Fringe - Stagione 3, episodi 8 e 9: Entrada e Marionette

Si chiude il primo arco narrativo della terza stagione di Fringe, tra intensità e preoccupazioni per il cambio di timeslot alla ripresa in USA a gennaio 2011.

Una dopo l'altra, le serie americane arrivano al momento della pausa natalizia, salutando il loro pubblico in vista del Natale. Non fa differenza Fringe, che con la coppia di episodi formata da Entrada e Marionette porta il primo arco narrativo di questo suo terzo anno, quello relativo all'odissea del personaggio di Olivia Dunham, alla sua conclusione, preparandosi ad affrontare la seconda parte della stagione che tornerà sugli schermi USA dal 21 gennaio.
E' un primo segmento compatto e riuscito quello che si è appena concluso, che ha finalmente saputo coniugare l'anima autoconclusiva delle origini della serie con la più recente aggiunta di una continuità di fondo. Un primo segmento contraddistinto dall'alternanza tra i due universi ed i rispettivi piani narrativi, sottolineati e contraddistinti da dettagli visivi (a partire dalla diversa colorazione di base della sigla di testa fino a quella della Statua della Libertà che nel mondo parallelo vira al rosso). E' un'alternanza che potremmo non ritrovare nel prossimo anno, non subito almeno, rimandando il ritorno nell'universo popolato da Walternate e Bolivia, e minacciato dalla nostra invasione, alla parte finale della stagione ed all'inevitabile scontro che ci sarà quando il Walter Bishop dell'altra parte riuscirà a completare il dispositivo che sta assemblando per portare l'attacco.

Joshua Jackson e Lance Reddick in un momento dell'episodio Entrada di Fringe
Entrada segna l'avvio della conclusione di questa parte di storia, raccontando il ritorno a casa dell'agente Dunham mentre Peter e compagni sono sulle tracce della sua sostituta la cui identità è ormai stata smascherata. E' un episodio dal buon ritmo, dato dalla regia di Brad Anderson, ma anche dall'efficace script dei veterani della serie Jeff Pinkner e J. H. Wyman, leggermente frettoloso soltanto nella parte finale, ma che ha la sua importanza solo in quanto inevitabile punto di passaggio verso il successivo Marionette. Qui troviamo la seconda, soddisfacente prova ai testi per Monica Breen e Alison Schapker, abili nel costruire un plot capace di sorreggere l'encomiabile prova di Anna Torv e Joshua Jackson nel mettere in scena l'intenso faccia a faccia tra i rispettivi personaggi.
Peter sa di non poter mentire ad Olivia riguardo la relazione avuta con la donna che ne aveva preso il posto e, per quanto logiche e giustificabili le sue motivazioni, si sente in colpa perchè in cuor suo sa che avrebbe potuto, e dovuto, capire che non si trattava di lei. La Torv lavora sui dettagli, sul sorriso che gradualmente si spegne mentre ascolta il racconto di Peter, sulla falsa noncuranza con cui inizialmente liquida l'argomento per crollare solo in seguito, nell'affrontare uno dopo l'altro i segni della presenza dell'altra nella sua vita nei mesi precedenti. Olivia cerca di accettare le motivazioni di Peter, ma è proprio il caso che stanno affrontando ad allontananrla definitivamente, almeno per ora, dalla via del perdono.

John Noble e Joshua Jackson nell'episodio Marionette di Fringe
Gli autori dell'episodio sono abili, infatti, ad inserire sullo sfondo un monster of the week ad hoc, la storia di un uomo che, organo dopo organo, cerca di riassemblare il corpo dell'amata morta allo scopo di rianimarla per scoprire alla fine di averne riportato in vita soltanto una versione vuota. E' nelle parole dell'uomo, una volta catturata, che Olivia trova supporto per la sua sofferenza, nella sua amara confessione di non aver riconosciuto lo sguardo dell'amata una volta rianimatone il corpo. Olivia infatti capisce quanto Peter le racconta, comprende l'accaduto a livello logico, ma non può fare a meno di chiedersi come abbia fatto lui a non capire che non fosse lei la donna con cui stava avendo una relazione. E nel "mi dispiace" che il giovane Bishop mormora dopo che lei è andata via ci sembra di cogliere che tale lui stesso si sta ponendo la stessa domanda.
E' il faccia a faccia tra i due il vero finale di questa prima parte della terza stagione di Fringe, ma segue immancabile una manciata di secondi necessaria a lasciare nello spettatore la curiosità in vista del prosieguo, un'unica sequenza che ci mostra un Osservatore intento a tenere d'occhio di due Bishop, comunicando di essere giunto sul posto e che lo scienziato è ancora vivo, lasciandoci intendere la presenza di un minaccia imminente nei suoi confronti, per la quale dovremo aspettare i prossimi episodi.

Tutto positivo, quindi, tranne gli ascolti che restano stabili ma bassi, e che dovranno affrontare a gennaio l'ennesima prova, perchè la Fox ha deciso di cambiare timeslot per la serie, spostandola al tenuto e letale venerdì sera. Riuscirà Fringe a superare questa ennesima prova? La stabilità negli ascolti fa pensare ad un gruppo di spettatori fisso e fedele che dovrebbe seguire la serie nella nuova serata, non intaccando il cospicuo numero di spettatori che la segue in differita, vero punto di forza dello show, ma in questi casi le sorprese, spesso spiacevoli, sono all'ordine del giorno e gli spettatori affezionati farebbero bene ad incrociare le dita.

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Antonio Cuomo
Redattore
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