Gli Oscar 2005

Le nuove procedure non hanno stravolto l'immagine della cerimonia, ma hanno contribuito ad accelerare il ritmo dello spettacolo, che si è rivelato sobrio e sintetico soprattutto nei discorsi di ringraziamento.

La notte degli Oscar non è solo la celebrazione del cinema, ma anche la rappresentazione della moda, del glamour e delle star. Sfolgorante il red carpet della cerimonia nella quale, per una volta, hanno brillato il buon gusto e l'eleganza delle splendidi donne protagoniste della serata di premiazione: Halle Berry, reduce dalla premiazione dei Razzies dove ha trionfato con Catwoman; Natalie Portman, semplice e radiosa, la cantante Beyoncé Knowles - in nero come Kirsten Dunst - che ha interpretato tre dei cinque motivi nominati come miglior canzone; Kate Winslet e Hilary Swank risaltavano nei loro abiti blu, particolarmente aderenti e seducenti. Cate Blanchett, come al solito, emanava grazia e classe ad ogni passo sfoggiando un colore inusuale come il giallo.

Per la gioia di tutte le sue fan, Johnny Depp ha presenziato alla cerimonia smentendo la sua precedente intenzione di non partecipare; Leonardo DiCaprio ha per la prima volta avuto accanto la sua fidanzata Gisele Bundchen in un'occasione ufficiale e Orlando Bloom ha supplito alla mancanza di tre stagioni passate in compagnia del Il signore degli anelli.

Passando alla cronaca della premiazione, Chris Rock ha iniziato il tradizionale discorso inaugurale della serata con un attacco duro e frontale - non nei termini, ma nei contenuti - alla campagna militare degli Stati Uniti in Iraq, lamentando l'assenza tra i nominati di Fahrenheit 9/11 e di Michael Moore. La polemica si è comunque conclusa con il saluto ai soldati impegnati al fronte, dedica ribadita con forza da Frank Pierson, presidente dell'Academy.
In compenso il conduttore si è lasciato andare a commenti poco piacevoli sulla mancanza di vere star nel panorama hollywoodiano attuale, prendendosela con il "prezzemolino" Jude Law e con Tobey Maguire, rei di non essere all'altezza di un Tom Cruise. L'uscita è stata poi contestata da Sean Pennnel momento della premiazione della migliore attrice: l'interprete di Mystic River ha infatti preso le difese del collega britannico.

La cerimonia, di solito impaludata e dilatata, quest'anno si è vivacizzata grazie ai nuovi, forse anche temuti, cambiamenti del rituale. Per molte categorie tecniche, i candidati si trovavano già sul palco - dietro una parete scorrevole - e il vincitore veniva annunciato dal presentatore della statuetta; in altri casi - come per il miglior trucco e il miglior cortometraggio - gli Oscar sono stati consegnati in platea, con i nominati seduti in attesa del responso delle buste. Il premiato aveva poi a disposizione un microfono, sempre tra le fila del Kodak Theatre, per ringraziare e commentare la vittoria.

Tra i momenti più toccanti della cerimonia, il ricordo alle personalità del mondo del cinema che sono scomparse quest'anno, purtroppo davvero tante: dall'ex presidente Ronald Reagan a Christopher Reeve, da Janet Leigh a Tony Randall. Stona un po' il fatto che a Marlon Brando non sia stato decretato in qualche modo uno spazio celebrativo a parte, considerando l'enorme influenza che la sua personalità ha da sempre esercitato. Ma forse lo stesso Marlon non avrebbe gradito più attenzione da parte dell'Academy con la quale si è dimostrato spesso polemico. Commosso era anche Sidney Lumet, vincitore dell'Oscar alla carriera. Ottanta anni e un passato alle spalle di film fondamentali come Quel pomeriggio di un giorno da cani e Serpico (non a caso a presentarlo è stato Al Pacino).

Le nuove procedure non hanno stravolto l'immagine della cerimonia, ma hanno contribuito ad accelerare il ritmo dello spettacolo, che si è rivelato sobrio e sintetico soprattutto nei discorsi di ringraziamento (brevissimi ma emozionati quelli di Robert Richardson, direttore della fotografia di The Aviator, e di Morgan Freeman, attore non protagonista dell'anno in Million Dollar Baby; ringraziamenti musicali quelli dell'autore della canzone premiata, "Al Otro Lado Del Río'", che onora I diari della motocicletta cantando il refrain del pezzo, interpretato in precedenza da Antonio Banderas e Carlos Santana).

L'Academy ha distribuito in maniera chirurgica i premi attoriali e tecnici, fotocopiando gli esiti degli Screen Actors Guild: Freeman e Blanchett come non protagonisti, Foxx e Swank come protagonisti annunciati. Dicasi altrettanto per i riconoscimenti dei Writers Guild (il sindacato sceneggiatori) che avevano già pronosticato la vittoria di Sideways come sceneggiatura non originale e di Se mi lasci ti cancello come sceneggiatura originale. La miglior colonna sonora è andata a Neverland - un sogno per la vita, che non esce a mani vuote dall'evento, e Ray che - oltre ad avere Foxx - ha portato a casa il premio per il miglior sonoro.

I pronostici sono stati tutti rispettati come da copione: Million Dollar Baby conquista i premi che contano, il miglior film e la miglior regia. L'impatto emotivo dell'opera di Clint Eastwood non poteva essere arginato in nessun modo ed era il favorito ormai da due settimane. Sicuramente è una rarità che il film più nominato (e anche uno dei più premiati dell'anno), ossia The Aviator, perda la statuetta del miglior film che era andata ad esempio a Il gladiatore e a Chicago in anni dove si era verificato lo _split _ film/regia. Ma The Aviator è un film contraddittorio e complesso per natura, che ha diviso in maniera drastica sia il pubblico che la critica. Non poteva pensare di vincere contro il film di Eastwood, indubbiamente più amato e considerato.

The Aviator può comunque mostrare in bacheca tre Golden Globes, il Producers' Guild (l'unico premio di categoria il cui responso non è stato ripetuto agli Oscar), quattro BAFTA e diversi premi tecnici prestigiosi. Per un film diretto da Martin Scorsese è comunque già un passo in avanti (Gangs of New York non aveva ottenuto nulla, se non premi per l'attore protagonista Daniel Day-Lewis).

L'Academy - non è un segreto per nessuno - non ama Martin Scorsese, pur ammirandolo. E non ama i suoi film, ma almeno questa volta ha riconosciuto l'immenso valore artistico e tecnico dei suoi collaboratori di fiducia: gli scenografi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, di cui noi italiani dobbiamo andare orgogliosi, la montatrice Thelma Schoonmaker (moglie di Michael Powell, regista al quale Scorsese si è sempre rifatto), la costumista Sandy Powell (anche in Gangs) e infine il direttore della fotografia Richardson, con Scorsese anche in Casino.

Dispiace, inoltre, che la direzione degli attori compiuta da Scorsese sia stata premiata solo con l'interpretazione di Cate Blanchett, ma non con quella di Leonardo DiCaprio, veramente straordinaria, battuta solo dal fenomeno in corsa Jamie Foxx. Attore e regista di origine italiana tenevano molto a vincere, ma entrambi hanno dovuto fare i conti con avversari più attrezzati di loro. La loro prossima sfida, The Departed, forse non arriverà nemmeno agli Oscar, ma l'importante è fare cinema.

Hanno vinto gli attori afro-americani, presenti in massa con Samuel L. Jackson, Louis Gossett Jr., l'anchor woman Oprah Winfrey e il regista Spike Lee; hanno vinto Gli incredibili della Pixar e hanno vinto le delicate tematiche toccate da Million Dollar Baby e Mare dentro di Alejandro Amenabar, che si è imposto come miglior film straniero.

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