Fortitude: tra virus e omicidi, si chiude con riserva la prima stagione

Un'ambientazione artica perfetta per le atmosfere del thriller psicologico che unisce sapientemente crime e horror ma che delude nell'ultima parte della stagione, lasciando la sensazione di aver assistito ad un'occasione persa.

Fortitude: tra virus e omicidi, si chiude con...
Fortitude: alcuni dei protagonisti della serie targata Sky Atlantic

La cittadina di Fortitude, se non fosse per le sue temperature proibitive, sembrerebbe essere una sorta di Terra Promessa, un giardino dell'Eden per chi cerca stabilità e serenità. A Fortitude tutti hanno un lavoro e una casa e la conseguenza principale di quest'equilibrio consiste in una totale assenza di criminalità. I poco più dei settecento abitanti di questa immaginaria isola artica sono prevalentemente minatori e ricercatori e tutti sembrano vivere in armonia.

Una serie di efferati ed inspiegabili omicidi sconvolge però la comunità e mobilita la polizia locale capitanata dallo sceriffo Dan Anderson, per la prima volta alle prese con crimini reali per i quali è impreparato, che lo vede affiancato dal detective Eugene Morton, arrivato sull'isola direttamente da Londra, accolto con diffidenza dall'intera comunità. Le sue indagini mostreranno un lato nascosto di Fortitude e dei suoi abitanti, ben distante dall'idilliaca armonia della quale la Governatrice dell'isola si vanta orgogliosamente, virando vertiginosamente dal thriller all'horror a causa di un virus preistorico che scatena furiosi episodi psicotici negli sfortunati cittadini infettati.

Niente è come sembra

Fortitude: Christopher Eccleston interpreta Charlie Stoddart

Prodotta grazie a lavoro congiunto di Sky Atlantic e Pivot, casa di produzione americana, Fortitude nasce da un'idea di Simon Donald, già autore di Low Winter Sun. I dodici episodi che compongono la serie sono caratterizzati dalla perfetta commistione di buio e luce, valorizzate anche da un'ottima fotografia che ricorda le atmosfere gelide di The Killing, che ben esemplificano le due anime che muovono Fortitude. La luce accecante, data dal bianco della neve e dal ghiaccio che accerchia, come per proteggere e al tempo stesso isolare, la piccola cittadina di Fortitude si contrappone al buio della notte, nel quale si nascondono i segreti dei protagonisti, tutti attenti a non farsi scoprire e vivere una doppia vita, come in un placido accordo a cui tutti silenziosamente acconsentono. Tra promiscuità sessuale e matrimoni infelici, passando per fughe dal passato e ambizioni cieche, gli abitanti di Fortitude si scontrano con una serie di crimini violenti che portano a dubitare e sospettare l'uno dell'altro.

La forza iniziale della serie risiede proprio nella suspense, data anche dal lento ritmo della regia, che avvolge la storia, fatta di verità abbozzate e molte altre taciute coscientemente dagli stessi protagonisti. Il ruolo del detective Morton è centrale e fondamentale per vedere riassemblati i vari pezzi che costituiscono il quadro generale entro il quale si muovono i personaggi. Morton investiga con delicatezza ma al tempo stesso con fermezza, senza lasciarsi intimidire dalle minacce o dall'ostracismo degli isolani, conscio che sotto quegli strati di ghiaccio si nasconde del marcio fatto di menzogne ed inconfessabili segreti.

Contenuto pubblicitario

Dal thriller all'horror, un finale frettoloso

Fortitude: Michael Gambon ha nella serie il ruolo di Henry Tyson

Quello che è sembrato mancare a Fortitude, partito con le migliori premesse grazie alle fini atmosfere da thriller psicologico che hanno contraddistinto le iniziali dinamiche relazionali tra i protagonisti e i violenti omicidi, è senza dubbio la capacità di traghettare le premesse da crime con il suo finale, contraddistinto da un contesto prettamente horror dovuto alla scoperta del virus preistorico trasmesso dalla carcassa di un mammuth rimasto per milioni di anni congelato tra i ghiacci dell'isola. A questo va aggiunta anche l'apparente fretta con la quale Simon Donald ha ricongiunto tutti gli interrogativi rimasti irrisolti fino al dodicesimo episodio che conclude la serie. In meno di cinquanta minuti tutto quello che nella stagione era stato solo accennato o ipotizzato viene raccontato con una lunga sezione di flashback che lascia comunque insolute piccole parentesi narrative, parallele alla storia principale. Indubbiamente ricca di punti positivi, da una regia forte a tratti chirurgicamente fredda e spiazzante ad una fotografia che gioca con le sfumature cromatiche di colori freddi passando per la costruzione di personaggi ben delineati anche nella loro asciuttezza verbale, negli ultimi episodi Fortitude perde solidità e la tensione che l'ha contraddistinta nella prima parte della stagione per raggiungere la metà conclusiva.

Un cast corposo e un futuro ancora tra i ghiacci

Nello stesso giorno della messa in onda dell'ultimo episodio, Simon Donald ha annunciato l'intenzione di Sky Atlantic e Pivot di rinnovare la serie per una seconda stagione. Le prime indiscrezioni parlano di altri dieci episodi ambientati sempre tra i ghiacci sinistri dell'isola a sette settimane di distanza dagli eventi brutali che hanno caratterizzato la puntata conclusiva, e che vedranno la conferma di personaggi già conosciuti dal pubblico e l'arrivo di nuovi. Proprio il ricco cast di Fortitude ha contribuito a creare forti aspettative intorno al progetto e che in parte sono state rispettate. Su tutti svetta Stanley Tucci nel ruolo del detective londinese, ex agente dell'FBI, Eugene Morton, arrivato sull'isola direttamente dalla capitale inglese per investigare sull'uccisione di un connazionale di stanza a Fortitude per effettuare delle ricerche sui ghiacci, capace di creare uno dei personaggi più apprezzati della serie.

Fortitude: un'immagine promozionale della prima stagione
Fortitude: una foto promozionale dedicata ad alcuni dei protagonisti dello show

Tra gli altri nomi spiccano quelli di Richard Dormer, il Lord Beric Dondarrion de Il trono di spade, qui chiamato ad interpretare il taciturno e scontroso sceriffo Dan Anderson, Sofie Gråbøl, la detective Sara Lund della versione originale di The Killing, che veste i panni dell'ambiziosa Governatrice dell'isola, Christopher Eccleston (The Leftovers), nel ruolo del Professore di ricerca Charlie Stoddart, barbaramente ucciso e motore delle indagini, e Michael Gambon, l'Abus Silente di Harry Potter, qui corpo e voce di Henry Tyson, aziano e malato abitante di Fortitude, coinvolto in uno dei segreti più fitti che avvolgono l'isola.

Una prima stagione partita dunque con grandi aspettative, grazie anche al ricco cast e ad una regia solida, che rispetta purtroppo solo a metà. L'ambientazione sinistra tra i ghiacci contribuisce a creare tensione ed inquietudine, alimentando le sfumature crime e thriller della prima parte della serie che tendono a sbiadirsi nel finale frettoloso e dai contorni horror.

Manuela Santacatterina
Redattore
3.0 3.0
Da Fortitude a Londra: un orso bianco in giro per la City
Privacy Policy