Fiorello presenta Il più grande spettacolo dopo il weekend

Il popolare showman, per il suo atteso ritorno in Rai, ha intrattenuto la vasta schiera di giornalisti presenti con una divertente conferenza stampa, in cui ha anticipato i temi della sua nuova creatura.

Sarà inevitabilmente un evento, il ritorno in Rai di Fiorello: mattatore, showman, grande intrattenitore della tv generalista da oltre 20 anni, il popolare conduttore era assente dai palcoscenici dell'emittenza pubblica dal 2004, se si eccettua la breve parentesi del 2008 (volutamente in tono minore) di Viva Radio2... minuti. Nel frattempo, tante sperimentazioni e nuovi approdi, i palcoscenici sempre gremiti e la lunga esperienza radiofonica a fianco di Marco Baldini, l'approdo su Sky e la scoperta dei social network, specie di Twitter: un protagonista della televisione italiana più recente che non si è mai fermato, quindi, abbracciando la sfida dei nuovi media ma mantenendo sempre quell'approccio tipico della tv in cui si è formato, quella degli anni '80, attenta ai tempi e alla stringatezza del linguaggio, oltre che a un bacino di utenza potenzialmente più vasto possibile.
Per presentare questo suo nuovo Il più grande spettacolo dopo il weekend (titolo che omaggia il brano Il più grande spettacolo dopo il Big Bang dell'amico Jovanotti), in onda per quattro puntate settimanali a partire da lunedì 14 novembre, il conduttore ha intrattenuto, letteralmente, i giornalisti presenti presso la sede della Rai con una conferenza stampa che è stata essa stessa uno show: presentazione e anteprima insieme, insomma, con il direttore di RaiUno Mauro Mazza e il regista teatrale Giampiero Solari che hanno faticato non poco a tenere il passo, e il ritmo, di un Fiorello evidentemente molto carico di energia per questa sua nuova avventura.

Una foto di Rosario Fiorello durante un suo show
Dribblando con qualche difficoltà le interruzioni di un Fiorello che continuava a scherzare sulla possibile caduta del governo in carica, Mazza ha così introdotto l'incontro: "Confesso di essere emozionato e contento per questo ritorno. Due anni e mezzo orsono, appena fui nominato direttore di rete, avevo già chiesto a Bibi Ballandi di parlare con Fiorello, e avevo cominciato a corteggiarlo. Per convincerlo però abbiamo avuto bisogno di due alleate di sesso femminile: la prima è stata la mamma, alla quale chiedevano sempre quando ci sarebbe stato il ritorno in tv del figlio, ignorando la sua presenza su Sky; l'altra è il nostro direttore generale Lorenza Lei. Per la Rai, e per RaiUno in particolare, questo è un momento delicato e importante: abbiamo una rivoluzione permanente in corso, e dopo qualche errore siamo tornati pienamente in carreggiata. Siamo solo un'unghia sotto i risultati, eccellenti, del novembre dello scorso anno, e Fiore ci darà sicuramente quel valore aggiunto che ci manca. Conto che sarà un evento, e che verrà replicato anche nelle prossime stagioni."
Gli ha fatto eco poi Giampiero Solari: "Sono sette anni che non si fa un grande show con Fiorello su RaiUno: da allora sono state tante le esperienze che hanno modificato il concetto di show dal vivo. L'idea è quella di fare uno spettacolo basato non solo su Fiorello come showman ma anche sulle diverse esperienze da lui avute in questi anni, dalla radio a Sky: esperienze che comportano una generale velocizzazione dei tempi, anche nel creare il repertorio. La scelta dello studio di Cinecittà non è stata casuale, visto che è uno studio molto grande, realmente popolare dato che può ospitare 1500 persone: il conduttore doveva giocare con intorno questa folla di gente, che secondo noi comunica essa stessa energia alle case, un'energia che è anche leggerezza. La gente cerca anche leggerezza, in questo periodo, nonostante il momento sia apparentemente il meno appropriato. L'elaborazione musicale è stata poi un elemento importantissimo, visto che Fiorello ha sviluppato un modo molto personale di trattare la musica, prendendo spunto da molti pezzi tradizionali e contaminandoli con altri generi. E' un approccio alla musica che rappresenta una continua sorpresa. Anche nelle coreografie c'è un modo di citare, in modo contemporaneo, gli spettacoli di varietà che hanno fatto grande la Rai nei tempi d'oro. Questo sarà uno 'one man show' che riproporrà la tradizione."

Fiorello, una foto sul palcoscenico
Il conduttore ha poi preso la parola, iniziando quello che di fatto è stato un lungo monologo: "In questi sette anni ho fatto non so quanti spettacoli dal vivo, forse più di mille. E' come se uno si abituasse a giocare in un certo terreno per tanto tempo, un terreno che nel mio caso è stato quello del teatro ma anche della radio e di Twitter: tornare a fare la televisione, dopo queste esperienze, fa un effetto strano. Sono cambiato anche nei modi di esporre alcune cose, forse sono diventato più spregiudicato, e per questo mi dovrò trattenere un po'; sto tentando di limarmi e tornare a fare il bravo ragazzo, sto riprendendo la mano con le telecamere e tutto il resto. Sono contento di fare questo programma, anche se viene ovvio dire 'chi te l'ha fatto fare': non sono solo i soldi, che io comunque non ho mai visto come una colpa ma piuttosto come il risultato di un merito. Quello che vorremmo fare è un bello spettacolo, e per riuscirci bisogna lavorare, provare, costruire cose, anche con una bella scenografia: forse c'è ancora una fetta di pubblico che vuole vedere questo tipo di programma. Non siamo contro nessuno, ma siamo un programma pro-divertimento. Non è un periodo facile, ma fare un programma durante un boom economico sarebbe stato più difficile: la gente sarebbe stata sempre in giro, magari al ristorante, e allora chi ci avrebbe guardato? Noi vogliamo allietare le serate degli italiani. La realtà dei social network, che ho scoperto da poco, non fa sconti a nessuno: mentre per strada vieni avvicinato solo dai tuoi ammiratori, nei social network quelli a cui non piaci te lo dicono chiaro e tondo. Ho imparato a subire di tutto e mi è servito molto; ho imparato a non vivere di soli applausi. Per questo, se questo programma non andasse bene mi farebbe molto meno male rispetto al passato. Riproporrò numeri e canzoni che ho fatto solo a teatro e mai in televisione, riveduti e corretti, magari ampliati. Per quanto riguarda gli ospiti, ce ne sono due tipi: quelli che sanno di esserlo e quelli che non lo sanno. Questa seconda categoria è il risultato di una cosa che ho imparato su Sky, coinvolgendo nello show alcuni personaggi a loro insaputa, come feci con Federica Sciarelli. Poi ci saranno gli ospiti classici, tra cui Giorgia, con cui mi sono sempre divertito, Michael Bublé, Tony Bennett ed Elisa. Nell'ultima puntata verranno anche i Coldplay, e voglio convincere Chris Martin a fare un duetto con Enrico Cremonesi. In questi sette anni non mi è passata l'ansia da prestazione, quella di dover dimostrare sempre qualcosa, nonostante i miei 51 anni. Si crea l'evento, che è sempre fonte di ansia per chi lo fa: certo, avrei voluto fare una cosa più in sordina ma non è stato possibile. Ma c'è anche un lato positivo in ciò: se dopo 23 anni di carriera un mio programma è ancora considerato un evento, significa che evidentemente ho lavorato bene. La scenografia è talmente bella, potente, che a volte il cazzeggio che si creerà nello show potrebbe stridere: ma è proprio questo contrasto che noi ricerchiamo. L'idea era quella di fare uno show che alle undici e mezza fosse finito, visto che la gente è stanca di quegli show infiniti che si protraggono nelle ore notturne. La nostra trasmissione finirà quindi alle undici e mezza, dopodiché ne inizierà un'altra: si chiamerà Il più grande spettacolo dopo le undici e mezza e potrà contenere qualcosa di diverso, magari una telefonata dal taglio radiofonico o qualche ospite improvvisato, cose insomma meno televisive. Una mezz'oretta in più, con una sigla di chiusura cantata da Giorgia: saranno quattro pezzi diversi per ogni puntata, e il primo sarà la cover di Se telefonando di Mina."

Una foto di Rosario Fiorello sul palcoscenico
Qualcuno gli chiede notizie sulla presenza o meno di Roberto Benigni: "Lui avrebbe dovuto essere ospite alla seconda puntata", spiega il conduttore, "e aveva pure detto che non avrebbe parlato di politica! Qualcuno, però, evidentemente gliel'ha mandata: si è rotto un piede e molto probabilmente non potrà essere con noi, cosa che per noi sarà un disastro visto che dovremo rivedere tutta la scaletta. Lui, comunque, ha detto che farà di tutto per esserci, e se alla seconda non ce la facesse verrà comunque alla quarta; sono onorato di stare con lui sul palco, perché è il numero uno in tutti i sensi. Ancora non sappiamo cosa faremo di preciso, con Roberto, ci vedremo tre giorni prima e decideremo tutto. Nell'ultima puntata ci sarà anche Jovanotti, oltre ai Coldplay, a mio fratello e a Caparezza... abbiamo veramente ospiti per tutti i gusti." Alla domanda sul motivo della scelta del lunedì, inusuale per un varietà, Fiorello risponde così: "Quando sono andato in onda di sabato sera, negli ultimi anni, mi sono sentito spesso dire 'ma sì, ti registro e ti vedo poi'. Quella di andare in onda di lunedì era un'idea che ci piaceva, perché di solito è un giorno dedicato alla fiction. Volevamo cambiare." Quando gli chiedono dei contenuti, dei temi che la trasmissione affronterà, Fiorello fa un discorso piuttosto chiaro: "Quello che volevamo fare era uno spettacolo per il gusto dello spettacolo. Ovviamente parlerò anche della crisi, trovandone però il lato divertente, se esiste: il nostro compito è sdrammatizzare, ci potete definire saltimbanchi o buffoni, se volete. Noi vogliamo rasserenare la gente. Nello show saranno presenti anche monologhi, ma più veloci, più concentrati." Un accenno anche al ruolo dei social network, e alla loro presenza integrante all'interno del programma: "Sarà possibile commentare il programma in diretta via Twitter, e inoltre attraverso il cellulare ho invitato 100 miei 'followers' con una specie di gioco: i primi 50 che avrebbero risposto a una mia mail avrebbero potuto venire insieme a un accompagnatore e commentare lo show in diretta." Sulla possibilità che il programma possa protrarsi oltre le quattro puntate previste, il conduttore è possibilista: "Chi lo sa, potrebbe ma dipende da come ci arriverò io, alla fine. Se già alle prime puntate il riscontro non sarà buono, sarà molto difficile che si andrà avanti. Ovviamente, dipenderà anche da cosa scriverete voi!"

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