Gomorra 3: tra padri e figli, sangue, carezze ed inganni

Un episodio monografico ed uno corale riconfermano tutta la forza narrativa di Gomorra aprendo a scenari inediti per i suoi protagonisti

Gomorra, una scena della terza stagione
Gomorra, una scena della terza stagione

Attenzione, l'articolo contiene spoiler sul terzo e quarto episodio di Gomorra 3! In un'immaginaria guerra per gli ascolti, in barba alla scaramanzia, lo scorso venerdì 17 i Savastano hanno stracciato i Lannister grazie un milione 13 mila spettatori medi registrati per il debutto della terza stagione di Gomorra - La Serie contro i "soli" 572 mila de Il trono di spade 7. Il dato più alto di sempre per l'esordio di una serie su Sky che si aggiunge agli oltre 500 mila euro incassati al cinema con la proiezione in anteprima del primo e terzo episodio.

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Gomorra 3: Ciro (Marco D'Amore) in una scena del terzo episodio
Gomorra 3: Ciro (Marco D'Amore) in una scena del terzo episodio

Un esperimento (vincente) realizzato dalla pay tv insieme a Vision Distribution che segna un precedente importante sia per il cinema sia per la serialità e la sua fruizione. Due primi episodi costruiti per chiudere un cerchio che, a sua volta, apre a nuovi scenari geografici e narrativi. Se da un lato, infatti, la morte di Don Pietro (Fortunato Cerlino) è "servita" agli autori per ridisegnare il campo di battaglia nella guerra per il potere, dall'altro, l'azione continua ad alternarsi tra la Suburra nascosta dietro le geometrie razionaliste dell'Eur ed una Napoli in subbuglio per la morte di uno dei suoi boss più rilevanti.

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"Quello che mi piaceva non esiste più"

Gomorra 3: Ciro ed Enzo (Marco D'Amore e Arturo Muselli) e in una scena del terzo episodio
Gomorra 3: Ciro ed Enzo (Marco D'Amore e Arturo Muselli) e in una scena del terzo episodio

Come già ampiamente annunciato durante la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione, anche Fai la brava, terzo episodio diretto da Claudio Cupellini, oltrepassa i confini italiani per raccontare una differente "Scampia". Si tratta di Sofia, in Bulgaria, dove si è autoesiliato Ciro (Marco D'Amore) dopo l'assassinio di Pietro Savastano e la tragica morte della figlia. Una puntata monografica dedicata all'Immortale tra le più belle, intense e contenutisticamente stratificate dell'intera serie. Un esempio di scrittura, regia e recitazione dove i riferimenti alla cronaca criminale s'intrecciano con il personale purgatorio di un uomo in fuga da un passato e da un dolore che ha dentro di sé.

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Gomorra 3: Ciro (Marco D'Amore) in una foto del terzo episodio
Gomorra 3: Ciro (Marco D'Amore) in una foto del terzo episodio
Gomorra 3: Marco D'Amore (di spalle) in una scena del terzo episodio
Gomorra 3: Marco D'Amore (di spalle) in una scena del terzo episodio

Nella capitale bulgara Ciro sembra aver abbandonato le ambizioni di comando lavorando per il profitto altrui, tra il traffico di droga e vite umane. Interessante notare come, ancora una volta, gli autori abbiano creato un "triangolo" dove l'Immortale si trova tra un padre, Valentin, ed un figlio, Mladen (Aleksandar Alekseev Sano), che vedono in lui, rispettivamente, un fidato pupillo ed una minaccia alla propria posizione della quale liberarsi. Ed è in questo spazio che entra in gioco Enzo (Arturo Muselli), detto Sangueblù, ed i suoi "fratelli di strada". Un nuovo personaggio con alle spalle, però, una vecchia ed importante discendenza criminale che intende rivendicare.

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Gomorra 3: Arturo Muselli una scena del terzo episodio
Gomorra 3: Arturo Muselli una scena del terzo episodio
Gomorra 3: Arturo Muselli (al centro) in una scena del terzo episodio
Gomorra 3: Arturo Muselli (al centro) in una scena del terzo episodio

Fai la brava, lo dicevamo, è un episodio ricco che unisce il racconto del reale con il racconto di finzione. Dalla periferia degradata di Sofia, rappresentata dalla miseria e dall'orrore nascosto dietro gli appartamenti dimessi dei palazzoni di Lyulin, al bagliore di umanità risvegliato in Ciro da una giovane ragazza albanese, Elvana (Boryana Krumova Manoilova), sessualmente sfruttata da Mladen. Nell'arco temporale della puntata assistiamo all'evoluzione di Ciro che, da bestia rabbiosa e senza sentimenti, affida ad una carezza il suo risveglio emotivo seppellito con la morte di Maria Rita. Ma questa presa di coscienza coincide anche con l'amara comprensione che dalle azioni passate e dalla propria natura è impossibile sfuggire. Ecco allora che un pacchetto di fiammiferi mostra all'Immortale la strada di casa...

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"Mi servono i soldi per fare una guerra"

Gomorra 3: Cristina Donadio e Cristiana Dell'Anna nel quarto episodio
Gomorra 3: Cristina Donadio e Cristiana Dell'Anna nel quarto episodio

Se finora questa terza stagione di Gomorra ha visto dietro la macchina da presa Claudio Cupellini con il quarto episodio la regia è, invece, affidata a Francesca Comencini. Una puntata corale nella quale gli autori sviluppano più trame senza sbilanciare l'armonia del racconto o sacrificare riferimenti al mondo reale al quale Gomorra s'ispira. Si parte, infatti, da un'aula di tribunale e dalla ritrattazione di Marinella (Denise Capezza) che permette alla iena Scianel (Cristina Donadio) di uscire dalla gabbia/prigione che l'ha tenuta lontano dalla piazza eredita dal fratello Zecchinetta (Massimiliano Rossi).

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Gomorra 3: Salvatore Esposito e Cristina Donadio nel quarto episodio
Gomorra 3: Salvatore Esposito e Cristina Donadio nel quarto episodio
Gomorra 3: Salvatore Esposito in una scena del quarto episodio
Gomorra 3: Salvatore Esposito in una scena del quarto episodio

Una testimone comprata grazie alle doti persuasive di Patrizia (Cristiana Dell'Anna), degna stratega dell'amato Pietro Savastano ed ora complice ignara del suo assassino. Grazie a lei nuove alleanze si delineano mentre Genny (Salvatore Esposito) continua a dividersi tra Napoli e Roma dove un'altra figura paterna s'intromette (nuovamente) sul suo cammino. Si tratta del suocero Don Avitabile (Gianfranco Gallo), minaccia tangibile per Genny come dimostrato dalle sequenze finali dell'episodio che ribaltano completamente la piramide del potere. Il re di Scampia e Secondigliano è stato deposto, spogliato di affetti e ricchezze. In questo quadro s'inserisce Ciro che, tornato a Napoli, studia il gruppo di giovani guidato da Enzo. E chissà se lo squillo del telefono che precede la fine dell'episodio non sia il preludio per una nuova alleanza tra due amici/nemici ora più simili che mai.

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Due episodi molto diversi che confermano, ancora una volta, il coraggio degli sceneggiatori e la capacità di costruire una coerenza stilistica nonostante ambientazioni ed impronte narrative differenti come dimostra anche la continuità tra la regia di Claudio Cupellini e Francesca Comencini. Elementi di forza ai quali bisogna aggiungere una menzione alle ottime prove attoriali dei suoi protagonisti.

Movieplayer.it

4.5/5