Gotham: Commento all’episodio 1x07, Penguin’s Umbrella

Un episodio fondamentale per gli sviluppi della storyline su Jim Gordon e il Pinguino e sulla faida fra i due clan rivali di Gotham City, ma che spreca malamente le proprie potenzialità a causa dei soliti, imperdonabili buchi di sceneggiatura.

Il plot

A causa della rivelazione che Oswald Cobblepot è ancora vivo, Harvey Bullock aggredisce Jim Gordon, temendo le inevitabili ritorsioni della criminalità organizzata, mentre a casa di Jim e Barbara Kean si presentano gli scagnozzi di Fish Mooney; Jim, tuttavia, si rifiuta di presentarsi al cospetto di Fish Mooney e intima a Barbara di lasciare immediatamente Gotham City. Il giorno seguente al commissariato di polizia fa irruzione Victor Zsasz, il più temibile sicario di Carmine Falcone, per prelevare Gordon: tutti gli agenti abbandonano Jim, mentre fra lui, Victor e gli altri seguaci di Falcone si scatena una sparatoria.

Ferito, Jim viene salvato all'ultimo momento dall'intervento provvidenziale di Renee Montoya e Crispus Allen, che gli permettono di sfuggire a Victor. Il detective trova rifugio a Grayson Manor, dove si confronta con Bruce Wayne e gli rivela la connessione fra il crimine organizzato e l'omicidio dei suoi genitori. Nel frattempo, l'esistenza stessa di Cobblepot rischia di scatenare una guerra fra il clan di Falcone e quello di Salvatore Maroni; la faida fra le due gang porta all'uccisione di Frankie Carbone e di Nikolai, ma alla fine i due boss raggiungono un compromesso.

Gotham: gli attori Donal Logue e Ben McKenzie in L'ombrello del Pinguino
Gotham: gli attori Donal Logue e Ben McKenzie in L'ombrello del Pinguino

Harvey, intanto, ha deciso di offrire il proprio aiuto a Jim Gordon: i due detective arrestano il sindaco Aubrey James, quindi si recano al quartier generale di Falcone per mettere le manette anche al boss. Falcone, però, ha un asso nella manica: Barbara infatti è tenuta prigioniera di Victor. Jim deve cedere, quindi libera il sindaco e poi abbandona la villa di Falcone, il quale decide di risparmiare lui e Harvey, consapevole che prima o poi anche Gordon sarà costretto ad accettare gli equilibri di potere di Gotham City.

Commento all'episodio

Gotham: Erin Richards in una scena dell'episodio intitolato L'ombrello del Pinguino
Gotham: Erin Richards in una scena dell'episodio intitolato L'ombrello del Pinguino

Sulla carta, Penguin's Umbrella (a prescindere dalla banalità del titolo) avrebbe potuto e dovuto essere l'episodio più significativo e incisivo nel percorso narrativo di Gotham fino ad oggi: dopo diverse puntate realizzate con lo stampino, finalmente la serie aveva l'occasione di uscire dalla propria comfort zone, di rompere la formula ripetuta fin troppe volte e di compiere una svolta pivotale per la parabola di Jim Gordon e della sua lotta al crimine organizzato di Gotham City. E alla luce di queste premesse, è ancora più triste constatare come Gotham fallisca miseramente, per l'ennesima volta e in maniera più grave rispetto agli scivoloni precedenti, sprecando il potenziale di un episodio importantissimo a causa della solita, imbarazzante superficialità nella scrittura e nella costruzione dell'intreccio. In Penguin's Umbrella, Jim Gordon ci appare come una sorta di Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco: abbandonato da tutti, in solitaria attesa dell'inevitabile resa dei conti con i villain determinati a fargli scontare le sue azioni.

Gotham: l'attrice Jada Pinkett Smith in una scena dell'episodio L'ombrello del Pinguino
Gotham: l'attrice Jada Pinkett Smith in una scena dell'episodio L'ombrello del Pinguino

Il problema risiede nell'impossibilità di sentirsi coinvolti in una situazione così estrema e disperata quando l'inverosimile e il ridicolo fanno capolino quasi in ogni sequenza, mentre l'intero corpo di polizia di Gotham risulterebbe imbarazzante addirittura a Paperopoli: la sequenza in cui tutti gli agenti abbandonano in massa il commissariato, obbedendo senza fiatare all'ordine del sicario Victor Zsasz, non è solo una forzatura indigeribile perfino per chi è abituato alle assurdità di questa serie, ma costituisce un vero e proprio insulto all'intelligenza dello spettatore. Il gravissimo difetto di Gotham, più che mai evidente in Penguin's Umbrella, è che questa serie vorrebbe regalare diversi momenti di suspense e dramma, ma non ne è in grado perché annega l'intero racconto in situazioni bislacche e prive di qualunque credibilità: dall'insulso personaggio di Barbara, che (così ci informano) si presenta al cospetto di Carmine Falcone (!) per supplicare il perdono per il fidanzato, alle iraconde frenesie da fumettaccio camp della Fish Mooney di Jada Pinkett Smith, con le sue improbabili tenute da ballerina di burlesque, senza contare un Harvey Bullock che, da comprimario cinico e dissacrante, è ormai ridotto ad una macchietta priva di consistenza, Gotham è un'incessante delusione che sembra destinata purtroppo a peggiorare di settimana in settimana.

What's next

A questo proposito, l'unica, flebile speranza per la serie della Fox è che le svolte narrative di Penguin's Umbrella portino a sviluppi più interessanti, con un maggiore focus sulla storyline principale piuttosto che sui debolissimi "casi della settimana"; in particolare, la scoperta del doppio gioco operato da Cobblepot in accordo con il boss Falcone potrebbe riservare qualche discreto colpo di scena per le prossime puntate.

Gotham: Zabryna Guevara e Ben McKenzie nella puntata L'ombrello del Pinguino
Gotham: Zabryna Guevara e Ben McKenzie nella puntata L'ombrello del Pinguino

Conclusioni

Pur avendo a disposizione un materiale narrativo che, in linea teorica, avrebbe potuto permettere agli di confezionare l'episodio più teso e convincente realizzato fino a questo punto, Penguin's Umbrella si rivela al contrario una cocente delusione, per colpa di una sceneggiatura che si perde completamente tra falle a dir poco palesi, totali perdite di verosimiglianza e scivoloni nel ridicolo involontario. Dopo sei episodi, Gotham mostra sempre di più la propria fragilità strutturale ed il carattere raffazzonato di uno script incapace di conferire consistenza e pathos ad eventi e personaggi.

Movieplayer.it

2.0/5