Good Time, Robert Pattinson "A New York avevo il terrore dei paparazzi, ma nessuno mi ha riconosciuto

I fratelli Joshua e Ben Safdie presentano in concorso il loro thriller allucinato che si consuma nel corso di una notte nei bassifondi di New York.

Che Good Time sia un film fuori dai canoni lo si capisce osservando la strana ciurma presente a Cannes. Robert Pattinson, schivo come il suo solito, è affiancato dai registi della pellicola presentata in competizione, Joshua Safdie e Ben Safdie, anche attore. Mentre Pattinson cerca di schivare le domande della stampa nel modo più rapido e indolore possibile, i due fratelli sono un fiume in piena e lo interrompono in continuazione impedendogli di pronunciare quelle poche faticose parole mentre si lasciano andare a ricordi dal set e raccontano gustosi aneddoti sulla lavorazione del thriller. A completare il quadro troviamo il pittoresco Buddy Duress, ex criminale divenuto attore, e l'esordiente Taliah Webster, che si professa fan accanita di Pattinson giurando di aver visto più e più e volte tutti i Twilight.

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Good Time: Robert Pattinson e i fratelli Safdie a Cannes 2017

Good Time è un livido thriller metropolitano ambientato in una sola notte per le strade di New York. Robert Pattinson e Ben Safdie interpretano Connie e Nick Nikas, due fratelli originari del Queens che, dopo una rapina finita male, cadono in una spirale di orrore. Connie dovrà tentare il tutto per tutto per liberare dal carcere il fratello Nick, che soffre di un ritardo mentale, muovendosi nel sottobosco della criminalità di New York senza rimetterci la pelle. I fratelli Safdie si affacciano a Cannes nella sezione più prestigiosa, ma non sembrano troppo nervosi alla prova del fuoco. Come ammette Joshua Safdie: "Lavoriamo da tanti anni, quindi anche se siamo giovani per noi non è una novità. Cannes è l'apice del cinema, sono felice di essere qui, ma anche se morissi domani sarei già un veterano".

Una notte a NY sulle orme di Taxi Driver

Good Time: il cast al completo in conferenza stampa a Cannes

Robert Pattinson prosegue nel suo percorso di esplorazione del cinema indipendente e accetta sempre nuove sfide per cancellarsi di dosso l'aura di rubacuori vampiresco, eredità di Twilight. All'idea di recitare per giorni e giorni per le strade di New York, l'attore confessa di essere stato preoccupato a lungo proprio i virtù della fama che lo accompagna: "Due mesi prima di girare, ho cominciato a frequentare le strade di New York per preparami. Ero preoccupato e nervoso all'idea dei paparazzi per le strade, dei fan col telefonino pronti a immortalarmi sul set. Eppure durante le riprese, grazie al trucco nessuno mi ha riconosciuto. Ho avuto modo di entrare nel personaggio senza problemi. Avevo l'obiettivo della cinepresa sulla mia faccia e nessuno ci faceva caso, nel frattempo Josh mi dirigeva via sms. E' stata un'esperienza incredibile".

Good Time: Robert Pattinson sorridente a Cannes

Il divo inglese ammette di aver accettato la sfida di Good Time dopo aver visto poster e trailer di un precedente film dei fratelli Safdie, Heaven Knows What, e di esserne rimasto colpito. Così quando loro lo hanno contattato per proporgli il ruolo ha deciso di accettare nonostante "sul set fossi l'unico a non essere cresciuto a New York, non potevo fingere. Mi sentivo un po' spaesato, ma ho amato l'energia del set, ho capito subito che questo era un film autentico, selvaggio, fuori controllo. I registi amano lavorare con gente presa dalla strada e io ho cercato di essere quello per loro, sono stati incredibili con me per tutto il tempo. Qualsiasi idea stupida, qualsiasi dubbio avessi in mente, potevo rivolgermi a loro in qualsiasi momento. Non avevo mai sperimentato un tale livello di entusiasmo e divertimento su un set". Josh e Ben Safdie ammettono di avere avuto in mente proprio Robert Pattinson per il ruolo di Connie fin dalla fase di scrittura: "Mentre scrivevamo pensavamo a Robert. Il concept di Good Time per noi era una vera ossessione così abbiamo cercato di svilupparla pensando a lui. La parte più difficile di scrivere un film è costruire la backstory del personaggio. Così mandavamo a Rob dei riassunti e lui ci tempestava di domande 'Perché fa così?' E' stata un'esperienza molto collaborativa".

Da Robert Pattinson a Iggy Pop

Good Time: Robert Pattinson in una scena del film

La passione per il cinema dei fratelli Safdie viene da lontano, tutta la loro produzione è contraddistinta da un incredibile entusiasmo verso il media. Di fronte a possibile influenze come Taxi Driver di Martin Scorsese o altri film, i due fratelli, però, obiettano: "Abbiamo visto tanti film quindi a livello inconscio ne siamo sicuramente influenzati, ma l'ispirazione per Good Time non viene dal cinema, bensì dalla vita vera, da persone che conosciamo e dalla nostra ossessione per i telefilm polizieschi degli anni '70. Tutti i nostri film nascono dai personaggi. In questo caso abbiamo costruito la vita dei due fratelli attorno a una metafisica dei crimine. E' stato un lungo processo organico". La peculiarità di Good Time si evidenzia anche a livello formale. I Safdie ammettono: "Volevamo fare qualcosa di pericoloso allora abbiamo rischiato e optato per i 35 mm. Volevamo sperimentare, abbiamo un operatore di camera poetico che ci ha aiutato. Volevamo usare colori che non fossero necessari, ma che ci permettessero una visione allucinata. Lo schedule era impossibile, ma abbiamo fatto un vero tour de force".

Good Time: un primo piano di Robert Pattinson

Oltre all'eccezionale interpretazione di Robert Pattinson e di Ben Safdie, scelto dopo un provino in cui era stato "in personaggio" per ore sostenendo una conversazione con avvocati veri, anche la colonna sonora di Good Time è motivo di interesse per la collaborazione illustre con Oneohtrix Point Never e Iggy Pop. "E' stato un arduo e lungo processo in studio" racconta Joshua Safdie. "Con Daniel Lopatin, vero nome di Oneohtrix Point Never, ho passato ore e ore. A un certo punto stavo per mollare perché è molto frustrante non riuscire a comunicare cosa volessi. Non sono un musicista e lui mi faceva toccare la sua tastiera per capire. Se la musica si intreccia alle immagini non funzionerà, deve essere un animale indipendente. Iggy Pop non l'ho mai incontrato, ci abbiamo collaborato solo virtualmente comunicando via Facetime. Ma lui è un poeta, è uno dei grandi artisti americani e ha fatto un lavoro incredibile. La colonna sonora è diventata un personaggio del film". Nell'entusiasmo generale per l'accoglienza del film, l'ultima domanda rivolta a Robert Pattinson riguarda il suo futuro lavorativo. L'attore confessa sorridendo: "Sono felice con quello che sto facendo ora, prossimamente girerò un film con Claire Denis, High Life. Accetto quello che arriverà, non mi preoccupo del futuro".

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