Hap and Leonard, Christina Hendricks "rovina" la serie tratta da Lansdale

La saga letteraria di Joe R. Lansdale diventa una miniserie tv, appena conclusa in America, con protagonisti James Purefoy e Michael Kenneth Williams, purtroppo soffocati da una sceneggiatura che non rende giustizia allo spirito dei romanzi.

Hap and Leonard, Christina Hendricks "rovina" la...
Hap and Leonard

2016 - .... – Drammatico
3.7 3.7

Hap e Leonard sono amici da sempre, vivono alla giornata, tra una raccolta di rose nei campi e un allenamento di arti marziali, perennemente squattrinati ma sempre pronti a sostenersi l'un l'altro: la loro è più di un'amicizia, è quasi un rapporto fraterno. Eppure non potrebbero essere più diversi: Hap è bianco, eterosessuale, democratico e si è fatto diversi anni di galera per essersi rifiutato di partecipare alla guerra del Vietnam, Leonard invece è nero, gay, repubblicano e un veterano di guerra. Questa strana coppia, che vive nel Texas orientale, un posto quasi metafisico, almeno leggendo i romanzi, è protagonista della saga di culto creata da Joe R. Lansdale e soprannominata "la saga di Hap e Leonard".

Hap and Leonard: James Purefoy e Michael K. Williams in una scena

Composta da nove romanzi e una raccolta di racconti, la saga ha il suo inizio con Una stagione selvaggia, pubblicato in America nel 1990 e arrivato in Italia solo nel 2006, libro vincitore del premio Bram Stoker, titolo che diventa ora una miniserie in 6 episodi prodotta da Sundance TV, appena conclusa in America. Dare forma a personaggi divenuti di culto, amati in modo quasi viscerale da migliaia di lettori, è sicuramente un'impresa difficile: a raccogliere la sfida non potevano che essere dunque degli estimatori del lavoro di Lansdale, ovvero Jim Mickle e Nick Damici, rispettivamente regista e sceneggiatore anche di Cold in July, pellicola ispirata a un altro romanzo dell'autore, Freddo a luglio, con protagonisti Michael C. Hall e Don Johnson (che interpreta Jim Bob Luke, personaggio appartenente all'universo di Hap e Leonard e che quindi, se la serie sarà rinnovata, potrebbe apparire in futuro riprendendo questo ruolo anche sul piccolo schermo).

Visto il buon lavoro svolto con Freddo a luglio, era lecito aspettarsi fuochi d'artificio dalla coppia di autori una volta messe le mani su una saga che già di per sé è molto cinematografica, con dialoghi perfetti e scene descritte in modo dettagliato e piene d'azione: ma purtroppo non è così.

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Hap and Leonard: Christina Hendricks, James Purefoy e Michael Kenneth Williams seduti sotto le stelle

James Purefoy e Michael Kenneth Williams sono una coppia perfetta

Hap and Leonard: Jeff Pope e Neil Sandilands in una scena

Dare un volto a personaggi che hanno già una forma ben precisa nella mente di un lettore è sempre un processo delicato e complicato: Mickle e Damici hanno però scelto con cura i propri protagonisti, affidando il ruolo di Hap a James Purefoy, il terribile Joe Carroll di The Following, che, dopo tre anni da serial killer, può finalmente vestire gli abiti di un personaggio buono, e quello di Leonard a Michael K. Williams, l'indimenticabile Omar di The Wire, scelta assolutamente perfetta. Nel ruolo di Trudy, l'ex moglie di Hap che si fa viva dopo anni con la promessa di soldi facili, figura invece Christina Hendricks, la rossa Joan di Mad Men, donna seducente e manipolatrice, per cui il protagonista ha ancora un debole. La premessa della miniserie, che poi è quella del romanzo, è infatti questa: dopo anni di nulla assoluto, Trudy, che ha abbandonato Hap quando è finito in prigione per essersi rifiutato di partire per il Vietnam, cerca il suo aiuto per recuperare una macchina finita in fondo al fiume Sabine; nell'auto c'è un milione di dollari, frutto di una rapina andata male. La coppia di amici accetta il lavoro, ma scopre ben presto che Trudy non opera da sola: con lei ci sono il nuovo marito, Howard (Bill Sage), idealista rimasto con la testa ai tempi degli hippie, Chub (Jeff Pope), poco brillante ma fedele, e Paco (Neil Sandilands), pericoloso ex terrorista dal volto sfregiato. Qualcuno della banda ha però secondi fini e sul cammino di Hap e Leonard compare presto una coppia di criminali folli quanto pericolosi: Soldier (Jimmi Simpson), spacciatore locale dai modi eleganti ma privo di qualsiasi scrupolo e Angel (Pollyanna McIntosh), il suo braccio destro e compagna, una culturista imponente.

Ambientazione, colonna sonora e atmosfera sono quelle giuste

Hap and Leonard: un primo piano di Michael K. Williams

L'ottimo cast opera in un'ambientazione perfetta, una Louisiana afosa e selvaggia che fa da controfigura al Texas orientale, accompagnata da una colonna sonora ben studiata, che tira in ballo autori country come Patsy Cline e Hank Williams, tra i preferiti di Leonard e ampiamente citati nei romanzi, e da piccoli dettagli, come i biscotti alla vaniglia e le lattine di Dr. Pepper, il pasto preferito sempre di Leonard, che fanno capolino per la gioia dei lettori più maniacali, rendendo l'atmosfera credibile e fedele a quella dei romanzi. Anche la bella sigla è in perfetto stile Hap e Leonard: realizzata con disegni che sembrano arrivare dritti dalle locandine dei film esposte nei drive-in, rende perfettamente giustizia alle suggestioni di Lansdale (che al mondo dei drive-in ha dedicato una trilogi).

Christina Hendricks, una presenza troppo ingombrante?

Hap and Leonard: Christina Hendricks, Pollyanna McIntosh e Jimmi Simpson in una scena

Un cast perfetto e un'ambientazione riuscita non possono però controbilanciare una colpa imperdonabile: quella di non rendere mai Hap e Leonard i veri protagonisti. Forse intimoriti dalla presenza di un'attrice, Christina Hendricks, diventata una vera e propria icona del piccolo schermo grazie al ruolo in Mad Men, gli autori hanno spostato l'attenzione sul suo personaggio, Trudy, che nel romanzo è sì la forza motrice che dà il la all'azione, ma non è mai una figura centrale. Per aumentare lo spessore del suo personaggio sono stati aggiunti flashback e una risoluzione finale completamente diversa da quella scritta da Lansdale, tradendo la sua visione per nulla buonista del mondo, ma lucida e disincantata, trasformando Hap e Leonard in due tizi qualsiasi capitati quasi per caso sul percorso di questa donna pericolosa quanto seducente.

Hap and Leonard: James Purefoy e Christina Hendricks in un canotto

Dei dialoghi brillanti e al vetriolo tra i due protagonisti, divertenti quanto dissacranti, vero tratto distintivo della saga, non c'è traccia, così come dei memorabili monologhi interiori di Hap, vera coscienza dell'autore, colmi di saggezza e di frammenti di vita vissuta guardando il mondo con occhi pieni di voglia di bellezza ma consapevoli di quanto sia rara e pronta a sfiorire in un istante, eliminati per forza di cose e sostituiti da flashback che mal si amalgamano a un'azione eccessivamente diluita nei sei episodi. In questo modo, l'ironia è praticamente assente, così come la forza di questa coppia insolita quanto travolgente, che, proprio in seguito alle avventure messe in atto in questo primo romanzo, diventa poi la coppia di detective più improbabile e divertente mai scritta. La miniserie si conclude con una citazione dal secondo capitolo della saga, Mucho Mojo, facendo quindi intendere che l'intenzione sia quella di proseguire le avventure di Hap e Leonard: se questo dovesse accadere la speranza è che per i nuovi episodi si faccia un lavoro di scrittura migliore, senza tradire lo spirito dei romanzi, portando sullo schermo i veri Hap e Leonard e non un'imitazione sbiadita.

Valentina Ariete
Redattore
2.5 2.5
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