Homeland: commento al finale della Stagione 3

Un finale scioccante per la terza stagione di Homeland, durante il quale i destini intrecciati di Carrie Mathison e Nicholas Brody giungeranno ad una svolta fatidica, proprio nel cuore del potere iraniano, dove si è consumata l'ultima missione dell'ex marine...

Homeland: commento al finale della Stagione 3

Il plot
Dopo aver assassinato il Generale Deshan Akbari (Houshang Touzie), Nicholas Brody (Damian Lewis) abbandona l'edificio e, a bordo di un'automobile, riesce a fuggire in tempo prima che il suo delitto venga scoperto. Carrie Mathison (Claire Danes) è pronta ad accoglierlo e a nasconderlo, mentre studia con Saul Berenson (Mandy Patinkin) le modalità del loro rientro in patria. Ma al vertice della CIA prende il comando il Senatore Andrew Lockhart (Tracy Letts), che opta per un'altra soluzione: consegnare Brody nelle mani dell'esercito iraniano, favorendo così la scalata al potere di Majid Javadi (Shaun Toub). Circondato e arrestato, Brody viene impiccato sulla pubblica piazza, sotto lo sguardo impotente di Carrie, che attende un figlio da lui. Quattro mesi più tardi, la donna viene messa a capo delle operazioni della CIA a Istanbul, mentre Saul è trasferito a New York. Al termine della cerimonia di commemorazione per gli agenti della CIA deceduti, Carrie disegna una stella in ricordo di Brody sulla parete che celebra i caduti dell'Agenzia...

Cosa ci è piaciuto di questo episodio
L'epilogo della terza stagione di Homeland segna una svolta epocale per la serie creata da Howard Gordon e Alex Gansa e diventata uno dei maggiori fenomeni televisivi degli ultimi tre anni. La terribile morte di Nicholas Brody, co-protagonista di Homeland fin dal suo esordio, è probabilmente il momento più straziante e scioccante che la serie ci avesse mai consegnato, ed è reso ancor più doloroso dallo sguardo agghiacciato di Carrie, testimone impotente dell'esecuzione dell'uomo di cui è sempre stata innamorata. L'adrenalina delle sequenze iniziali, l'affannoso ricongiungimento fra Carrie e Brody, la cattura e la morte di quest'ultimo rappresentano un saliscendi emotivo devastante, che culmina con la definitiva chiusura di un ciclo importantissimo nella serialità televisiva contemporanea. E in The Star, questa importante conclusione viene realizzata senza eccessi di enfasi, ma con la giusta miscela di dramma e suspense. La sofferenza di Carrie, eroina tormentata che aveva appena intravisto un barlume di felicità personale al termine della propria crociata in difesa della sicurezza nazionale, è un sentimento in grado di stamparsi con forza indelebile nella memoria dello spettatore; così come l'ultima scena, assolutamente commovente nella sua semplicità, in cui la protagonista offre un estremo, personalissimo omaggio alla memoria dell'amato Brody.

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Cosa non ci è piaciuto di questo episodio
Ancora qualche piccola forzatura a livello narrativo (come del resto è accaduto spesso nel corso della stagione), ad intaccare - seppure in maniera minima - il calibro della serie di punta di Showtime: dall'estrema facilità con la quale Brody riesce a fuggire dal palazzo del Generale Akbari dopo averlo assassinato alla maniera sbrigativa (e a dire il vero un po' contorta) attraverso cui la scalata gerarchica di Majid Javadi garantirebbe in brevissimo tempo uno scongelamento nei rapporti fra Iran e Stati Uniti. Difetti, tuttavia, sui quali per una volta ci sentiamo disposti a soprassedere.

Note a margine

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The Star è risultato complessivamente l'episodio di maggior successo nella storia di Homeland negli Stati Uniti: alla sua prima trasmissione, infatti, ha registrato un totale di 2.380.000 spettatori, superando di un soffio il precedente record stabilito dall'undicesima puntata della seconda stagione, In Memoriam (2.360.000 spettatori il 9 dicembre 2012). Tirando le somme, la terza stagione di Homeland ha segnato una media di 1.950.000 spettatori a episodio, confermando la popolarità di una serie fra le più apprezzate degli scorsi anni.

What's next?
L'episodio The Star, con la sua atmosfera elegiaca, quasi da vero e proprio series finale, implica necessariamente un completo reset in vista della quarta stagione della serie, già commissionata e programmata per andare in onda nell'autunno 2014. Detto addio a Brody, Homeland si troverà privata del dualismo fra lui e Carrie, che aveva sempre costituito una base narrativa fondamentale per le storyline più importanti, costringendo così gli sceneggiatori a percorrere nuove strade, pur tentando di non snaturare gli elementi di base della serie. Senza dimenticare che l'impresa più ardua per Carrie, nella prossima stagione, sarà con tutta probabilità dover fare i conti con una maternità già difficilissima da accettare, e nelle sue condizioni pressoché impossibile da gestire...

Stefano Lo Verme
Redattore
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