Hereafter di Clint Eastwood chiude il 28° TFF

In attesa dei vincitori, che saranno annunciati tra qualche ora, e della proiezione del film che chiuderà i battenti della manifestazione, ripercorriamo le tappe più significative della 28.ma edizione del festival cinematografico diretto da Gianni Amelio.

Turbolento, con questo aggettivo vogliamo definire il 28° Torino Film Festival che si conclude oggi nel capoluogo piemontese. Una kermesse che durante i nove freddissimi giorni della sua durata, solo sulla carta appartenenti all'autunno, ha offerto tanti bei film e portato in città grandi nomi del cinema internazionale. Non stiamo esagerando, di neve se n'è vista, e tanta, specialmente in un paio di serate che, tra i fiocchi che scendevano copiosi e le coloratissime luci natalizie ad agghindare le incantevoli piazze del centro, definire suggestive sarebbe davvero riduttivo. Temperature gelide solo sul termometro però, perchè la situazione in città, come in tutto il Paese, è stata ed è tuttora molto calda. Ribolle il sangue nei cuori degli studenti universitari torinesi che si sono uniti alla protesta nazionale contro la riforma Gelmini e contro i tagli alla Cultura occupando la Mole Antonelliana e le facoltà, presidiando i palazzi della politica e intonando inequivocabili slogan in nome del diritto allo studio e ad un futuro dignitoso nel mondo del lavoro.
E poi la morte improvvisa e tragica di Mario Monicelli, uno dei grandi del nostro Cinema, che è arrivata come un fulmine a ciel sereno a raggelare gli animi di un ambiente già in subbuglio. Una perdita dolorosa che ha lasciato un grande vuoto, in un momento in cui l'Italia dello Spettacolo soffre e tanto per la crisi economica e i tagli sconsiderati sentenziati dal governo. Sono arrivati a Torino in questi giorni anche Daniele Luchetti, il torinese acquisito Dario Argento, Carlo Mazzacurati, Saverio Costanzo e ieri anche

Alberto Sordi in una scena del film Lo sceicco bianco
Carlo Verdone, che durante l'incontro con il pubblico, avvenuto dopo la proiezione de Lo Sceicco Bianco, ha travolto tutti con uno dei suoi soliti spassosi monologhi parlando di Sergio Leone e di come il grande regista gli seppe stare vicino nei momenti pià delicati della sua carriera, del padre Mario e del grande Federico Fellini: "Abbiamo fatto un regalo bellissimo a Fellini condividendo la bellezza di questa sua opera prima, spesso dimenticata. Meno male che il tempo è il miglior giudice" - ha dichiarato l'attore che da pochi giorni ha compiuto sessant'anni portando una ventata di leggerezza al festival - "adoro il Fellini in bianco e nero, perché attraverso le facce dei protagonisti riusciva a raccontare la vera essenza dei personaggi. Ne Lo sceicco bianco non c'è una sola faccia sbagliata, tant'è vero che ho rubato da questo film il personaggio di Leopoldo Trieste, un Furio ante litteram".

Ma non è tutto, perchè a Torino abbiamo avuto il piacere e l'onore di incontrare anche un grintoso 'giovanotto' di ottant'anni come John Boorman, che non si è fatto fermare dalla neve ed ha affrontato un lungo viaggio in auto tra Londra e Torino per venire a ritirare il Gran Premio Torino alla carriera. E ancora la fantasmagorica retrospettiva su John Huston, seguita da vicinissimo dai figli Allegra e Tony, e l'attacco degli hackers che ha paralizzato il sito web ufficiale del TFF per due giorni svuotandolo dei suoi contenuti più importanti. Chissà poi a che scopo...

Matt Damon e Bryce Dallas Howard in una scena del film Hereafter
Tanti sono stati i film passati in rassegna: drammatici, sentimentali, adolescenziali, erotici, biopic, documentari, mockumentary e una pioggia di horror che hanno riempito le sale a ogni ora del giorno e fino a tarda notte. A chiudere stasera la manifestazione, che ha fatto registrare un grande successo di pubblico ed un considerevole aumento di presenze, il nuovo splendido film di Clint Eastwood, Hereafter, la 'sua' visione dell'Aldilà, l'ennesimo capolavoro firmato dal regista di Million Dollar Baby e Gran Torino. Ad accompagnare il film non sarà purtroppo l'ottantenne attore e regista di San Francisco, ma due attori giunti a Torino per l'occasione: l'attrice belga Cécile de France, che nel film interpreta, Marie, una giornalista francese rimasta vittima di uno tsunami in Indonesia che decide di scrivere un libro in cui racconta la sua esperienza personale, la sua 'escursione' nell'Aldilà avvenuta durante l'inondazione, attimi sospesi tra la vita e la morte. Insieme a lei il francese Thierry Neuvic, nel film compagno di vita e collega assai scettico sull'argomento. La storia di Marie è solo una delle tre che vanno a comporre il perfetto mosaico di Eastwood perchè ad essa si intrecciano altre due storie, una complementare all'altra. Si raccontano anche le vicende tormentate di George, Matt Damon, un sensitivo che ha il dono, o come dice lui stesso una maledizione, di riuscire a comunicare con le anime dei defunti, e quella di Marcus e Jason (interpretati dai gemelli George McLaren e Frankie McLaren), due fratellini londinesi che hanno la sfortuna di avere una mamma tossicodipendente, che dovranno fare i conti con una separazione tragica e irreversibile. Nel cast anche la bellissima Bryce Dallas Howard, figlia di Ron Howard. Cècile de France e Thierry Neuvic saranno presenti in sala durante la proiezione ufficiale del film di chiusura che si terrà alle 20:30 presso il cinema Ambrosio.

Una scena di Bus Palladium
In attesa dell'annuncio dei vincitori, che avverrà nel pomeriggio, si potranno vedere in replica alcuni dei film in competizione: il pazzesco e ultradivertente Four Lions, il teso thriller familiare Por tu culpa e l'italiano Henry di Alessandro Piva, un noir poliziesco violento e sboccato sullo sfondo di una Roma nascosta.
Il fuori dal concorso, si conclude con la proiezione degli ultimi due film. Si tratta di Bibliothèque Pascal dell'ungherese Szabolcs Hajdu, il racconto di una giovane donna che per riavere la custodia della figlioletta, nelle mani dai servizi sociali, è costretta a raccontare la verità sul suo sofferto passato a un funzionario: il rapimento da parte di due sconosciuti in fuga sulle rive del Mar Nero, la storia d'amore con uno dei due poi ucciso dalla polizia, e poi la nascita della bambina e la necessità di affidarla a una zia chiromante prima di rinchiudersi in un bordello di Liverpool. Dall'autore di White Palms, un film sospeso tra crudo realismo e sfrenata fantasia. Bus Palladium di Christopher Thompson chiude a tempo di musica raccontando la storia d'amicizia, d'amore e di crescita, ambientata nella Parigi degli anni '80, di cinque ragazzi in cerca di successo nel mondo del rock. Incidono un disco e fanno un tour, ma tra Manu, il tormentato e fascinoso cantante, e Lucas, il chitarrista, si inserisce Laura, una splendida groupie che involontariamente creerà un'incolmabile distanza tra i due ragazzi amici da sempre. Un cast di giovani future star francesi per il 'coming of age' d'esordio dietro la macchina da presa dell'attore e sceneggiatore figlio della regista Danièle Thompson.

Ultimo giorno di proiezioni anche per i Paesaggi con Figure con le repliche di Avalanche, l'imperdibile esperienza visivo/sonora di Carlos Casas, regista e artista visuale spagnolo che nel 2004 ha vinto il premio come Miglior Documentario al Torino Film Festival con Aral - Fishing in an Invisible Sea (quest'anno in giuria), e del mostro sacro della musica minimale Phill Niblock, che verrà proiettata presso visionair-10 E/STATIC GALLERY BLANK (via Reggio 27) alle ore 17:00 con ingresso libero.
I giochi sono fatti, il dado è tratto, che vinca il migliore.

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