Gareth Edwards su Monsters e Godzilla all'Empire Big Screen

Un altro incontro londinese svoltosi durante l'evento organizzato da Empire: quello con il giovane regista indie che si prepara a riproporre l'epos di Godzilla sul grande schermo.

Margherita Pellegrino

Gareth Edwards è il regista indipendente modello: giovane, affabile e spiritoso, uno che siede tra il pubblico con tutti gli altri spettatori mentre aspetta di essere chiamato a parlare del suo lavoro. Ha i piedi per terra, ma anche talento da vendere - è regista, sceneggiatore e si occupa anche degli effetti speciali - e il suo primo lungometraggio low-budget, Monsters - che prossimamente arriverà anche nelle sale italiane - ha avuto successo di critica e pubblico e lo ha catapultato nell'olimpo di Hollywood. Il suo prossimo progetto è nientemeno che un nuovo film su Godzilla, attualmente ancora in fase di sceneggiatura, e su cui Edwards vuole mantenere il segreto il più possibile. In un'intervista all'Empire Big Screen, però, non puo' fare a meno di raccontare, quasi incredulo, di come Roland Emmerich stesso lo abbia incoraggiato...

Gareth Edwards, il suo viaggio verso una carriera nel cinema non puo' defininirsi proprio 'tradizionale'...
Gareth Edwards: Da piccolo, la gente mi chiedeva, vuoi essere il prossimo Steven Spielberg? E la risposta era sì - ma io facevo lo spiritoso e dicevo, 'no, voglio essere il primo Gareth Edwards.' Sono andato a scuola di cinema, e ho fatto tutto ciò che bisogna fare, ma non ha funzionato. Sono cresciuto con i film di Steven Spielberg, come tante altre persone, e avevo anche un libro che spiegava come fosse passato dal girare film in Super 8 all'essere un grande regista hollywoodiano, e sembrava un processo cosi lineare - giri dei corti, vai a scuola di cinema,fai un film e lo mostri ai distributori - che pensavo che sarei diventato un regista acclamato a 25 anni. Poi, ho avuto lo shock della mia vita quando mi sono reso conto che non sarebbe andata cosi... Anche perché è un circolo vizioso: non vieni preso sul serio come regista di film di nota finche non hai fatto un film di nota - come si spezza questo circolo? Io sono stato fortunato perché in quel tempo il digitale e la computer grafica si stavano sviluppando - il mio coinquilino studiava animazione, e guardandolo mi sono reso conto che quello sarebbe stato il futuro. Mi sono messo a imparare il più possibile su software e programmi, lavorando di notte in un supermercato, e ho fatto pratica il più possibile, perché sapevo che da li a poco ci sarebbe stata tantissima concorrenza. Andavo a colloqui di lavoro, mostravo il mio video di computer animation, e mi chiedevano, e quello come l'hai girato?

Una sequenza del film Monsters (2010) di Gareth Edwards
Quando ha preso la decisione di creare Monsters?
Ad un certo punto stavo lavorando come curatore di effetti visivi, e mi pagavano abbastanza bene, e avevo iniziato ad accumulare dei risparmi con cui finanziare il mio primo film, in caso nessuno avesse voluto investire. Si sa che la prima regola è 'non investire i tuoi soldi in un film', ma io penso che la seconda dovrebbe essere 'ma dimostra che saresti pronto a farlo' - se sei disposto a correre il rischio, anche gli altri lo saranno - semplicemente perché non pensano che tu abbia intenzione di perdere tutti i tuoi risparmi di una vita. E' stato lì che alla Vertigo mi hanno detto, non spendere i tuoi soldi, investiamo noi - anche perché era un low budget.

Si nota un approccio molto particolare nel girare Monsters. Pensa che la stessa sensibilità possa valere anche per altri film più grandi e con un budget maggiore?
Mi piace pensare che non ci sia un processo ideale per tutti i film; piuttosto, ogni film segue un processo unico a sé, che almeno per quanto mi riguarda si manifesta mano a mano - come per esempio per Godzilla.

Il regista Gareth Edwards
E' stato difficile per lei delegare parte della responsibilità e delle decisioni nel passaggio da un piccolo film indipendente ad uno molto più a livello di blockbuster?
Penso che lavorando con gente molto valida - e io sono stato fortunato e ho potuto lavorare con i migliori - più che difficile diventa una liberazione, perché delegando puoi mettere insieme l'aiuto di tutti. Io penso che un film sia come una creatura vivente, un organismo, che da solo non può evolvere più di tanto perché non possono avvenire mutazioni. Quando qualcuno propone una nuova idea - per quanto assurda possa essere - è come inserire del nuovo DNA - quindi io chiedo sempre alla gente di darmi i loro input.

Quale film l'ha ispirata più di tutti a diventare regista?
Guerre Stellari. Non e' stata una scelta - sono cresciuto guardando la saga, e da ragazzino pensavo _'un giorno andrò su quel pianeta e farò tutto quello che fanno anche _loro', e ad un certo punto ti rendi conto che non è reale, ed è stato lì che ho iniziato ad imparare qualcosa sui film.

Scoot McNairy e Whitney Able in una scena del film Monsters
Dopo il successo di Monsters, quale pensava sarebbe stato il prossimo passo della sua carriera prima di iniziare Godzilla?
Ci sono molti film che vorrei fare - alcuni sono solo idee, altri hanno già tutta la storia - e ad uno screening c'era un agente di Hollywood che mi ha cambiato completamente la vita, e mi ha consigliato su quali progetti concentrarmi . E' strano perchè nei meeting a Los Angeles mi chiedono, 'allora come ti senti a dover girare il tuo secondo film? Sei preoccupato?' Ed io penso, sono più preoccupato di non riuscire a girarlo! E' quella la cosa che mi fa paura - che finirò a passare più tempo in riunioni che sul set del mio film...

A che punto è Godzilla?
E' ancora in fase di sviluppo...

Sarà meglio dell'ultimo Godzilla, vero?[Ride]...
Ho sentito che Roland Emmerich mi ha menzionato ed è stato molto gentile nei miei confronti quando gli hanno chiesto che consiglio mi darebbe, e ha detto che sono molto capace. Sarò molto gentile anch'io, e rispondo che non sono sicuro di cosa stia parlando...

Gareth Edwards su Monsters e Godzilla all'Empire...
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