Heroes - Stagione 3, episodio 25: An Invisible Thread

Per Heroes arriva il momento del season finale che conclude la terza stagione e il volume quarto "Fugitives" risolvendo buona parte dei conflitti lasciati sospesi e gettando le basi per il futuro della serie nella speranza che il volume quinto "Redemption" possa godere di una maggiore incisività narrativa.

Siamo arrivati al gran finale e Heroes chiude il quarto volume "Fugitives" con un episodio che lascia intatto il senso di incertezza narrativa che ha caratterizzato tutta questa terza stagione pur risolvendo le storie che si sono sviluppate nel corso delle vicende, ma senza l'incisività e la brillantezza delle origini che appaiono ormai lontane. Cosa accade in An Invisible Thread è in gran parte scontato, con alcuni colpi ad effetto e momenti capaci di far ritrovare allo spettatore quelle particolarità che avevano creato una forte fidelizzazione alla serie, ma anche i passaggi in cui Hiro, prendiamo lui ad esempio perché meglio di tutti incarna la dualità di questa stagione tra eroe consapevole del proprio destino e figura di contorno a tratti ridicola, accetta con fermezza la responsabilità che il suo potere comporta, non riscattano la debolezza di questo finale che nemmeno negli ultimi momenti in cui vengono gettate le basi per il volume quinto "Redemption" riesce a sorprendere complice anche l'assenza di un cliffhanger degno di questo nome.
Stagione archiviata, allora, con grande perplessità e forte delusione con prospettive per la ripresa che per ora restano vaghe. Si conserva però la speranza che l'aver affidato le sorti della serie al vecchio team di sceneggiatori a stagione ormai in corso, pur non avendo fermato il declino patito durante quest'annata televisiva, possa almeno gettare le basi per una quarta stagione di livello superiore o comunque accettabile.

Zeljko Ivanek in una scena di An Invisible Thread dalla terza stagione di Heroes
Soffermandoci più dettagliatamente sui passaggi dell'episodio sappiamo che tutti i protagonisti confluiscono a Washington per impedire il temuto incontro tra Sylar e il presidente degli Stati Uniti; Hiro e Ando devono entrare nell'Edificio 26, Danko è solo a fronteggiare l'ira di Sylar e Angela, mentre viaggia in auto con Noah e Claire, sogna di Nathan in grave pericolo.
Con tale premessa è agevole seguire gli spostamenti di tutti, ma sappiamo anche che Hiro è in qualche misura danneggiato dal suo stesso potere perché ogni volta che ferma il tempo accusa un lancinante mal di testa accompagnato da emorragie dal naso segno che l'utilizzo dell'abilità comporta uno scompenso fisico ai mutanti. Cosa di preciso accadrà al giovane non è oggetto di questa puntata e si suppone sarà sviluppato nel corso della prossima stagione, di fatto fermare il tempo da questo momento in poi sarà per Hiro estremamente pericoloso.
Danko, invece, subisce la vendetta di Sylar che spiega anche come mai il pugnale che il cacciatore gli ha conficcato nella nuca non abbia avuto il potere di ucciderlo. La nuova abilità di mutare la propria forma ha infatti reso possibile al killer di spostare l'unico suo punto debole in una zona del corpo che naturalmente non viene precisata e che lo rende, in questo momento, praticamente invulnerabile. Gabriel però non ha intenzione di uccidere Danko perché gli basta assumere l'identità dell'uomo e sparare agli agenti che stanno arrivando nell'ufficio del senatore Petrelli in modo da convincere tutti della follia dell'ormai ex cacciatore che viene incarcerato a sua volta nell'Edifico 26. Qui Danko trova a fargli compagnia nella stessa cella anche Noah Bennet, catturato ad un posto di blocco dopo aver però costretto Claire e Angela a raggiungere a piedi la città per poter aiutare Nathan in pericolo.
Jack Coleman e Zeljko Ivanek in una scena di An Invisible Thread dalla terza stagione di Heroes
Noah spiega a Danko le difficoltà del proprio lavoro alla Compagnia e sembra che finalmente il cacciatore si renda conto che la battaglia contro i mutanti non era alla portata di semplici esseri umani, ma mentre i due arrivano ad un accordo, Hiro Nakamura ferma il tempo per penetrare all'interno dell'edificio e liberare tutti gli ostaggi.
Ed è proprio Hiro a lasciare aperta la porta della cella dove sono rinchiusi Danko e Bennet e quando tutto torna normale i due possono uscire, giusto in tempo per capire cosa il giovane Hiro abbia fatto.
Tra gli ostaggi liberati c'è anche Mohinder a cui Ando spiega i sintomi di Hiro e Suresh non può fare altro che costatare la gravità delle condizioni del giovane giapponese sconsigliandogli di fermare ulteriormente il tempo. Ma Hiro, responsabile del compito del svolgere, ancora una volta usa l'abilità per salvare proprio Noah mentre viene aggredito alle spalle da Danko che tenta di iniettargli un potente sedativo. Cacciatore messo definitivamente fuori combattimento e per ora di lui si perdono le tracce chiedendoci se lo rivedremo nel corso della prossima stagione, cosa che sarebbe certamente utile alla serie data la bravura costante dell'ottimo Zeljko Ivanek.

Adrian Pasdar in una scena di An Invisible Thread della terza stagione di Heroes
Claire ha invece il difficile compito di incontrare Nathan e stabilire se l'uomo che si trova di fronte sia realmente suo padre, ma l'abilità di appropriarsi dei ricordi che Sylar possiede riesce a trarla in inganno e quindi il killer accompagnato dalla giovane si reca nell'hotel dove si trova il presidente in quel momento. Ovviamente il senatore Petrelli ha libero accesso all'edificio, ma al momento di firmare il registro della sicurezza, l'uomo utilizza la mano sinistra e questo insospettisce la ragazza che realizza di essere in compagnia di Sylar; quando Noah telefona alla figlia adottiva per accertarsi delle sue condizioni è proprio Sylar, ormai scoperto, che risponde comunicando a Bennet di essere ad un passo dal proprio obiettivo. Non solo, Gabriel arriva anche a corteggiare in modo inquietante Claire (che tiene prigioniera grazie al suo potere di controllare le persone rubato al marionettista Eric Doyle) spiegando le similitudini tra loro, ma in aiuto della ragazza arrivano Peter e Nathan, liberato proprio da suo fratello minore.
Per introdursi nella suite dove il presunto senatore Petrelli sta attendendo il presidente, Nathan è costretto a rivelare agli uomini dello staff della Casa Bianca di essere lui stesso un mutante e che l'uomo responsabile del furto della sua identità è il più pericoloso tra i possessori di abilità speciali e va dunque fermato a tutti i costi.
Peter e Nathan così possono arrivare all'appartamento e qui avviene lo scontro finale tra loro e Sylar, scontro a cui non possiamo assistere perché come Claire, scaraventata fuori dalla stanza dall'immenso potere del killer, restiamo oltre la porta chiusa e possiamo solo vedere bagliori e lampi sprigionarsi dall'interno ed è questo forse il passaggio più deludente dell'intero episodio perché il tanto atteso faccia a faccia tra eroi viene archiviato con l'utilizzo di qualche effetto tutt'altro che speciale.
Hayden Panettiere in una scena di An Invisible Thread dalla terza stagione di Heroes
Quando Claire riesce finalmente ad entrare tutto è finito, la camera è deserta e devastata e ad irrompere all'interno è il solo Peter, mentre Nathan e Sylar si sono allontanati in volo. Ai due giovani non resta che mettere al sicuro il presidente, ma appena sono andati via si compie il tragico destino di Nathan che rientrato nella suite insieme a Sylar resta ucciso dall'assassino che senza pietà gli taglia la gola e lo lascia sanguinare accasciato su di una poltrona.

L'altra persona preoccupata del destino di Nathan è sua madre Angela che in sogno aveva previsto gran parte dello scontro, ma che è anche consapevole che forse l'intervento di Matt Parkman è l'unica cosa capace di salvare la vita al proprio figlio. Ed infatti Angela attende proprio Matt alla fermata dell'autobus dove ha viaggiato l'uomo per fare ritorno a Washington e grazie alla sua capacità di persuasione riesce a convincerlo ad aiutarla per il bene di tutti quanti loro. All'arrivo però nella camera dell'hotel li aspetta Nathan ormai privo di vita e Angela può solo stringere inutilmente tra le braccia il corpo del figlio tanto amato.

Zachary Quinto in una scena di An Invisible Thread della terza stagione di Heroes
Nessuno ormai si frappone tra Sylar e il suo obiettivo, l'uomo riesce infine a sostituirsi al capo dello staff della Casa Bianca e ad introdursi nell'auto che trasporta il presidente, ma quando gli stringe la mano per complimentarsi con lui resta sorpreso nel vedere il proprio potere da mutaforma sfuggirgli via perché nell'auto non c'è l'uomo più potente del mondo, ma Peter Petrelli che durante lo scontro di poco prima si era impossessato dell'abilità. Sylar viene neutralizzato con un'iniezione di sedativo e finalmente l'episodio scivola verso il suo epilogo con un colpo di scena ad effetto che sicuramente costituirà il punto di partenza del quinto volume: Angela e Noah, consapevoli che l'assassinio di Nathan da parte di un mutante costituirà un problema insormontabile per tutti loro, chiedono aiuto a Matt affinché modifichi con il suo potere la mente di Sylar e lo convinca di essere Nathan, così da prenderne il posto.
Sarà necessario mantenere questo gravoso segreto e anche se Matt all'inizio è scettico, ben presto comprende anche lui che quella è la soluzione più utile.
Sendhil Ramamurthy, Greg Grunberg, James Kyson Lee e Masi Oka in una scena di An Invisible Thread della terza stagione di Heroes
Il cadavere dell'altro mutaforma, rimasto con le sembianze di Sylar, viene bruciato in una pira sacrificale mentre tutti gli eroi assistono così da suggellare la fine del killer e la nascita di una nuova Compagnia che dovrà proteggere tutti i mutanti.

A questo punto non ci resta che assistere ai pochi minuti che ci vengono forniti come assaggio del quinto volume, l'azione si sposta in avanti nel tempo di sei settimane e incontriamo subito uno dei personaggi che ci accompagneranno nella storia: Niki Sanders/Tracy Strauss o meglio ancora la terza gemella di cui ci era stata già annunciata l'esistenza e che a quanto pare è capace di assumere la consistenza dell'acqua, abilità che usa per vendicarsi degli agenti che facevano parte della squadra di Danko, uccidendoli.

Cristine Rose in una scena di An Invisible Thread della terza stagione di Heroes
L'altro tema della prossima stagione invece ruota intorno alla figura di Nathan/Sylar perché questi accoglie nel suo ufficio da senatore sua madre Angela, ma sembra che la modifica della personalità operata da Parkman necessiti di una qualche revisione in quanto il comportamento dell'uomo, interessato in modo quasi ossessivo ad un orologio che ritarda di circa un minuto (e ricordiamo che questo era il potere originale di Gabriel Gray), insospettisce Angela e fa presagire imminenti problemi.

Tale conclusione non lascia particolarmente avvinti alla narrazione poiché già si era avuto il sospetto che sostituire Nathan con Sylar non sarebbe stata operazione priva di rischi, la mancanza quindi di un ponte solido gettato verso "Redemption" rischia di far partire di fatto sottotono il quinto volume che, secondo quanto ci è stato mostrato negli ultimi episodi, dovrebbe cominciare a fare luce sugli esperimenti condotti da Chandra Suresh e soprattutto sulle conseguenze dell'utilizzo costante dei poteri da parte degli eroi, cosa che Hiro Nakamura sta sperimentando per primo sulla propria pelle. Non ci resta che congedarci dalla serie con la speranza che la bomba innescata e dormiente costituita da Sylar e la minaccia rappresentata dalla terza gemella possano condurre ad una stagione qualitativamente migliore.

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