Homeland: Commento all’episodio 4x04, Iron in the Fire

Un quarto episodio carico di tensione per la quarta stagione di Homeland, con Carrie Mathison impegnata ad ottenere informazioni preziose da Aayan Ibrahim, ma anche ad indagare sul complotto ordito dall'ISI, mentre Fara Sherazi fa un'inquietante scoperta.

Homeland: Commento all’episodio 4x04, Iron in the...

Il plot

Homeland

2011 - .... – Drammatico
3.9 3.9

Espulso dalla propria università con l'accusa di aver trafugato documenti riservati, Aayan Ibrahim decide di accettare la proposta di Carrie Mathison, chiedendole di farsi portare a Londra; il ragazzo identifica Farhad Ghazi, l'agente dell'ISI collegato alla morte di Sandy Bachman, come l'uomo che lo aveva minacciato. Peter Quinn si introduce in casa di Ghazi e clona il suo cellulare, ma qualcuno avverte l'agente dell'ISI; nel frattempo Fara Sherazi, impegnata a seguire Aayan, riprende il ragazzo mentre consegna una borsa dal contenuto misterioso a suo zio Haissam Haqqani, il terrorista ritenuto ucciso nell'attacco del drone.

Determinata a scoprire cosa nasconda realmente Aayan, Carrie lo fa condurre nel proprio appartamento, fingendo di offrirgli un rifugio in attesa della partenza per Londra, e lo convince ad avere un rapporto sessuale con lei. Intanto il professor Dennis Boyd, marito dell'ambasciatrice Martha Boyd, viene avvicinato da una donna di nome Tasneem Qureshi, la quale gli rivela di essere a conoscenza del fatto che Boyd passava informazioni riservate a Bachman e lo esorta a riprendere il suo ruolo di "talpa".

Commento all'episodio

Homeland: Rupert Friend e Claire Danes nella puntata Iron in the Fire

È una Carrie Mathison sempre più determinata ed implacabile quella che ci si sta svelando in questa quarta stagione di Homeland. Dopo essere stata vittima di crisi psicotiche, abuso di psicofarmaci e fasi di acuta depressione, arrivando perfino ad un proposito di suicidio, la Carrie post-Brody continua a sorprenderci per la sua repentina trasformazione: una "macchina da guerra" che sembra aver abbandonato ogni esitazione e, soprattutto, ha assunto una spregiudicatezza talvolta addirittura minacciosa. Se il personaggio impersonato da Claire Danes aveva colpito l'immaginario collettivo in primo luogo per la sua tormentata umanità, in Iron in the Fire Carrie mostra ancora di più il proprio "pugno d'acciaio": quando decide di tentare un'azione armata per catturare Farhad Ghazi, incurante dei rischi a cui potrebbe sottoporre il proprio team, o quando, sfoderando un subdolo charme, seduce l'ingenuo Aayan Ibrahim, inconsapevole pedina nell'ennesima guerra fra la CIA e i terroristi.

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Al nuovo volto di Carrie, le cui scelte rischiano di spingerla verso direzioni pericolose o moralmente discutibili, si accompagna un intreccio teso ed incalzante, che ruota attorno alla figura di Aayan Ibrahim. Un po' come Nicholas Brody nella prima stagione della serie HBO, Aayan è il "sorvegliato speciale", il personaggio la cui reale natura risulta ancora non pienamente definita: il ragazzo è sincero nei confronti di Carrie o è invece a sua volta un complice dei terroristi?

Homeland: Nazanin Boniadi e Suraj Sharma in Iron in the Fire

What's next?

Iron in the Fire ci introduce un nuovo personaggio: il professore universitario Dennis Boyd, interpretato da un volto notissimo delle serie TV, Mark Moses. Boyd, la talpa che collegava l'ambasciata americana al supervisore della CIA Sandy Bachman, viene messo con le spalle al muro e costretto a riprendere i passaggi di informazioni a favore di un fantomatico "potete oscuro", probabilmente di matrice terroristica. Nel frattempo, la seduzione operata da Carrie su Aayan nel finale dell'episodio pare destinata a complicare ulteriormente il rapporto di fiducia e di collaborazione fra i due...

Conclusioni

Homeland: l'attore Rupert Friend in un scena di Iron in the Fire

Scandito da tensione psicologica, suspense e inquietanti risvolti morali, come nella miglior tradizione di Homeland, Iron in the Fire contribuisce alla costruzione di un intreccio via via più ambiguo e coinvolgente, che non esita a mostrare ulteriori dettagli sul "lato oscuro" dei personaggi, rinunciando una volta di più a semplificazioni e manicheismi.

Stefano Lo Verme
Redattore
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