FlashForward - Stagione 1, episodio 4: Black Swan

Continuano le indagini di Mark Benford sul misterioso blackout ed un inquietante ed atteso personaggio fa il suo primo ingresso nel complesso mosaico rappresentato dalla prima stagione della nuova serie ABC, in onda in Italia su Fox.

Un incipit d'atmosfera per il quarto episodio di FlashForward, dal titolo Black Swan, per introdurre il personaggio di Ned e farci seguire l'evento del blackout attraverso i suoi occhi. E' sulle note di It's Oh So Quiet, successo di Björk datato 1995, che il regista Michael Rymer (lo stesso dell'episodio precedente, 137 Sekunden, e dei prossimi Gimme Some Truth e Scary Monsters and Super Creeps) ci conduce nella tranquillità di un parco, mostrandoci il momento in cui tutte le persone presenti crollano al suolo prive di conoscenza. Un autobus senza controllo finisce nel laghetto e lentamente si riempie di acqua provocando la morte di tutti i passeggeri, fatta eccezione per Ned e l'unica ragazza che questi riesce a trarre in salvo.
Sebbene il Ned interpretato da Keir O'Donnell sia un personaggio bizzarro e simpatico, però, ha un ruolo piuttosto marginale nell'economia della serie e di una delle storyline principali dell'episodio, che ruota invece intorno ad Olivia: la donna non vuole arrendersi ad accettare il futuro prospettatole dal suo flashforward e la sua lotta interiore diventa un danno per il povero Ned, ricoverato presso l'ospedale di Olivia e suo paziente. Il racconto della visione dell'uomo, infatti, fornisce a Bryce gli elementi necessari per capire da quale rara sindrome è affetto e che non sopravviverebbe all'intervento in programma per lui, ma Olivia non accetta di basare la sua diagnosi sul flashforward di Ned. La sua titubanza è comprensibile, ma noi spettatori, e lo stesso Bryce, sappiamo benissimo che il rifiuto di Olivia è legato alla fine del suo matrimonio preannunciata dai 137 secondi della sua visione.
Un'altra ad avere difficoltà con quello che ha visto è Nicole, la giovane babysitter di Charlie, di ritorno dopo una crisi legata proprio al suo presunto futuro. La sua visione è drammatica e le ha mostrato la sua morte per annegamento, per mano di un individuo che non è riuscita ad identificare, ma la parte peggiore è la sua sensazione al momento dell'annegamento e cioè di meritare quella punizione. Cosa può aver fatto per sentire di meritare la morte? E soprattutto, come si fa ad espiare delle colpe non ancora commesse?

FlashForward: John Cho in una scena dell'episodio Black Swan
Intanto le indagini proseguono per Mark e Demetri. Da una parte Mark insiste per voler assoldare un hacker, un certo Cheeto Dust, per infiltrarsi nel mainframe della CIA e procurare foto satellitari della Somalia ai tempi del blackout del 1991, continuando ad indagare su una domanda fondamentale sollevata dall'episodio precedente e cioè se e come quello che è accaduto era già capitato in passato.
Dall'altra, Demetri segue la traccia legata alla terrorista bionda che lui e Mark stavano inseguendo proprio al momento del blackout e che li conduce verso un ristorante il cui cuoco scappa al loro arrivo. Si rivela un'altra pista morta, perchè il ragazzo era colpevole soltanto di possesso di marijuana, ma è l'occasione per gli autori, in questo caso Lisa Zwerling, Scott M. Gimple e Robert J. Sawyer, per far venire alla luce il dramma di Demetri, che preso dall'ira nei confronti del fuggiasco, una volta catturato dopo una sequenza d'azione ben costruita, è costretto a confessare all'amico e collega quello che sa riguardo la sua morte, ottenendo così il suo aiuto per indagare sull'evento e cercare di prevenirlo.
La terrosista però offre un altro spunto interessante sulla strada da seguire, suggerendo a Demetri di smettere di chiedersi come sia accaduto il blackout e cominciare a chiedersi perchè. Intanto noi saremmo curiosi di sapere come e chi conduce le indagini sul fenomeno parallelamente al gruppo di Benford e che tipo di risultati è riuscito ad ottenere.

Quindi Black Swan, fino ai suoi momenti finali, aggiunge dei pezzi soltanto marginali al puzzle rappresentato dalla prima stagione di FlashForward, ma ha i suoi momenti efficaci, a cominciare dalla suddetta sequenza iniziale. Anche in questo caso, come in ognuno degli episodi già andati in onda, gli autori dimostrano di essere abili nel gestire i finali di puntata: mentre Olivia evita ancora una volta di incrociare Lloyd Simcoe, nel disperato tentativo di boicottare il futuro che il destino ha in serbo per lei, l'uomo riceve una telefonata inquietante da un certo Simon che ha la voce e soprattutto il volto di Dominic Monaghan, il cui ingresso nella serie era molto atteso dal pubblico, incuriosito dal ruolo che avrebbe ricoperto. E il ruolo si rivela molto inquietante, perchè il breve dialogo tra i due fa capire che sono entrambi responsabili in qualche modo di quello che è accaduto. Il come e il perchè è ancora ignoto, ma cominciamo ad avere qualche informazione in più sul chi.

FlashForward: Joseph Fiennes in una scena dell'episodio Black Swan
L'incedere della serie si conferma quindi lento, ma costante ed il pubblico americano sembra essere interessato a seguire la storia, almeno per il momento: dopo il prevedibile calo di ascolti dalla premiere al terzo episodio, da 12.47 milioni di spettatori a 9, Black Swan si assesta ai livelli del precedente 137 Sekunden, guadagnando un punto decimale (9.1 milioni). Vedremo prossimamente quanto gli autori saranno in grado di mantenersi su queste cifre ed eventualmente se saranno anche capaci di invertire la tendenza, spingendo sull'acceleratore man mano che il quadro si andrà a comporre.

FlashForward - Stagione 1, episodio 4: Black Swan
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