Exodus - Dei e Re

2014, Azione

Exodus - Dei e Re: un Mosè guerriero per Ridley Scott l'agnostico

Con il suo nuovo kolossal Ridely Scott riporta in vita l'antico Egitto grazie a effetti digitali e 3D, e racconta la storia dell'Esodo biblico con un approccio moderno e lontano da suggestioni religiose.

Exodus - Dei e Re

2014 – Azione
2.6 2.6

Alla fine il nuovo kolossal diRidley Scott é tutto fuorché un film biblico. Exodus - Dei e Re, nonostante racconti la storia narrata nell'Esodo, il secondo libro della Bibbia Cristiana, della schiavitù degli Ebrei in Egitto e della loro liberazione guidati da Mosè e dall'intervento divino, ha un approccio assolutamente moderno ai limiti del profano, ben lungi da quello religioso che che l'argomento poteva lasciar supporre.

Quindi inutile e superfluo pensare o riflettere su qualsiasi paragone con i precedenti riferimenti del genere, su tutti inevitabilmente il classico I dieci comandamenti di Cecil B. DeMille, dal quale si discosta totalmente è in maniera quasi antitetica. Sicuramente un kolossal, per dimensioni produttive e toni epici, ma equiparabile come genere più a uno sci-fiction con venature fantasy horror quando non addirittura ad un disaster movie, più che ad un classico peplum storico in costume.

Il profeta oscuro

Exodus - Dei e Re: Christian Bale è Mosè in una scena del film biblico

Quando a Novembre avevamo avuto la possibilità di vedere ben quaranta minuti di anteprima del film ancora in post produzione, era già evidente soprattutto la diversa raffigurazione che avrebbe avuto in particolare il personaggio di Mosè interpretato da Christian Bale, che somiglia decisamente di più al Batman de Il cavaliere oscuro che al figlio di Dio della fiction TV Maria, madre di Gesù, tra quelli nel curriculum dell'attore gallese. Un Mosè guerriero, condottiero e vendicatore, un tormentato eroe d'azione, altro che il profeta illuminato di Charlton Heston. La storia è quella arcinota di Mosè e Ramses (interpretato dall'australiano Joel Edgerton), fratellastri inseparabili cresciuti insieme alla corte del Faraone Seti (John Turturro); fino a quando Mosè non scopre le sue origini ebraiche e viene bandito. Non solo, Mosè é l'uomo che secondo la profezia guiderà gli Ebrei fuori dall'Egitto: per cui, una volta ricevuta la chiamata di Dio, che ha le fattezze di un fanciullo iracondo è piuttosto vendicativo, torna a corte da Ramses a reclamare la libertà del suo popolo.

Rievocazioni storiche, tra epica e battaglie

Exodus - Dei e Re: Christian Bale nei panni di un battagliero Mosè in una scena action del film

Si capisce subito dove vuole andare a parare Scott e quali sono le sue ambizioni: più che la storia de Il principe d'Egitto, quello che gli interessa é ricreare l'Egitto stesso, e soprattutto i cataclismi conosciuti come le dieci piaghe raccontate dalla Bibbia, con l'ausilio del digitale e del 3D. Così come era stato per Il gladiatore, film con cui Exodus ha inevitabilmente più che una somiglianza, che aveva riportato in vita l'antica Roma e il suo Impero, qui Ridley Scott si diletta con i fasti dell'epoca dei Faraoni: piramidi, sfingi, sontuosi palazzi, costumi e arredamenti, ricreati con la solita dovizia di particolari e magnificenza visiva. Eserciti e masse di schiavi moltiplicati all'infinito con la crowd replication, così come le rane, la grandine e le cavallette che si abbattono sul popolo del Nilo. Epica fa rima con storia per Scott, che dopo Il gladiatore aveva ancora rivolto il suo sguardo indietro nel tempo per far rivivere il passato con perizia storiografica sia con Le crociate che con Robin Hood: senza dimenticare la produzione (insieme al compianto fratello Tony Scott a cui è dedicato questo film) della fiction televisiva I pilastri della terra da Ken Follet, ambientata nel medioevo. Epica fa anche rima con battaglie, che con Ridley non mancano mai: anche qui si comincia subito, con i due fratelli Mosè e Ramses che sono già grandi (e si guardano già in cagnesco peraltro): senza grande necessità di approfondire la complessità del loro rapporto e le sfumature del legame che li unisce, pronti via e si parte subito in guerra con gli Ittiti, tanto per chiarire subito le cose.

Ridley l'agnostico

Christian Bale e Ridley Scott sul set di Exodus - Dei e Re

Come soprattutto nel caso del citato Robin Hood, Exodus condivide il classico destino dell'opera fuori tempo massimo "della quale non si sentiva in fondo il bisogno". Al di là della spettacolarità delle immagini (che vale comunque la pena di sottolineare), l'aspetto più interessante (se non l'unico) nei contenuti sta nell'approccio totalmente laico e quasi scientifico che se non altro evita di appesantire la storia con la retorica e le ridondanze teologiche. Il tentativo di spiegazione delle piaghe bibliche da un punto di vista scientifico, così come l'apertura del Mar Rosso che più che opera di Dio potrebbe essere quella della bassa marea o di uno tsunami, le dissertazioni di carattere socioeconomico del faraone sul perché non può lasciar partire gli ebrei; sembrano quasi tutto uscito da un puntatone speciale di Superquark, insieme ai corridoi della reggia del Faraone dai quali potrebbe spuntare Alberto Angela vestito da esploratore da un momento all'altro (il pensiero malizioso "Ridley poteva limitarsi a fare uno speciale per History Channel senza bisogno di raccontarci di nuovo tutta la storia no?" onestamente a un certo punto viene). Notevole anche la teoria che l'apparizione di Dio stesso a Mosè sia frutto magari solo di una botta in testa, con Giosuè (Aaron Paul) che lo vede più volte parlare da solo e quasi si chiede se questo magari c'è o ci fa.

Pregi e difetti

Exodus - Dei e Re: Sigourney Weaver in una scena del kolossal biblico di Ridley Scott

Faraonico era ovviamente l'aggettivo che veniva subito in mente dopo aver assistito alle scene in anteprima viste mesi fa: impressione confermata dopo la visione dell'intero film, che allo stesso modo legittima sia i dubbi che gli entusiasmi. Exodus racchiude in modo esemplare pregi e difetti del cinema di Ridley Scott, soprattutto della sua produzione recente: alla magnificenza visiva fanno da contraltare dialoghi e personaggi liofilizzati, specchio di un'inconsistenza drammaturgica quasi totale. Questo risulta oltremodo evidente rispetto al sottoutilizzo del cast di contorno. Nonostante la durata notevole (questa sì biblica), dello stellare cast di contorno quasi non rimane traccia, e nessun personaggio oltre ai due protagonisti riesce a ritagliarsi un ruolo che abbia un minimo di spessore o almeno un momento davvero suo. Nonostante siano ben quattro le firme accreditate in sceneggiatura (tra cui quella di Steven Zaillian chiamato per rivedere l'ennesima stesura finale), le battute e i minuti in scena dei vari John Turturro, Sigourney Weaver, Hiam Abbass o Ben Kingsley, tanto per citare i calibri più grossi, si contano veramente sulle dita di una mano e non riescono a giustificarne la presenza.

Christian Bale e Joel Edgerton in una scena di Exodus - Dei e Re
Exodus - Dei e Re: un Mosè guerriero per Ridley...
Alessandro Antinori
Redattore
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