L'acchiappadenti

2010, Commedia

Recensione L'acchiappadenti (2010)

In un film deludente per lo script infantile e scontato, si salva la prova di Dwayne Johnson, capace di rendere credibili le situazioni assurde in cui si trova coinvolto il suo personaggio.

Fatina per caso

Poco importa che fosse proprio la fatina dei denti, o il nostro equivalente topolino dei denti, o altre varianti appartenenti ad altre culture, tutti noi siamo cresciuti con la leggenda della ricompensa per i nostri dentini da latte. E' una delle tante figure di fantasia che accompagna la crescita di ogni bambino e che serve a stimolare la sua immaginazione e capacità di sognare. La Fatina dei denti protagonista de L'acchiappadenti è ricollegabile a questa leggenda, ma ha un look molto meno delicato di quello che ci aspetteremmo, perchè ad indossare la comoda tutina da fata e portane le inevitabili alette è l'attore Dwayne Johnson, ex giocatore di football e poi wrestler professionista, noto con il soprannome di The Rock, ormai affermatosi in ambito cinematografico sin dai primi anni di questo secolo.
Johnson veste i panni di Derek Thompson, giocatore di una lega professionistica minore di hockey noto proprio con il nome di Tooth Fairy (fatina dei denti, appunto), per la sua spiccata capacità di far volare i denti dei suoi avversari nei duri scontri di gioco.

Dawyne Johnson, protagonista del film The Tooth Fairy
Un soprannome che si rivela profetico quando il campione viene condannato dai vertici del mondo delle fate a due settimane di servizio di fatina per aver detto alla figlia della compagna Carly che non esiste la fatina dei denti, distruggendo i suoi sogni. Per lui inizia una serie di (dis)avventure che lo vedono usare goffamente gli strumenti del mestiere (dalla polverina per far dimenticare alla sostanza per rimpicciolirsi, fino all'arte del volo, ben più difficile da padroneggiare) e poco per volta imparare a capire l'importanza dei sogni e redimersi.

Con tali premesse, confermate dai primi trailer, non ci si poteva aspettare un film particolarmente stimolante dal punto di vista intellettivo, ed infatti lo script firmato da Joshua Sternin, Jeffrey Ventimilia, Lowell Ganz, Babaloo Mandel e Randi Mayem Singer non si allontana mai dai binari ben definiti della commedia per famiglie, inanellando una serie interminabile di clichè del genere: non ci sono idee originali ne L'acchiappadenti, nè il regista Michael Lembeck riesce a mettere in scena sequenze che possano restare impresse nella memoria dello spettatore oltre l'ora e mezza di durata della pellicola.
Si tratta di un comparto creativo che ha alle spalle discrete esperienze nel settore della commedia e dei film per ragazzi, nel curriculum dei quali appaiono titoli come That '70s Show, Scappo dalla città - la vita, l'amore e le vacche, Robots, Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre e perfino Friends; nomi dai quali ci si aspetterebbe, a parità di genere e pretese autoriali, qualcosa di più articolato e profondo dell'umorismo e dell'intreccio infantili di Tooth Fairy.

Ashley Judd e Dawyne Johnson in un'immagine del film The Tooth Fairy
In questo contesto, quella che sorprende è proprio la prova di Dwayne Johnson, ben superiore invece a quanto ci si aspetterebbe: l'ex wrestler riesce a rendere credibili le situazioni assurde in cui si trova coinvolto il suo personaggio, con discreta presenza scenica e tempi comici. E' lui a tenere insieme il film, aiutato dagli altri membri del cast: al suo fianco infatti figurano altri nomi interessanti del mondo della commedia e non solo da Billy Crystal a Stephen Merchant, Seth MacFarlane, Ashley Judd e Julie Andrews, tutti abili nel saper trovare la giusta intesa con Johnson nelle scene che li vedono protagonisti insieme.
Non basta a salvare il film dal suo umorismo immaturo e dal suo intreccio scontato, ma è almeno sufficiente per renderlo godibile a tratti, soprattutto per il pubblico più giovane.

Recensione L'acchiappadenti (2010)
Antonio Cuomo
Redattore
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