Tatsumi

2011, Animazione

Recensione Tatsumi (2011)

Yoshihiro Tatsumi è il padre del Gekiga, il manga "vietato ai minori", caratterizzato da tematiche serie e linguaggio adulto, e il film di Eric Khoo racconta la sua storia, e le sue storie.

Gekiga e nuvole

Aveva dieci anni alla fine della seconda guerra mondiale Yoshihiro Tatsumi, ed è più o meno allora che iniziò a disegnare, sulle orme del fratello. Mentre lui iniziava a pubblicare le sue storie, il paese lentamente usciva dall'oscurità, riprendeva a vivere e iniziava a prosperare, ma Tatsumi continuava a narrare i traumi, le ferite, e la vocazione al dolore di un intero paese.

Il film del singaporiano Eric Khoo è un'originalissima biopic animata, che racconta per immagini, che sono più vicine al manga che all'anime per stile e dinamismo, la vicenda umana e lo spirito dell'opera del padre dei Gekiga, i manga per adulti. La linea narrativa dedicata a Tatsumi, infatti, si interrompe più volte per lasciare spazio alle sue storie, da quella del fotografo di Hiroshima, che uccide l'uomo che potrebbe rivelare che la sua più famosa fotografia ritrae un omicidio e non un gesto amorevole, a quella di un uomo alle soglie della pensione che vuole tradire la detestata moglie ma è reso impotente dalla tristezza, fino a quella della prostituta che seduce il vecchio padre per renderlo "solo un uomo come gli altri".

Scena del film Tatsumi, per la regia di Eric Khoo
Morte, sesso e dolore, questi sono gli ingredienti del Gekiga, nome coniato dallo stesso Tatsumi nel 1957, quando era alla ricerca di una nuova collocazione per le sue opere, che, sullo stesso scaffale dei manga per ragazzi, scandalizzavano le associazioni di genitori. Le confessioni di Tatsumi, basate sul memoriale a due dimensioni A Drifting Life, sono interessanti per gli appassionati della gloriosa arte, ma anche per chi è in cerca di una prospettiva originale su un cinquantennio e oltre di storia nipponica, per non dimenticare i semplici cinefili, che apprezzeranno il piglio narrativo e lo stile di animazione inedito e molto aderente agli stilemi del manga.

Ingegnoso nella sua malinconia, Tatsumi è la riuscita celebrazione di importante spaccato di storia del manga, nella sua incarnazione più realistica e struggente, ma soprattutto la cronaca di una passione artistica che, oggi che il mangaka ha quasi 76 anni, è ancora tutt'altro che esaurita.

Recensione Tatsumi (2011)
Alessia Starace
Redattore
3.0 3.0
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