FlashForward - Stagione 1, episodio 8: Playing Cards with Coyote

Una partita a carte, un misterioso killer tatuato e la nuova consapevolezza del futuro fanno da sfondo ad un nuovo episodio della nuova serie ABC.

Un altro lieve calo segna gli ascolti dell'ottavo episodio di FlashForward, Playing Cards with Coyote, che vede la seconda regia consecutiva di Nick Gomez, con Barbara Nance alla sceneggiatura insieme al produttore Marc Guggenheim. Un titolo enigmatico che fa riferimento alla partita a carte giocata da Lloyd Simcoe e Simon per decidere se sia o meno il caso di mettere in pratica l'idea del primo di rivelare la responsabilità del loro gruppo per il blackout.
La trovata della partita, narrativamente quanto logicamente, funziona poco, fornendo scarso contributo al pathos e finendo per essere fine a sè stessa; e trattandosi del fulcro intorno al quale ruota l'episodio, anch'esso risulta inferiore ai precedenti. Però dai dialoghi tra i due giocatori ci sembra di capire che in realtà il blackout non era lo scopo dei loro esperimenti, ma piuttosto una conseguenza, più o meno imprevista. Positiva la maggior presenza di Simon, e quindi di Dominic Monaghan, in scena questa settimana, perchè il suo personaggio, ambiguo e carismatico, sembra avere una marcia in più rispetto ad altri dei regular dello show ABC.
Ora che Lloyd ha vinto la partita, barando con i trucchi con le carte che gli abbiamo visto usare per intrattenere il piccolo figlio autistico Dylan, il gruppo verrà veramente allo scoperto svelando l'arcano riguardo gli eventi legati al disastro? Francamente ne dubitiamo a poco più di un terzo della stagione andato in onda.

Intanto i protagonisti affrontano le conseguenze del dono di Al dell'episodio precedente (Il dono, appunto) e la nuova consapevolezza di poter cambiare le cose sembra dare nuova spinta a molti di loro. Il rapporto tra Olivia e Mark, per esempio, sembra totalmente rinvigorito, così come Demetri sembra finalmente inondato di nuova luce, abbandonando il comprensibile muso lungo della prima parte di stagione in favore di una più sana rabbia nei confronti del suo potenziale assassino.

Flashforward: Joseph Fiennes e Brian O'Byrne nell'episodio Playing Cards with Coyote
Una rabbia che Mark sfrutta nel corso delle loro indagini: il video di una esecuzione, ripreso da una testimone con il cellulare, mostra un dettaglio sul killer che si ricollega alla visione di Mark, ovvero tre stelle tatuate sull'avambraccio come l'uomo entrato nell'ufficio alla caccia del nostro protagonista nel corso della sua visione. Mark suggerisce a Demetri che possa essere lo stesso uomo responsabile anche della sua futura morte e tanto basta all'agente per sparare all'uomo una volta trovatosi faccia a faccia con lui.
Purtroppo per Mark e Demetri, non si trattava dell'unico uomo con quel tatuaggio sul braccio, come scopriamo nella sequenza finale dell'episodio, che ci mostra un gruppo di uomini, tutti con lo stesso simbolo sul braccio, al lavoro insieme. Il futuro, quindi, riserva ancora pericoli per i protagonisti. Completa la rivelazione finale di Playing Cards with Coyote l'uomo anziano che da uno dei questi uomini riceve una valigetta con sei anelli al suo interno. L'uomo è contrariato, perchè gli anelli sarebbero dovuti essere sette, e la sua insoddisfazione si concretizza in un colpo a sangue freddo all'uomo da cui ha ricevuto la borsa.

Un finale che sembra richiamare due elementi introdotti precedentemente dall'episodio: il primo riguarda Suspect Zero, l'uomo visto fin dal primo episodio cosciente durante il blackout nei filmati di sicurezza di uno stadio. Dopo le prime operazioni di pulizia del video per migliorarne la risoluzione ed ottenere ulteriori indizi sull'uomo, appare qualcosa di brillante su una sua mano. Un anello? Lo stesso anello che nel finale abbiamo visto consegnare da uno degli uomini tatuati?

Flashforward: Dominic Rains e Brian O'Byrne nell'episodio Playing Cards with Coyote
Il secondo punto riguarda il concetto di gruppo: quello degli uomini tatuati non è l'unico citato nel corso dell'episodio, perchè in Playing Cards with Coyote facciamo la conoscenza anche di Jericho, un gruppo paramilitare di cui Tracy, la figlia rediviva di Aaron interpretata da Genevieve Cortese, sembra aver molta paura. La ragazza pensa ritiene questo gruppo responsabile dell'attentato in cui, miracolosamente, non ha perso la vita e la causa dell'attacco nei suoi confronti è la denunzia fatta da lei contro la suddetta squadra per attività illegali e disumane. E' per timore loro che Tracy è rimasta nascosta per due anni ed anche ora che è tornata preferisce che si pensi che sia morta e vuole restare rintanata in casa del padre.
Possibile che Jericho ed il gruppo riconducibile alle tre stelle sono la stessa entità?
Il fatto che siano stati introdotti parallelamente farebbe pensare di sì e farebbe pensare che gli autori starebbero iniziando a far convergere più elementi dell'intreccio, con l'intenzione di fornire ulteriori elementi e rivelazioni sorprendenti nel corso delle prossime settimane, in vista della pausa invernale.

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