad offrire una storyline dal gustoso sapore hitcockiano, che riecheggia Nodo alla gola e La congiura degli innocenti, con un ingombrante cadavere del quale i giovani protagonisti devono sbarazzarsi il prima possibile...

Stefano Lo Verme
Redattore
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