Final Portrait

2017, Drammatico

Final Portrait: La lunga strada verso l’arte

Stanley Tucci racconta l'opera di Giacometti e la creazione di un ritratto dalla gestazione complessa, con freschezza e ironia.

Berlino 2017: Stanley Tucci al photocall di Final Portrait

Per quanto si possa studiare per affinare tecnica e stile, il talento è qualcosa di innato, che affonda le radici nell'animo dell'artista e detta modi e tempi delle sue creazioni. Qualcosa di indefinibile e di astratto, l'unico elemento che può fare la differenza tra un bravo tecnico ed un geniale artista. Chi ha la fortuna di averne almeno un briciolo, però, sa anche quanto possa essere capriccioso ed indomabile, imprevedibile e sfuggente: a volte non basta tutto il tempo del mondo perché il giusto spunto germogli, altre volte fiorisce da solo, spontaneamente e improvvisamente.

Il processo di creazione artistica, in molti casi, somiglia ad un vero e proprio travaglio, ad un percorso lungo e tortuoso, sofferto e denso di intoppi e contrattempi. Un processo che cerca di approfondire Stanley Tucci nel suo ritorno dietro la macchina da presa, realizzando il suo vecchio proposito di raccontare un personaggio di caratura mondiale come l'artista svizzero-italiano Alberto Giacometti, che affida all'esperienza di un interprete come Geoffrey Rush. Un film che, dopo il lancio fuori concorso al Festival del Cinema di Berlino, arriva nelle sale italiane per la BIM.

Leggi anche: Final Portrait: ritratto d'artista secondo Stanley Tucci e Armie Hammer

La tela di... Giacometti

Berlino 2017: Stanley Tucci, Clémence Poésy e Armie Hammer al photocall di Final Portrait

La storia di Final Portrait si svolge a Parigi nel 1964, quando un giovane scrittore ed amante d'arte, James Lord, riceve dall'amico artista Alberto Giacometti la proposta di posare per lui per un ritratto. L'impegno gli viene presentato come qualcosa di rapido, non più di un paio di giorni, così il giovane accetta, lusingato per la proposta ricevuta. Il lavoro di Giacometti, però, si dimostra più contorto e caotico del previsto, e quel paio di giorni inizialmente prospettato si protrae oltre i venti, tra continui spostamenti del volo di ritorno in patria da parte di James. Settimane durante le quali il giovane americano ha la possibilità di vivere dall'interno il fascino e l'estemporaneità del processo artistico del maestro Giacometti, e non solo, scoprendo aspetti interessanti, affascinanti e sorprendenti di un'attività che aveva sempre ammirato dall'esterno.

Ritratto di un'amicizia

Se c'è un punto in cui Final Portrait è particolarmente riuscito è nel far affiorare, poco a poco, la profonda amicizia che tra le due figure si instaura: seppur frustrato da rimandi, ritardi ed attese, James entra in sintonia con Giacometti ed il suo mondo sfasato e complesso. Un rapporto che viene fuori non solo per meriti dello script del film, ma anche per l'abilità dei due interpreti nel metterlo in scena: Armie Hammer e Geoffrey Rush, infatti, sono abili a far emergere piccoli gesti, sguardi, segnali ed accenni ad una comprensione che si fa sempre più profonda man mano che i giorni passano senza che il ritratto arrivi a compimento. In particolare è Rush ad offrire un ritratto complesso di un personaggio svagato e bizzarro, che proprio nelle sue stranezze e nel suo stile di vita fuori dall'ordinario e dal buon senso incuriosisce e intriga.

Leggi anche: Stanley Tucci e Armie Hammer sul red carpet di Berlino 2017

Lo sguardo di Tucci

Lo Stanley Tucci regista di Final Portrait si limita, per lo più, ad osservare in punta di piedi, muovendosi attorno alla storia e carpendola con piacevole ironia. Il principale limite del film, purtroppo, è proprio nel non voler andare oltre, nel seguire i suoi attori e la storia che si crea attorno a loro senza particolari guizzi, limitandosi a raccontarne gli sviluppi senza forzare mai la mano. Questa scelta e qualche ingenuità gli impediscono di far fare un importante salto di qualità al film, che resta una visione gradevole che lascia nello spettatore un importante spunto per riflettere sul mondo dell'arte e sulla sua imprevedibilità, sulla figura dell'artista in generale e su quello che il suo impegno, a volte frustrante e vittima di indomabile talento, rappresenta.

Final Portrait: La lunga strada verso l’arte
Antonio Cuomo
Redattore
3.5 3.5
Berlino 2017
News Film Foto Video
Final Portrait: ritratto d'artista secondo Stanley Tucci e Armie Hammer
Stanley Tucci e Armie Hammer sul red carpet di Berlino 2017 (FOTO e VIDEO)
Privacy Policy