Grandi eroi, piccolo schermo: I fumetti della DC Comics in televisione

Aspettando l'arrivo di Preacher, facciamo una panoramica delle diverse trasposizioni televisive dei fumetti della DC Comics, da Batman e Superman a prodotti più curiosi come iZombie e Lucifer.

Al giorno d'oggi vi è una vera propria proliferazione di serie TV basate su fumetti e personaggi della DC Comics, la storica casa editrice americana che, insieme alla Marvel, domina il mercato per quanto concerne i supereroi. Contando solo le produzioni live action, mentre scriviamo queste righe vanno in onda sette adattamenti di prodotti DC, e ne stanno per arrivare altri, in primis l'attesissimo Preacher. Mentre aspettiamo il debutto ufficiale di uno show che promette di essere folle quanto la fonte cartacea creata da Garth Ennis, abbiamo pensato di ripercorrere, a grandi linee, la storia televisiva della DC, principalmente in live action, ma con una piccola, necessaria parentesi per una particolare produzione animata. E in principio, ovviamente, ci fu la Trinità...

Preacher: il vampito Joseph Gilgun sdraiato

Pipistrelli, alieni ed amazzoni

Clark (Tom Welling) guarda negli occhi Zod (Callum Blue) nell'episodio Dominion di Smallville

Chi ha visto il film Hollywoodland si ricorderà sicuramente della tragica storia di George Reeves, morto suicida nel 1959 dopo essere stato, dal 1952 al 1958, l'interprete dell'Uomo d'acciaio nella serie Adventures of Superman (e nel film Superman and the Mole Men), diventando a livello mediatico l'equivalente televisivo di Christopher Reeve, il mai dimenticato Superman cinematografico. Reeves, apparso anche in un episodio della celebre sitcom Lucy ed io, è stato a lungo insostituibile, ma molti fan serbano un ricordo positivo di Dean Cain, protagonista - insieme a Teri Hatcher nel ruolo di Lois Lane - di Lois & Clark, la cui particolarità è l'idea che Clark Kent sia la vera personalità del protagonista, mentre Superman è il travestimento. Ed è sempre Clark a dominare gli ascolti dal 2001 al 2011 nel serial dal target adolescenziale Smallville, che rilegge la mitologia legata al personaggio in chiave più moderna (particolarmente interessante l'idea che sia stato mandato sulla Terra non come difensore, ma in quanto conquistatore). Dall'impostazione simile, ma di successo inferiore, c'è anche Superboy, andato in onda dal 1988 al 1992.

Adam West accanto a Burt Ward nella serie tv 'Batman'

Altrettanto variegata la carriera televisiva dell'Uomo pipistrello di Gotham City, a cominciare dal mitico Batman del 1966 che ha trasformato Adam West in un'icona della cultura popolare americana (tra gli estimatori c'è Seth MacFarlane, che ha reclutato West per I Griffin). La serie è ricordata per i toni scanzonati e quasi parodistici e la quantità enorme di guest star prestigiose, per le quali partecipare a Batman era un'occasione da non perdere (basti pensare che per Mr. Freeze, personaggio interpretato da tre attori diversi, si presentò anche un regista di tutto rispetto come Otto Preminger). Le avventure catodiche del paladino della notte sono poi rimaste dormienti per alcuni decenni, fino all'arrivo di Gotham nel 2014. Quest'ultimo, un prequel incentrato principalmente sul giovane Jim Gordon, avrebbe potuto arrivare in televisione, con un'impostazione leggermente diversa, già una decina d'anni prima, ma l'idea fu scartata perché in ambito cinematografico si stava lavorando a Batman Begins.

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Infine, come non menzionare Wonder Woman, che ora sul grande schermo ha il volto di Gal Gadot ma per anni è stata associata quasi esclusivamente a Lynda Carter? Dal 1975 al 1979, Wonder Woman ha raccontato le gesta della bella guerriera amazzone, durante la Seconda Guerra Mondiale (stagione 1) e poi negli anni Settanta (stagioni 2 e 3). Questa rimane, ad oggi, l'unica trasposizione televisiva delle avventure di Diana Prince, sebbene siano stati fatti due tentativi recenti: il primo, nel 2011, era un pilot scritto da David E. Kelley e interpretato da Adrianne Palicki, che in sede di decisione finale è stato bocciato dalla NBC; il secondo era un progetto della CW intitolato Amazon, sospeso indefinitamente a causa di problemi legati alla scrittura.

Il DC Animated Universe

Dal 1992 al 2006, una fetta sostanziosa di pubblico ha conosciuto gli eroi della DC tramite l'universo animato gestito da Bruce Timm, Paul Dini ed altri. Sette serie e quattro film (di cui uno, Batman: La Maschera del Fantasma, uscito al cinema) per portare sul piccolo schermo quasi tutto l'universo DC, letteralmente nel caso di Justice League, dove i membri della squadra si moltiplicano con l'aumentare delle stagioni. Caratterizzate da un approccio molto maturo a livello di scrittura (per ammissione degli autori, il loro pubblico di riferimento aveva tra gli 11 e i 14 anni, sebbene il network puntasse ad una fascia d'età inferiore), queste serie hanno anche il merito maggiore di aver lanciato la carriera di Mark Hamill come doppiatore nel campo dell'animazione americana. E tra pochi mesi, con l'uscita di Batman: The Killing Joke, sarà possibile sentirlo di nuovo nei panni del Joker...

L'Arrowverse

The Flash: Grant Gustin con il suo costume da eroe in City of Heroes

Dal 2012, la CW si è imposta come luogo privilegiato delle produzioni seriali DC, tutte ambientate nello stesso universo: alle atmosfere dark e "terra terra" di Arrow si sono aggiunte quelle più leggere di The Flash e quelle epiche di Legends of Tomorrow, senza dimenticare Supergirl che, pur andando in onda su CBS, è legato all'Arrowverse tramite un crossover con The Flash. Quattro serie d'avventura che mostrano la versatilità della produzione DC e la vitalità del genere supereroistico sul piccolo schermo. Con un successo tale che non pochi fan sono un po' dispiaciuti sapendo che molto probabilmente il Freccia Verde di Stephen Amell e il Flash di Grant Gustin non faranno il salto di qualità dalla TV al cinema.

Arrow: Stephen Amell in una delle prime foto della serie

Mondo Vertigo

Constantine: l'attore Matt Ryan nell'episodio pilota

Per chiudere, il caso particolare della Vertigo, etichetta adulta della DC che pubblica titoli di vario genere, senza alcun legame tra di loro o con l'universo mainstream della casa editrice (salvo eccezioni, come la defunta testata Hellblazer). Constantine, basato sulle avventure dell'omonimo mago, non ha avuto vita felice, mentre iZombie e Lucifer, due serie poliziesche aventi come protagonisti rispettivamente una zombie e il Diavolo in persona, godono di un discreto successo. Ma la vera sfida sarà Preacher, con il quale la AMC punta all'espansione delle sue produzioni di genere, basandosi sul materiale dissacrante ed allegramente blasfemo concepito da Garth Ennis e Steve Dillon. Sarà all'altezza del fumetto? Al pubblico l'ardua sentenza...

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