Homeland: commento all'episodio 3x09, One Last Time

L'atteso ritorno di Nicholas Brody segna l'inizio di una nuova storyline per la terza stagione di Homeland, con l'ex marine tratto in salvo dalla CIA e ingaggiato per una missione segreta in Iran, con l'obiettivo di arrivare fino ai vertici dei Guardiani della Rivoluzione

Il plot
Dopo aver recuperato Nicholas Brody (Damian Lewis) in Venezuela, dove era stato rinchiuso e drogato, e averlo riportato segretamente negli Stati Uniti, Saul Berenson (Mandy Patinkin) e Dar Adal (F. Murray Abraham) si adoperano per liberarlo dalla dipendenza da eroina, sottoponendolo a trattamenti farmacologici intensivi che gli procurano tremende allucinazioni. Saul, nel frattempo, riesce a prolungare il proprio incarico come direttore della CIA mettendo in scacco il Senatore Andrew Lockhart (Tracy Letts), colpevole di averlo fatto spiare con l'aiuto di un membro dei servizi segreti israeliani. L'obiettivo di Saul è quello di ingaggiare Brody per una missione estremamente delicata in terra iraniana: avvicinare il leader dei Guardiani della Rivoluzione e assassinarlo, per poi far subentrare al suo posto Majid Javadi (Shaun Toub) e poter aprire un dialogo pacifico fra l'Iran e gli Stati Uniti. A convincere Brody ad accettare l'incarico è proprio Carrie Mathison (Claire Danes), che prima di farlo partire per l'Iran gli offre l'occasione di rivedere finalmente sua figlia Dana (Morgan Saylor).

Cosa ci è piaciuto di questo episodio
One Last Time è l'episodio che segna il rientro vero e proprio del personaggio di Brody all'interno della serie, dopo che i primi due segmenti di questa terza stagione avevano fatto a meno della sua presenza. Il difficile compito della nona puntata, la prima dell'ultimo blocco di episodi della stagione, è quello di impostare una nuova storyline, in cui stavolta sia Brody il vero protagonista, ristabilendo così un ideale equilibrio narrativo fra lui e Carrie. Ma One Last Time introduce anche un nuovo tema, ovvero la necessità di una redenzione forse impossibile: è la redenzione a guidare le scelte di Brody, a motivare la sua decisione di accettare la missione in Iran e trasformarsi, ancora una volta, nel braccio armato al servizio di un'entità più potente (prima il terrorismo islamico, ora la CIA). E in tale contesto, risulta molto significativa la breve ma intensissima sequenza dell'incontro finale fra Brody e sua figlia Dana, determinata una volta per tutte a tagliare i ponti con il proprio drammatico passato: una scena che contribuisce ad aumentare la nostra empatia nei confronti del grande antieroe della serie.

Cosa non ci è piaciuto di questo episodio

Homeland 3x09b
Ancora una volta, l'ennesima nel corso di questa terza stagione, Homeland mescola le carte in tavola, fa tabula rasa di tutto ciò che è accaduto in precedenza, inserisce nuovi presupposti alla narrazione (nel caso specifico, l'ambizioso piano di Saul per arrivare ai vertici del potere iraniano) e ridispone le pedine sulla scacchiera per una rinnovata storyline. Una tecnica ben precisa, esplicitamente dichiarata dal creatore Alex Gansa, ma che ha contribuito a conferire all'attuale stagione un carattere disorganico e talvolta eccessivamente confuso. Rispetto alla serrata concisione delle stagioni precedenti, ora Homeland continua a cambiare aspetto, natura e direzione dopo ogni manciata di puntate, assumendosi dei rischi che non sempre sa affrontare al meglio.

Note a margine
I cosiddetti "Guardiani della Rivoluzione", di cui si parla all'interno dell'episodio ai fini della missione architettata da Saul, conosciuti ufficialmente come il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, sono un corpo militare istituito nel 1979, subito dopo la Rivoluzione in Iran, e diventati in breve tempo una delle organizzazioni più radicate e potenti della nazione iraniana; a loro sono affidati, in primo luogo, il controllo delle forze armate e la gestione della sicurezza nazionale.

What's next?
Gli ultimi tre episodi della terza stagione di Homeland saranno ambientati molto probabilmente in Iran, con Brody impegnato "sul campo" nell'impresa più pericolosa che abbia mai affrontato e Carrie e Saul dietro le quinte, con il compito di guidare la missione e di tentare di riportare Brody sano e salvo in America. Rimane in gioco inoltre la questione della gravidanza di Carrie, ormai arrivata al quarto mese: un altro aspetto che sembra dover essere ripreso e sviluppato nel corso della quarta stagione, con la prospettiva (utopistica?) di una vita familiare per Carrie e Brody.

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Stefano Lo Verme
Redattore
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